Ieri c'erano quattordici gradi e sembrava quasi primavera.
C'era quel sole e l'infinito davanti. Il verde. Il colore della terra. Il silenzio che è un suono nuovo perchè la natura suona musiche diverse.
Era quel sole che nutre, era quello di cui avevo bisogno.
Non so quanto durerò. Non so per quanto saprò godermi questo isolamento.
C'è da dire che per ora non mi sono ancora lamentata della nebbia e del traffico per entrare in città. Per ora non ho ancora provato a tornare a casa dopo una serata con le amiche. Dover prendere la macchina sempre, io che ero quella che si muoveva in bici.
Per ora ho ancora le chiavi della vecchia casa e per un mese potrò andare quando voglio a guardarmi quei tetti così affascinanti, così pieni di vita, così belli. Proprio come la vista ininterrotta dei campi, delle linee dolci e naturali dei colli.
Così totalmente diversa.
Non posso scegliere.
Era quel sole che nutre, era quello di cui avevo bisogno.
Non so quanto durerò. Non so per quanto saprò godermi questo isolamento.
C'è da dire che per ora non mi sono ancora lamentata della nebbia e del traffico per entrare in città. Per ora non ho ancora provato a tornare a casa dopo una serata con le amiche. Dover prendere la macchina sempre, io che ero quella che si muoveva in bici.
Per ora ho ancora le chiavi della vecchia casa e per un mese potrò andare quando voglio a guardarmi quei tetti così affascinanti, così pieni di vita, così belli. Proprio come la vista ininterrotta dei campi, delle linee dolci e naturali dei colli.
Così totalmente diversa.
Non posso scegliere.
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