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27 settembre 2016
Tu che hai dato alla mia vita il suono del tuo nome
Due.
Due anni che sei qui.
Due anni che ci sei.
Due anni che ti abbraccio.
Due anni che tutto è stato da te modellato.
Due anni che ti guardo e ringrazio.
Due anni che sono ancora pochi. Meno di quelli che ti ho aspettata.
Due anni che mi hai guarita. Sì, guarita.
Due anni che mi hai insegnato che niente è impossibile.
Due anni che sono cambiata.
Due anni che non cerco più con tutta me stessa qualcosa.
Due anni che mi sento finalmente a casa.
Due anni che tu hai creato quello che io chiamo casa.
Due anni che hai completato quello che c'era.
Due anni che amo ancora di più, ogni giorno di più.
Due anni che la mia vita è così colorata.
19 gennaio 2016
il codino
Ho sempre avuto paura delle figlie femmine. Delle donne in generale forse. Siamo fantastiche e terribili allo stesso tempo.
Trovo sia tutto più semplice con i maschi. Nonostante la responsabilità di crescere un essere maschio sia enorme, proprio perchè un giorno dovrà essere un Uomo, gentile e rispettoso, l'ho sempre vissuta come più semplice, passatemi il termine.
Una donna è un mare di cose, molte di più, e tu che sei la madre, SEI LA MADRE.
Una donna che possa essere autonoma, che si voglia bene, che lo voglia al suo corpo e al suo modo di amare, che sappia farsi rispettare, che sappia essere gentile, che sappia essere se stessa. Una figlia femmina ti mette davanti a quello che vorresti essere, a che tipo di donna sei. Quello che insegni, quello che provi a far capire, quello che credi, diventano possibili confronti, sul come sei e ti mette di fronte a come vorresti essere.Volente o nolente ti metti di fronte ad uno specchio, molto più che con un figlio maschio.
Mi ha sempre fatto un pò paura. Questo scavare nel profondo di sè è una cosa che faccio e smetto di fare allo stesso tempo, da sempre. Ma con una figlia non puoi più rimandare.
Questo lo immaginavo già prima. Un pezzetto di me era cosciente di questo.
E' per questo che quando sono rimasta incinta la prima volta ho sperato che fosse maschio. E così è stato. Ed era un pacioccone splendido, un tontolone, rompiscatole ma semplice.
Poi sono rimasta incinta di nuovo. Dopo tanto. E la felicità era tantissima. E non ho fatto in tempo a sapere se sarebbe stato un lui o una lei. Forse è stato meglio così. Perchè quando penso a quel piccolo pezzetto di me posso immaginarmelo sempre in modi diversi.
24 settembre 2015
I vantaggi di avere un figlio che non dorme.
Un figlio che non dorme è la scusa migliore di sempre. Con il tuo capo, con un cliente, con la suocera, con chi non ti fai mai sentire.
Un figlio che non dorme è la migliore scusa con te stessa, quando non riesci a fare quello che ti eri prefissata, quando non hai voglia di uscire, quando esci struccata e spettinata.
Un figlio che non dorme è la miglior scusa per le tue occhiaie.
Un figlio che non dorme e si ammala non è un dramma. Tanto non dormiva già prima. E le febbri notturne, la tosse, i raffreddori sembrano meno gravi.
Un figlio che non dorme è il modo migliore per ricevere un pò di pietà. Che a volte non fa male.
Un figlio che non dorme ti fa apprezzare tantissimo quelle rare volte che invece dorme. E la mattina ti senti più giovane di dieci anni.
17 luglio 2015
pelle a pelle
Il caldo ha i suoi lati positivi.
Non hai scuse e devi stare in mutande
Puoi, anzi, devi mangiare tantissimi ghiaccioli
Se hai una cognata con la piscina devi andare a far mettere in ammollo i bambini o muoino di caldo. E così vai in piscina a scrocco e il caldo non lo senti più tanto.
Non ti devi preoccupare di metterti un pigiama o qualcosa di simile, tanto dormi in mutande e ti senti molto più libera di addormentarti sul divano.
Sei autorizzato a spruzzarti litri di acqua termale spray che costa come l'oro.
I tuoi figli hanno un pò meno energia e i danni provocati quotidianamente sono quindi in diminuzione. Tu pure hai meno energia ma questo è un altro discorso.
Tua suocera non attraverserà il giardino sotto il sole cocente per presentarsi senza preavviso nei momenti più sbagliati come al solito (altro buon motivo per cui puoi rimanere in mutande).
Birra, birra, birra. Ghiacciata.
Dimagrisci per forza.
Non cucini più perchè fa troppo caldo per accendere i fornelli e vivi di pesche e prosciutto. Tutti vivono di pesche e prosciutto.
Puoi lamentarti perchè fa caldo.
23 aprile 2015
tu e il tuo essere un secondo figlio
Ma tu sei in assoluto una delle mie più grandi rivoluzioni.
Tu sei stata potente, molto più di quello che ci aspettassimo. Sei arrivata in un gruppetto di persone che si amano tanto, dove il centro era Lui, quello piccolo, indiscusso re della casa da cinque anni.
Sei arrivata e ti sei fatta sentire. Hai sempre saputo cosa vuoi, hai sempre capito come ottenerlo. Noi a volte capivamo meno, ma ci abbiamo lavorato e i risultati oggi sono tangibili.
8 aprile 2015
Certe notti qui. Storia di co-sleeping non cercati.
Lei e il sonno profondo sono ancora due sconosciuti.
Quando era piccola piccola piccola, piangeva disperata fino a mezzanotte e poi sveniva fino alle sei, di giorno non dormiva mai più di mezz'ora e spesso solo dopo un bel pianto.
Poi ha cominciato a piangere meno. E a dormire meno. Di giorno sempre sonnellini brevi, trenta minuti esatti, neanche avessi partorito un orologio svizzero, di notte invece voleva me. Ogni due ore. Ogni tre. Ogni mezz'ora. Non una notte uguale all'altra, ma di certo tutte notti in bianco. Tetta, ancora tetta e poi tetta. E io mi addormentavo con Lei appesa, lì accanto a me, mi svegliavo tutta incastrata e storta mezz'ora dopo, la trasferivo nella sua culletta e poi ricominciavamo da capo dopo massimo un'ora.
Poi un giorno ho detto basta.
Ho sfoderato l'arma biberon, chissà, magari con la pancia stra piena dorme. Ma appena ho provato a darglielo, sputacchiando, mi ha guardata come per dire ma che c...o fai???!!!
Poi sono diventata inflessibile. E così per un pò di notti ha pianto. In braccio ma niente tetta. Solo ciuccio. E poi ha deciso di dormire per tre notti dalle nove alle sei. E io ero come sicura di avercela fatta.
Beate illusioni.
4 aprile 2015
Ho imparato qualcosa.
Sono migliorata.
Sono fiera di me.
Sono felice.
E' difficile da spiegare, facile da intuire, raro da vedere.
La felicità più che mostrarsi si fa sentire. Non cancella la fatica, non semplifica la vita. Ma quando è c'è.
Questa bambina era quello che volevo. Sapevo che mi sarebbe servita per sentirmi a posto. Completa. Piena.
Così è.
Ci è voluto un pò, come molti amori che sanno durare, ma passato l'uragano iniziale, il rendersi conto che non è come pensavi, che è come doveva essere, ha fatto sorgere un sole nuovo e luminosissimo.
Le nuvolette restano, altrimenti rischi di abbagliarti. Ma sembrano di panna montata. Più leggere.
25 marzo 2015
Lei sa di burro.
Lei è potente. Non so trovare aggettivi migliori. In tutto. Lei scatena cose potenti.
Lei non è farfalle nello stomaco. Lei è fuochi d'artificio all'altezza del cuore, ma anche un pò ovunque.
Quando mi sorride a bocca spalancata. Quando mi allunga le braccia per venire in braccio, da me. Quando mi accarezza la mano mentre ciuccia. Quando mi prende la faccia, quando mi deve toccare, per riuscire a lasciarsi andare e addormentarsi. Quando sgambetta come un'atleta carica d'energia al via. Quando ride per lui, suo fratello. Perchè non ride per nessun altro. Con nessun altro. Grandi sorrisi ma le risate sono solo sue. Quando fa la talpetta. Non ve lo posso spiegare come si fa la talpetta, lo sappiamo bene noi. Quando si mette a pedalare perchè vuole che la porti lì. Quando piange come se le avessero strappato il cuore e io non riesco a farla smettere subito. Quando fa il verso da velociraptor. Sì, da velociraptor. Quando sorride di gusto a lui che torna a casa. Quando ha scoperto che può schizzare l'acqua del bagnetto ovunque. Quando mi cerca sempre, senza sosta.
Quando mi guarda e si vede che mi ama follemente. Oh come si vede.
10 marzo 2015
Lei lo ama alla follia. E io pure.
Uno dei motivi per cui si desidera un secondo figlio è sicuramente perchè ce n'è già uno. Rispetto alla prima gravidanza dove chi ti nuota dentro è il tutto e tutto è lì, nel secondo caso c'è quel tutto fuori, che viene comunque prima, nonostante quel nuovo tutto dentro. E così si pensa tanto a come saranno quei due, quei tuoi due tutti, come si guarderanno, cosa faranno insieme o da soli ma con l'altro comunque dentro la propria vita. I fratelli sono una grande cosa e anche una grande rottura. Ma da piccoli non si sta tanto lì a riflettere, un fratello si vive.
21 febbraio 2015
tanti saluti dalla DonnaOcchiaie.
E' sabato sera. I miei uomini sono a cena fuori. Loro. La pupa dorme. Dopo non averlo fatto per tutto il giorno. Ma non inganniamoci non lo farà tutta la notte. Lei dormicchia. Io invece sono una che quando dorme dorme. O meglio dormirebbe. Avete presente quando scrivevo questo? Beh, ora sono passata dall'altra parte, sono una di quelle che non dormono più. O almeno poco. Poco poco poco. Trovare il tempo per scrivere è meno complicato che trovare l'ispirazione. Perchè è quella che manca quando manca il sonno. Ho davvero il cervello in pappa. Pappa. Pappa. Pappa.
10 febbraio 2015
un post buttato giù in dieci minuti. Ma davvero sono l'unica indispensabile?
Allattare il piccoletto ormai grande è sempre stato facile. Lui era regolare, sempre sorridente, mangiava di gusto e si capiva benissimo quando aveva fame. Era la sua ora e piangeva. Non piangeva per nient' altro. Ricordo che aveva tre settimane e io e lui grande ce ne siamo andati anche a teatro una sera. Mia madre è stata lì con lui e io avevo calcolato i tempi giusti, sono arrivata a casa, dormiva ancora e come volevasi dimostrare si svegliò all'orario che io conoscevo bene e io ero lì, soddisfatta della mia serata e felice. Pronta, tetta disponibile ma con la sensazione che c'era stato tempo per noi, per fare quello che mi piace. Perchè per quanto mi piaccia allattare, non mi basta di certo.
Lei è l'imprevedibilità fatta bambina. Alla soglia dei quasi cinque mesi ancora non abbiamo una vera e propria routine, o meglio ancora non abbiamo orari certi.
Mi ero detta che questa nascita, tanto cercata e voluta, me la sarei vissuta di più, avrei dato tutta me stessa e avrei amato farlo. E invece, come una volta, ho fatto i conti prima e non si dovrebbe mai fare. Dovresti vedere come va prima di decidere cosa fare, di pensare di sapere già cosa vuoi.
Rimane il fatto che i primi tre mesi sono stati all'insegna dell'allattamento a richiesta. O meglio a comando. O meglio non so perchè piangi quindi ti nutro. Non so cosa c'è ma di sicuro non potevo allontanarmi un attimo perchè ero il tuo unico calmante. E anzi, se lo facevo quando ero lì venivo come rimproverata, ma che ti costa, dalle la tetta. E i tuoi tentativi di stabilire una regolarità andavano a farsi benedire.
4 febbraio 2015
ultimamente #gennaio
Ultimamente è stato casa casa casa. Quella nuova. A breve sarà al tetto, si può già entrarci dentro e farci un giro, adesso sì che tutto ha una forma. Dove ci sarà la cucina, dove ritroveranno un loro spazio tutti i miei libri ormai da un anno chiusi negli scatoloni, dove vedrò quei due lì correre e giocare, è tutto più chiaro. Ci vorranno ancora mesi prima che diventi la nostra casa, ma è come se si vedesse una luce in fondo al tunnel. Dopo anni dietro all'acquisto del terreno, carte, progetti, cambiamenti, ancora carte e burocrazia finalmente sta prendendo vita. E non vedo l'ora che vita sia lì. La settimana scorsa abbiamo comprato la cucina, ce la faranno a momento debito ma intanto anche questa ha preso forma. Ed è proprio come la volevo. Total white, ariosa, funzionale ma soprattutto grande. Grandissima. E ci ho messo anche l'isola. Un'isola mamma?! figo ci sarà anche il mare in casa nuova!
15 gennaio 2015
di pseudo ritorni, baci, social e foto.
Eccomi qui. E' da parecchio che non scrivo, ma si sa può succedere.
Ogni tanto il fatto di avere un blog ti fa sentire in dovere di buttar giù qualcosa per forza. Perchè se ci tieni, ci tieni. Però ci vuole tempo, ispirazione, voglia.
Qui è tutto pannolini, occhiaie, sorrisi meravigliosi, piccoli ma enormi progressi, lunghissime passeggiate in aperta campagna solo io, Lei, il silenzio e spesso buona musica. Non mi riesce di raccontare questo nuovo, splendido e impegnativo, mi assorbe tutta e tutta mi faccio assorbire. Vivo alla giornata, incredibilmente rilassata, adagio. Non mi riesce di tradurre in parole questi tempi lenti, ma buoni, di bambini che crescono, di occhioni e di baci, tanti.
E' questo che differenzia uno scrittore da chi scrive per passatempo e per provare a fermarlo quel tempo lì.
25 novembre 2014
due mesi fa, oggi - aka il mio ultimo parto, in tutti i sensi.
Sono passati due mesi. Direi che è un tempo sufficientemente lungo per ripensare a quel giorno. Perchè insomma, emozionante sì ma anche un pò splatter, e quando le ferite si sentono ancora meglio parlare del tempo.
Che sarebbe successo lo sapevo. Voglio dire, anche se la ragazza non ne aveva l'intenzione sapevo che prima o poi sarebbe sbucata fuori.
Ed è andata così.
Visto il superamento del termine e la sua poca voglia di farci sentire le sue urla, la mia ginecologa mi ha spostata di ospedale, da quello tranquillo e piccolo al mega ospedalone di Padova, pronto a qualsiasi evenienza.
Un supermercato delle nascite, un bazar di pance e una palestra per tirocinanti.
21 novembre 2014
The best day of her life
Il suo regalo per il mio compleanno è arrivato con un paio di giorni d'anticipo.
Mi ha regalato il più bel giorno della sua vita.
E' facile individuarlo quando si hanno più o meno solo sessanta giorni.
Mi ha riempita di sorrisi, ha dormito, ha mangiato, il tutto per tutto il giorno. Non ha MAI urlato. Forse una volta, piccola piccola.
Io mi sono docciata per più di tre minuti, spalmata di crema, ho preparato la cena in anticipo così mi sono sentita anche organizzata, vestita (che non è cosa da poco), ho letto un pochino, cazzeggiato al computer un pò di più e bevuto la buonissima tisana al finocchio con molta calma. Poi abbiamo passeggiato. E sono stati sorrisi e nanne.
All'ora di cena lei ha dormito beata vicino a noi. Poi si è svegliata, ha mangiato, ha riso, poi bagnetto e nanna. Fino alle sette del mattino.
The best day of her life (happy birthday to me).
14 novembre 2014
oggi va così.
C'è il Monviso così a punta che spicca, buio sotto, illuminato in alto. La riconoscerei tra mille quella montagna, così più montagna di tutte quelle intorno a lei.
Di solito mi godo lo spettacolo sapendo che ha un prezzo. Per assistervi vuol dire che staremo dai miei. L'ho già raccontato, spesso sono più felice di partire che ti arrivare. Ma torno sempre, un pò perchè devo, un pò perchè voglio.
Ultimamente non so cosa darei per averli qui con me. I miei intendo.
Le cose vanno così così, Urletta urla, io ho la lacrima facile e l'altro fa il ribelle.
Per quanto io sappia che ce la sto mettendo tutta, che le mamme perfette non esistono, che è normale - porta pazienza - passerà e bla bla bla quando lei urla e io non riesco a calmarla tutto dentro scricchiola un po'.
Eppure Lei è così. Tanto splendida con quegli occhioni spalancati quanto isterica.
Potremmo dire dolcemente complicata per fare la citazione.
Lei piange, o meglio lo ribadisco, urla con le lacrime a volte per ore. Fondamentalmente è stanca ma non riesce a lasciarsi andare. E non direi che sono coliche o altro, lei è semplicemente agitata. E lo dico con cognizione di causa, la osservo tanto, io credo in Tracy Hogg.
28 ottobre 2014
dieci cose belle
1. Quando fai quel sorriso se ti accarezzo con due dita dalla tempia fin dietro l'orecchio. Ma anche tutti quei sorrisi nel cuore della notte, quelli solo nostri e che mai nessuna foto potrà mai catturare. Perchè tu urli di giorno, e tutto il giorno, ma quando siamo solo io e te è tutta un'altra storia.
2. Quando l'altra sera ti sei messa a ciucciare il naso di tuo padre di gusto, io sono scoppiata a ridere e la mia risata ha fatto ridere anche te, per la prima volta di gusto.
3. Quando ti svegli e fai la faccia da uovo stiracchiandoti tutta.
4. Quando ti imbamboli davanti al disegno di tuo fratello. Quello che ha disegnato per noi, che ha appeso sopra il tuo fasciatoio per te, quello che ha raccontato come tutto l'amore che io ho per Ada, te e il mio papà.
5. Il tuo doppio mento.
6. Quando ti ciucci il dito dentro la fascia. E lo fai solo lì. Come facevi quando eri Panza.
7. Quando rimani lì immobile con quei due occhi spalancati e guardi fuori dalla finestra, dove tu chissà che vedi ma ti piace.
8. Quando sorridi a tuo fratello, perchè gli fai un grande regalo.
9. Quando finalmente ti addormenti e ti abbandoni tra le mie braccia e la guancia, a palloncino schiacciata su di me, fa fare quella pieghetta alla bocca, bellissima.
10. Tu. Che sei complicata e tanto voluta. E quando realizzo che ci sei.
26 ottobre 2014
Lei urla.
Lei urla.
Dorme.
Mangia.
E urla.
Deve avere un sacco di cose da dire.
Io sinceramente ne azzecco una su cento.
Questa cosa tende a stabilizzarmi un pò. Perchè se ce lo fossimo dimenticati io devo sempre avere il controllo su tutto.
14 ottobre 2014
ultimamente #settembre - della serie meglio tardi che mai
Ultimamente è stata LEI. In tutta la sua forza, in tutta il suo essere mini, in tutti i miei gesti, in tutte le mie foto, in tutte le mie notti, in tutti i nostri spazi, in tutta la nostra vita, stravolta.
2 ottobre 2014
ADA
E' arrivata una settimana fa esatta, il 25 settembre, con il giusto ritardo che la rende molto femmina.
Tre chili abbondanti ed urlanti di meraviglia. Un sacco di capelli neri e le dita lunga da pianista.
I secondi figli non nascono proprio da soli, bisogna spingere lo stesso, ma a parte questo ho scoperto l'amore a prima vista. Mi ci voleva.
Sono molto più felice che stanca. E sono tanto stanca, che si sappia.
Grazie a tutti, ho ricevuto i vostri messaggi, le vostre mail, i vostri commenti, non ho risposto quasi a nessuno, perdonatemi sono immersa in tutto il nuovo che c'è. Me lo sto proprio gustando.
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