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16 ottobre 2012

430 km

I miei genitori vivono a più di 400 chilometri di distanza e quindi andiamo a trovarli al massimo una volta al mese.
Ogni volta che varco la soglia in quella casa, così grande per i miei standard, per me è sempre come tornare indietro nel tempo. E' ancora una casa affollata di libri e musica, di statuite e cimeli di viaggio, dove la cucina è fatta di chiacchiere e discussioni e mai di profumini invitanti perchè il frigo sempre vuoto e le pentole quasi intonse (non si va a trovare i miei per la buona cucina).







Nonostante nella mia camera, così tanto da femmina, adesso dorma il Piccolo Lui, nonostante il bagno sia sempre in perfetto ordine cosa che non succedeva mai con me e mio fratello, nonostante il telefono non squilli più per me, mi sembra sempre di rivivere la stessa insofferenza mista ad allegria che ha caratterizzato gli anni con loro.
Sono sempre scappata e ne ho sempre sentito la mancanza.
Li ammiro molto, mio padre perchè è un uomo tutto d'un pezzo, in gamba e deciso, mia madre perchè lo sopporta.
Ho sempre avuto il bisogno di sentirmi indipendente da loro ma ho sempre cercato la loro approvazione.
Ho sempre cercato di dimostrare a me stessa che ero diversa per poi in realtà realizzare che le linee guida erano comuni, i valori che mi appartengono sono anche i loro.
Ho sempre cercato di non ereditare la loro arroganza e supponenza e invece sono diventata peggio.
E' merito loro se credo in certe cose e ne rifiuto altre.
E' merito loro se ho sempre avuto bisogno di libertà.
La mia adolescenza è stata sofferta, come credo moltissime altre, piena di problemi che visti ora fanno sorridere se non addirittura ridere. Mi sono sempre troppo preoccupata di piacere agli altri e allo stesso tempo di adattarmi io agli altri, per non essere esclusa, per essere parte di un qualcosa. Mi sono spesso scontrata con i miei genitori per questo. Mi sono arrabbiata molto, li ho fatti arrabbiare molto.
Poi ho deciso di andarmene. A 17 anni per a fare la quarta superiore all'estero per tornare un anno dopo giusto per finire il liceo e ripartire così per studiare all'università.
Loro la libertà l'hanno sempre concessa, l'indipendenza sempre sostenuta.
Sarà il fatto che si cresce o, più semplicemente, il fatto di non viverci più insieme ma li ho rivalutati, in tutte le loro manie, chiusure mentali e idee arcaiche. Sono felice di andare da loro. Qualche volta vorrei poterlo fare più spesso. Qualche volta dopo un paio d'ore che sono arrivata vorrei già andarmene.
Come è sempre stato del resto.



L'adolescenza vissuta con gli occhi di madre, anche se ci vuole ancora parecchio e ci saranno fantastici anni prima di arrivarci, mi spaventa molto. Sarà una battaglia, perchè è giusto che sia così.
I risultati, da genitore, arrivano con il tempo. Così come i grazie.



Grazie.