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30 luglio 2012

la scuola è un valore

Vado a prendere il quaderno dei lavoretti del Piccolo Lui al suo asilo nido. Si perchè lui ha finito prima degli altri, del resto è da solo un mese che (poverino) è in vacanza. E da settembre si comincerà una nuova avventura. Maestre nuove e amici nuovi.
Un quaderno pieno, vivo, con bellissimi disegni, collage, il cd delle foto e video e la meravigliosa dedica della sua maestra. 
Fare le maestre è un lavoro importante, io per fortuna ne ho trovate tante che ci mettono il cuore. Quando lo capiremo, come Paese, che le maestre e gli inseganti sono fondamentali, che la scuola è un bene primario, importantissimo da valorizzare e non da strozzare? 
Solo la scuola, infatti, può farci diventare un Paese migliore, può farci crescere.
Grazie a tutte loro, che hanno contribuito a fare del bene al mio bimbo. Che hanno insegnato, che mi hanno consigliata e che ci hanno messo molto impegno.
Grazie ai suoi amichetti che sono stati i primi di una vita che spero conoscerà tanti amici, soprattutto quelli veri.
Grazie al Piccolo Lui, che è andato a scuola anche le mattine in cui avrebbe preferito stare a leggere libretti accoccolato con me; che ha saputo sempre riempire quei sensi di colpa, che vengono ogni tanto, divertendosi, non volendo più venire via quando andavi a prenderlo, raccontandomi tutte le cose curiose che faceva. 
Vedere le foto e i video del Piccolo Lui che impara, che ride, che abbraccia, che sperimenta senza di te è sempre strano, ma ne sono profondamente felice. Vedere che è Lui sempre, anche se tu non ci sei. 
Eccola qui di nuovo, la felicità malinconica.

17 luglio 2012

l'indipendenza è una cosa importante

Il pagliaccetto è stato "abbandonato" dai nonni per la prima volta a 13 mesi e noi ci siamo goduti un week end festaiolo a Barcellona. Le frequenti birrette e l'improvvisa libertà ci hanno fatto addirittura decidere di sposarci. E così qualche mese dopo abbiamo fatto. Dato il buon esito di questo abbandono abbiamo approfittato dei nonni in altre occasioni e specialmente d'estate, quando noi si lavora e il nido è chiuso. Da un paio d'anni quindi passa qualche settimana con la nonna nella bella Liguria ma mai come quest'anno la cosa mi ha fatto effetto.
Sarà perchè da qualche mese ho realizzato che sta diventando grande, lui dice che è medio, sarà che finalmente abbiamo acquisito l'uso della parola e quindi ci possiamo anche parlare al telefono, sarà che lasciare l'asilo nido e sapere che tra poco comincerà la scuola materna, sarà che sempre di più lo scopri, come essere umano, con una sua incredibile personalità, buffo e simpatico (è un pagliaccetto!) ma ho scoperto un nuovo bellissimo sentimento: la felicità malinconica.
Quando era un minuscolo esserino che non faceva altro che mangiare e sporcare pannolini il rapporto era di estremo bisogno, io ero fondamentale, e per fortuna c'è davvero un istinto innato altrimenti sarebbe stato un casino. Poi comincia ad arrivare il desiderio che impari, che cresca, che gattoni, poi che cammini, poi che parli... e intanto il tempo passa inesorabilmente. E poi diventa un bambino. Vuole i suoi simili, ti cerca sempre, ma molto meno e soprattutto quando si diverte con qualcun altro tu non ci sei più. 
Non sei più un bisogno.Ma rimani fondamentamentale. Per fortuna.
E adesso che è via manca, il mio Piccolo Lui. So di mancargli anch'io ma è un bimbo felice e sa che ci sono. E questo mi fa pensare che ho fatto un buon lavoro. Abbiamo fatto un buon lavoro, perchè il Grande Lui c'è e c'è sempre stato. Di nuovo, per fortuna.
E così il pagliaccetto si rivela più indipendente di me. Ma per un pò adesso lo sono anch'io.