Sono giorni che ho questo post in testa. Sono giorni che cerco il tempo e le parole che meriterebbe ma mi è davvero difficile.
E' stata la settimana di quella foto. Quel bambino, poco più grande di Lei, poco più piccolo di Lui, naufragato e morto in mare, lì, solo, su quella spiaggia dannata. Quel bambino che ha fatto più rumore di altri, che è servito a smuovere anime infreddolite, che spero non verrà dimenticato come tutti quelli prima di lui.
Tutti quelli che ne hanno parlato, tutti quelli che l' hanno condivisa, tutti quelli che hanno scelto di non condividerla, tutti quelli che hanno detto muovete il culo a chi dovrebbe muoverlo, tutti quelli che sono rimasti emotivamente travolti. Io sono tutti questi.
Sono mesi, anzi anni, anzi da sempre, che la gente scappa. Ma quello che sta accadendo ora ha dimensioni immense.
Sono storie incredibili, così lontane dalla nostra quotidianità che sembrano avere il sapore di un romanzo, così dolorose che non abbiamo cuori allenati, così intense che immobilizzano.






