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21 marzo 2013

il gioco delle coppie

Ci sono molti modi di essere coppia e indubbiamente ognuno ha il suo.
Mi è sempre piaciuto osservare le coppie, le loro dinamiche, i loro modi di fare, prima di tutto perchè sono una grande impicciona, secondo perchè spesso provo a trarne qualche insegnamento, sia in positivo che in negativo.
E poi si sa, giudicare da fuori è sempre facile e immediato.
Che poi sia sbagliato questo è una altro discorso.

Mettiamo la coppia A: Lei è parecchio più grande di Lui. Lui molto indipendente, anche troppo per i miei gusti, Lei molto pacifica. Lui parte e viaggia spesso (per piacere) per i fatti suoi lasciando Lei con le pargole a casa (parlo di vacanze dall'altra parte del mondo). Lui esce spesso e volentieri quasi tutte le sere con tutto quel giro di amici che non hanno ancora figliato. Fa tardi la sera e nel week end pretende di dormire fino all'ora di pranzo, proprio com'era prima dell'arrivo delle nane. Lei non gli rompe le scatole, mai. Mai sentita lamentarsi, mai vista fargli una scenata, mai Lui si è lamentato di Lei che pretende da Lui qualcosa. Anzi, Lei sostiene che mantenendo (Lui) i suoi piaceri esterni alla coppia e alla famiglia vivono molto meglio. Che fa bene di riflesso anche a Lei. Lei sta bene così. Lei adora fare solo la mamma e vive per le sue bambine. E' sempre stato così e sempre sarà. Lei è molto innamorata di lui e se per caso la pupetta più piccola non ne vuole più sapere di stare in giro lei passa due ore a cercare di calmarla nel bagno della casa di amici perchè Lui vorrebbe rimanere ancora un pò a chiacchierare. Esce dal bagno visibilmente provata e lo bacia pure. A volte ho un pò l'impressione che Lui abbia la visione della partenità di Crozza quando fa Briatore (se non l'avete vista guardate qui). Ma la figlia grande (l'altra è ancora troppo piccola) lo ascolta e gli è molto affezionata e quindi da qualche parte mi sbaglio sicuramente, perchè è certamente vero nel loro caso che la qualità è più significativa della quantità.

Mettiamo la coppia B: si sono sempre presi e mollati. Vivono ufficialmente insieme da quando Lei è rimasta incinta e tra l'altro quando l'ha scoperto avevano appena deciso di lasciarsi definitivamente. Sono sicuramente quelli che quando li vedi diresti subito: per carità, io non voglio proprio diventare come loro. Lei non lo molla un secondo, è molto acida, proprio come solo noi donne sappiamo essere, lo accusa sempre di tutto, lo tratta male di fronte a chiunque, lo sminuisce il più delle volte. Lui è molto pacato. A casa un pò meno dai racconti di Lei e spesso alza la voce anche Lui. Ma Lui lo conosco da parecchio ed è sicuramente una delle persone più tranquille del mondo. Quando Lei gli rompe altamente le palle lo vedi che Lui sta proprio pensando ad altro, il classico entra da un orecchio e esce dall'altro. E Lei si imbestialisce, e diventerei un mostro anch'io. Spesso ha ragione Lui, molte volte Lei. C'è come la sensazione che di base Lui sia dalla parte del torto, ma poi Lei con i suoi modi fa dimenticare i perchè e quasi quasi capisci Lui. Perchè quando una madre stanca e stressata rompe le scatole non ce n'è per nessuno.

Mettiamo la coppia C: non hanno figli, non sono sposati, vivono insieme da parecchio e sono fidanzati credo da sempre. Ormai abbiamo perso tutti il conto, semplicemente sono una cosa sola. Quando stai insieme da così tanto tempo si vede. Le effusioni sono completamente sparite, è davvero raro vederli appiccicati, sono come una naturale estensione l'uno dell'altro e per questo non sentono mai il bisogno di stare più di tanto "vicini". Sono anche un pò pallosi, perchè il sesso sfrenato non sanno più cosa sia e quindi Lei non ne parla mai, perchè l'aperitivo con Lei puoi farlo o solo prima delle otto o dopo le nove perchè alle otto e un quarto loro si siedono a tavola e guai disattendere questa abitudine. Lui la chiama tutti i giorni nella sua pausa pranzo. E cosa vi dite? chiedo io, ma niente così per salutarci. Litigano spessissimo ma sono sempre litigi tranquilli, mai uno sconvolgimento, mai un pensiero basta, ti mollo, me ne vado. Se andassero in giro vestiti uguali nessuno ci troverebbe niente di male. Sembrerebbe la cosa più naturale del mondo.

Mettiamo la coppia D: anche loro stanno insieme da parecchio e hanno un figlio. La loro è una bellissima storia d'amore, travagliata, di quelle vissute con mille e mille farfalle nello stomaco, ovviamente lei le sentiva più di lui, vissuta anche a distanza e molto passionale. Poi è arrivato il figlio e la passione ha dovuto prendere il biglietto, come al banco dei salumi al supermercato, e aspettare il suo turno, che per fortuna prima o poi arriva sempre. Lei è sicuramente una gran rompiballe. Lui è sicuramente un orso taciturno. Lei vorrebbe rivivere lo svolazzamento delle farfalle tutti i giorni, Lui che è uno molto razionale le dice senza peli sulla lingua che ci sono altre cose a cui pensare. Lui non sa cosa farsene di una vita sociale e Lei invece rompe anche su questo. Ma spesso e volentieri a causa del figlio di cui sopra vince lui. Lui è uno che le dà da riflettere ma allo stesso tempo è uno che la fa molto arrabbiare. Lui la fa anche piangere, perchè quando vuole a parole ci va giù pesante e riesce a toccare proprio quei punti lì. Lei è innamorata ma a differenza della Lei della coppia C tutte le volte che litigano pensa che sia finita, prova ad immaginarsi la sua vita senza di Lui. Lui non sa ammettere le sue colpe, mai. Lui rompe, tanto quanto Lei ed è tutta colpa di quella cosa chiamata testardaggine. Lui è un papà fantastico e Lei su questo non può rompere. Forse lo ama ancora, nonostante tutto, anche per questo.
La Lei di questa coppia dopo la giornata in compagnia di domenica ha deciso che cercherà di rompere un pò meno le scatole, cercherà di essere un pò più come la Lei della coppia A, avendo la garanzia che Lui non è come il Lui della coppia A; cercherà di essere meno come la Lei della coppia B e apprezzerà di più le cose quotidiane che forse è il segreto della coppia C.
Questa Lei però sa già che tra un pò ricomicierà con la tiritera delle farfalle perchè è più forte di lei.

18 marzo 2013

perle di futura saggezza

Ieri è stato un giorno bellissimo. Sono stata bene e per un pò sono riuscita a non pensare.
Perchè essere lucidi e capire che ci si deve fermare, che la testa ha bisogno di riprendere fiato, non è che automaticamente si trasforma in farlo. Se poi il tempo mi fosse d'aiuto, visto che sono la regina delle metereopatiche, forse, sarebbe più semplice.
Io devo imparare a godere del qui e ora. Non basta mica dirlo. Ma nemmeno capirlo.
Io non so stare ferma, ma devo imparare.
Come ho imparato a tuffarmi senza tapparmi il naso, come ho imparato a fare torte più che commestibili, come ho imparato a chiedere aiuto, come ho imparato che quello che pensavo prima di diventare madre sull'educazione dei bambini era quasi tutto pura utopia, come ho imparato tutte quelle cose che pensavo non avrei mai potuto imparare, perchè io sono fatta così.
La scusa migliore del mondo, sempre.

Ieri la nostra casa è stata piena di amici, bambini di varie misure, buon cibo, vino, musica e risate. Doveva essere solo un pranzo in compagnia. E' diventata una merenda e poi una cena ed infine un vera e propria festa!
Lui è ormai di quelli grandi, che non ti guarda neanche di striscio, che si diverte come un pazzo e che sa arrangiarsi, anzi, spesso e volentieri "vai pure mamma", perchè per fortuna riesce ancora a mandarmi via con dolcezza.
Io mi sono goduta la compagnia, che per me è come l'aria, mi sono goduta la tranquillità che un bambino ormai grande e con amichetti intorno comporta, il poter stare a tavola a chiacchierare senza pannolini e poppate incombenti, mi sono spupazzata i nani particolarmente nani solo quando mi andava, perchè il bello dei figli degli altri è questo. Mi sono divertita a rincorrere, a sbaciucchiare, a raccontare, anche con il cuore in mano, a spettegolare, ad osservare quella meraviglia di bambino che è il mio, perchè lo è davvero. E' attento, curioso, spiritoso e soprattutto sorridente. 
E' un bambino felice. 
E di colpo questa cosa ti attraversa le viscere e gli occhi si riempiono di sole... 

La serata si è conclusa così, nel buio di una cameretta, con la sua mano nella mia:
"ma possiamo fare che domani è oggi di nuovo?"

Quante cose devo imparare. Quante cose mi può insegnare.
Mannaggia a me e ai miei fantasmi.






6 gennaio 2013

là su i monti - parte brutta

Bisogna partire dal presupposto che, per quanto ci sia stata una parte bella, dopo questa vacanza avrei bisogno di prendermi una vacanza.

La mia idea di vacanza presuppone riposo. E riposo vuol dire sonno. Avrò dormito quattro ore per notte. Per carità è sicuramente colpa mia, non me l'ha mica detto il dottore di fare tardi, ma guarda caso mentre mi divertivo con gli amici non sentivo la stanchezza ma all'alba quando il Piccolo Lui piombava nel nostro letto fresco e riposato mi svegliavo stanca. Ho quindi bevuto un sacco di caffè. Non mi fa bene, soprattutto all'umore, non ero interpellabile almeno fino a mezzogiorno.
E qui la compagnia che tanto mi piace l'avrei volentieri mandata a quel paese per una semplice ora di solitudine e silenzio.
Qui mi ricordo perchè le vacanze con gli amici non devono superare mai la settimana.

A questo va aggiunto il mio giovanotto che di solito ci mette almeno tre giorni ad ambientarsi in un posto nuovo e calcolando che siamo stati in montagna per un totale di cinque giorni tirando le somme possiamo dire di averne avuti due buoni.
Era tutto uno chifo. E quetto non mi piace. E non vojo. Sei brutta e cattiva. Cattivissima. No, no e no. Quetto è mio. No, adesso ce l'ho io. Pianti e tragedie per tutto. E pernacchie. Ultimamente vanno per la maggiore.
Lo porti sul bob ed è una frigna. lo trascini dentro il bob così non frigna per camminare e si lamenta lo stesso. Lo porti in alto in alto e la neve è fredda. C'è il sole e non va bene. Ma ovviamente non vanno bene neanche gli occhiali.
Veramente insopportabile. Da non vedere l'ora che andasse a letto. Lui lì non ci voleva stare.
Passati i tre giorni canonici non voleva più venire via.

Poi c'era l'altro bambino. Di un anno e mezzo. In città vanno d'amore e d'accordo. Chiusi nella stessa casa sperduta tra i monti erano delle belve. Una lotta continua, e dato che il mio è grande il doppio passava facilmente dalla parte del torto.
Questo micro nanetto è abbastanza insopportabile di suo, lo so che non si dovrebbe dire ma è davvero così, e sua madre non è proprio la tranquillità e la positività fatta donna (quindi da qui sorge il dubbio esistenziale di sempre: il bambino è difficile perchè la madre è un casino o la madre è un casino perchè il bambino è difficile?).

Lei, io non la capisco molto. Le voglio bene ma non capisco. Non lascia che nessuno l'aiuti. Però non le va bene niente. Vai a farti un pomeriggio di spa e dopo mezz'ora ti guarda e ti dice: "forse dovremmo tornare dai bambini"... ma come tornare dai bambini?????? Passi la giornata a dire a tuo figlio, sì proprio a un nano di un anno e mezzo, che non ce la fai più, ce non lo sopporti più e appena hai due minuti per te vuoi tornare da lui? Col cavolo. Adesso stai qui almeno due ore.
A volte bisogna imporsi.
Io da madre degenere che sono sarei rimasta anche di più senza nessun senso di colpa.
Perchè i nostri figli stanno bene anche senza di noi.
Soprattutto se noi siamo stressatissime. Almeno così la vedo io.

Altre cose negative? La totale assenza di connessione. Eravamo in una specie di buco nero, una valle isolata dove nulla di tecnologico funzionava. Riuscivo a usare instagram solo da 2.500mt di altezza.  Ho realizzato di esserne un pochino dipendente, e non ne sono molto contenta.
Detto questo non intendo interrompere la mia dipendenza.

Ma la cosa più difficile è stata la mattina del primo gennaio. Troppo vino la sera prima. Troppi bambini urlanti e festanti (perchè i tre giorni erano passati) e troppa gente in generale. Era da tempi memorabili che a Capodanno non festeggiavamo nel vero senso della parola (quando parlo di festeggiamenti degni di questo nome mi riferisco a una una valle deserta e una cena improvvisata. Rispetto agli ultimi capodanni vi assicuro che per noi erano festeggiamenti in grande stile. Ovviamente sono stata in calzettoni tutta la sera).
La mattina dopo è stata durissima, credevo davvero che non ce l'avrei fatta ad arrivare a pranzo.
E invece eccomi qui.
Non ho più vent'anni. E' ufficiale.
Ma abbiamo già detto che l'anno prossimo replichiamo.
Barcolliamo ma non molliamo.

Ai buoni propositi per l'anno nuovo non ho ancora pensato.

Però siamo tornati a casa nostra. E questa è una cosa bella.
Domani torno al lavoro. Meno bello di sicuro.



là su i monti - parte bella

Sono viva.
Non sono esplosa per il troppo cibo e sono sopravvissuta a dieci giorni di vacanza da vagabondi prima di qua e poi di là. Sono sopravvissuta senza connessione e alle pochissime ore di sonno.
Sono viva. E come inizio direi che può andare.
Non ho avuto un secondo di solitudine, vacanze all'insegna della compagnia, una figata ma anche no, dipendeva dall'ora del giorno.
Sempre con qualcuno intorno. All'insegna di cose belle e brutte.
E io parto sempre con la parte bella. Chissà che mi dimentichi la brutta e non ne scriva neanche.

Ce ne siamo andati con una macchina strapiena, direzione Dolomiti, con altri amici, di cui una coppia con pargolo, solo che più piccolo e solitamente più rompiballe del nostro, ma non ne parlerò qui, questa è la parte bella.
Il posto era semplicemente bellissimo. La maestosità delle montagne è potente e mi sa proprio che sto invecchiando perchè comincio ad amare sempre più tutto ciò che è spopolato e un pò selvaggio, una natura per niente sottomessa, anzi dominatrice.
I panorami che si vedono dopo aver preso l'uovovia (il nuovo grande passatempo del nano) sono mozzafiato. Non sono nemmeno capace di descriverli come si deve. Per fortuna faccio foto.











E poi scendere giù in paese il pomeriggio tardi, quando la valle è già immersa nel buio e si vedono solo le casette illuminate ma il cielo è ancora di un azzurro ghiaccio e sentirsi dentro un presepe...

Abbiamo preso una casa tutti insieme e, come ai vecchi tempi, quando eravamo tutti sprovvisti di nani, con qualche annetto in meno e il fisico per reggere litrate di buon vino, ce la siamo spassata facendo le ore piccole. Eravamo un bel gruppetto, sette, ormai quasi veri adulti, diventati grandi per forza che provano a dimenticarsene. Abbiamo riso e discusso di politica, sparato per lo più cavolate, giocato a risiko, ma anche a yahtzze, abbiamo bevuto dell'ottimo Pinot Nero e mangiato canederli come se fossero gli ultimi rimasti sulla terra.







La compagnia. Quella che mi piace da morire. Quella che sa di Comune. Quella che ti rilassa perchè stare tutti lì, sotto lo stesso tetto, è più divertente che alla fine della cena tutti a casa propria. Io mi sento molto ragazza, come quando vivi ancora con i tuoi e te ne vai in vacanza con gli amici.
La mattina però con la sveglia alle sette del mio adoratissimo Piccolo Lui non mi sentivo più tanto giovane. Ma questa è un'altra storia.



L'elenco di cose belle di questa vacanza include ancora tanto per fortuna.

Il wellness tu e l'amica senza uomini e figli. Addormentarsi entrambe in sauna e svegliarsi con la sensazione di essersi sciolte al punto di non esserci più.



Le patatine fritte in baita, doverose.

Il capodanno senza petardi. Noi non ne avevamo, non vuoi mica mica svegliare i bambini?! Intorno a noi doveva essere pieno di nani dormienti o più probabilmente eravamo in una valle deserta perchè non si è sentito nulla, tanto da guardarci a mezzanotte e chiederci: ma siamo proprio sicuri?! Forse eravamo gli unici anche se altre finestre avevano la luce accesa. Anche se la mattina alle otto c'era il vecchietto di turno che spalava la neve.
Nonostante ci avessero raggiunto altre dieci persone e il volume non potesse essere tenuto molto sotto controllo i nani non hanno dato segni di vita. Altra bella cosa.
Comunque neanche un botto. Giusto le magnum per il brindisi. Meglio così. Io li odio.

Le scivolate sulla neve ma ancora meglio le rotolate. Uno stordimento pazzesco. Una figata, da fare anche senza figli. Ovviamente se lo fai con un nano eviti che ti guardino come una pazza. Ma i vantaggi dello stare sulla neve e dell'essere freddolosi è che tanto sei talmente vestita che sfido chiunque a riconoscerti. Io ero veramente in incognito. Uno stile che sarebbe stato meglio non immortalare. Di sicuro non avrei proprio cuccato nessuno. E poi una fatica a tornare su... ancoa scivoliamo ancoa, l'ultimo mamma dai!!



Le guancette rosse di mio figlio. Fantastiche. Rosse rosse rosse.

Le lenzuola della casa dove stavamo. Stesso odore e stessa fantasia di quelle della mia nonna, quelle che vinceva ai tornei di briscola alla bocciofila. Quelle che non si sa perchè nessuno voleva mai e me le ritrovavo sempre io.

La stufa a pellet.



La litigata con il Grande Lui per il risiko. Sì, è stata una delle cose belle. Perchè ho realizzato che è un pò che non litighiamo seriamente. E dato il periodo che stavamo passando mi sembra un gran passo avanti. Siamo più coalizzati, meno arrabbiati. Se poi si litiga per una cavolata allora va tutto bene. Soprattutto perchè le cavolate si dimenticano in fretta.

Adesso siamo ospiti dei nonni piemontesi. E ho un'oretta per farmi i fattacci miei. Sono quasi commossa.
In realtà sono tutti addormentati.
Sono rimasta sveglia solo io.
La Befana della situazione.