Ieri si è laureata una mia amica, era in corso con me e ci siamo divertite molto ai bei tempi. Lei se l'è presa comoda e sono felice che non legga il mio blog così posso dirlo senza problemi: c'è una nuova neolaureata futura disoccupata in circolazione. Non perchè lei non sia valida ma perchè la situazione è davvero drammatica.
Disoccupazione alle stelle e morale nelle stalle. Devi inventarti nella migliore delle prospettive o adattarti nella più reale delle prospettive. Viviamo nell'era del "risparmio, rinuncio, rinvio". Altro che consumismo. Poi adesso vuole tornare anche quello là. Non che gli altri siano meglio ma lui è veramente la visione più nera di futuro che il nostro Paese possa avere. Ma ve beh, al peggio siamo già abituati.
Quando mi sono iscritta all'università avevo 19 anni e troppa vita davanti, un professore di filosofia, appassionato di Freud, che amavo alla follia (era il mio professor Keating) e voglia di fare qualcosa di "utile". Forse se ci fosse stato qualcuno a tarparmi un pò le ali ora sarei ingegnere.
E invece mi sono iscritta a Psicologia.
Mi sono laureata alla specialistica con una tesi di marketing e questo dovrebbe bastare per capire che alla mia laurea in realtà non corrisponderà mai una professione.
Il motivo per cui la mia laurea non è diventata un lavoro, crisi permettendo, è che non ci ho neanche provato. Non fa per me. Sono felice di quello che il
periodo università mi ha lasciato, sono felice per le persone che ho incontrato, sono felice di aver appreso una forma mentis che nella vita ci vuole, di aver imparato a vivere da sola e averlo apprezzato tanto, di essermi riempita di dubbi sani e non.
Gli anni di studio, a parte feste/divertimenti/amori in po' burrascosi, sono stati per me davvero difficili. Non per la quantità di lavoro ma per ciò che scatenava in me quello che studiavo. Sono stati anni di forte riflessione personale che auguro a tutti. Mi sono messa in discussione e tutt' ora è un continuo work in progress. Se tornassi indietro una parte di me farebbe un'altra facoltà, penserebbe a un futuro lavorativo possibile e concreto, perdendosi così però molte cose. Un'altra parte, quella che mi piace di più, farebbe invece ancora di più una pazzia: farebbe Lettere. Dopo si vedrà.
Essere psicologi è una professione molto ostica, complicata e non credo per tutti. Non basta studiare. Il lavoro su di sè è tanto, costante e continuo, la corazza e il pelo sullo stomaco che servono per riuscire a mantenere il distacco giusto, la professionalità necessaria, sono per me impensabili. Mi conosco. Potrei farlo, ma male. Ci sono cose per cui non sono portata. Posso studiare all'infinito, fare pratica quanto vi pare ma lo sento. Sento che non sarà la mia strada mai. Di solito evito di precludermi una via ma in questo caso posso farlo con assoluta certezza.
E l'ho fatto da subito. Ho cercato altro. Ho fatto un master in tutt'altro, mi sono messa a cercare altre vie. Una l'ho trovata. Non è proprio quella che avrei voluto ma è quella che mi permette di fare la mamma. Lavoro 30 ore settimanali e guadagno una miseria. Ma non mi posso lamentare, del resto mi sento dire
hai voluto un figlio sì o no?! Beh, ne vorrei anche un altro se è per questo. E conto un giorno di fare altro nella vita, lavorativamente parlando, rispetto ad oggi. La grinta ci sarebbe, l'impegno pure.
L'università dovrebbe formare e dare gli strumenti per entrare nel mondo del lavoro, non lo nego. Ma credo serva all'essere umano come individuo per crescere. E' un'esperienza che tutti dovrebbero poter fare. Si dovrebbe poter scegliere di iscriversi alla facoltà di Storia perchè si vuole studiare quello con il cuore leggero. Perchè nel mio
paese immaginario non si registra, oltre a tutti gli altri dati preoccupanti, anche un crollo delle iscrizioni alle facoltà specie umanistiche come succede ora. Ma te credo che succede, capisco benissimo perchè succede. Però è un peccato. Perchè è di forma mentis che si ha bisogno. Tanto quanto di tecnici. Non dico che fare ingegneria non apra la mente, anzi, ma lui sa spiegare meglio di me cosa intendo:
Non leggiamo e scriviamo poesie perchè è carino: noi leggiamo e scriviamo perchè siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.
(prof. Keating)
ok, rileggendo ho scritto tutto e niente e anche abbastanza male. Confusione. Oggi va così.
Volevo cogliere l'occasione per ringraziare
Dora e
Francy per avermi assegnato il premio" il Blog affidabile". Sono soddisfazioni! Non potevano farmi un regalo di Natale migliore!