Visualizzazione post con etichetta inserimento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta inserimento. Mostra tutti i post

19 settembre 2012

come volevasi dimostrare


Me la sono chiamata! Grazie al mio post pieno di ingenuità è arrivata la tragedia inserimento!
Ebbene sì, da lunedì sono pianti e lacrime. Forse avevo cantato vittoria un pochino troppo presto.
Ben mi sta.
Non è una vera tragedia, se mi sentisse il Grande Lui ovviamente direbbe che esagero.Quando torno a prenderlo è contento, gioca e mi racconta (a fatica, ma questo è sempre stato così, spesso alle mie domande risponde "boh", semplicemente per fare prima il simpaticone). Durante il resto della giornata poi è sempre allegro e teppista come suo solito. Quindi direi, con la mio fare da pissicologa da due soldi, che non ci sono traumi in vista. Almeno non per lui. Io non ero pronta, mi ero totalmente illusa di aver magicamente saltato il problema.
La mattina appena entrati in classe la sua manina stringe forte forte la mia e mi guarda con gli occhi gonfi: "stai un pochino con me?"... Sì che ci starei, primo perchè me lo chiedi così e secondo perchè mi piacerebbe molto di più pastrocchiarmi tutta con la pasta di sale che andare in ufficio. E invece faccio la dura: "no amore mamma non può, la scuola è dei bimbi grandi come te e delle mastre, ci vediamo dopo". Ma mi sa che lo ha capito che preferirei la pasta di sale.

Ok, niente a che fare con l' inserimento del nido di due anni fa dove te lo strappano urlante dalle braccia e ti dicono vai pure tranquilla. E soprattutto fatti vedere da lui tranquilla. La cosa più semplice del mondo per chi come me non ha nessun talento nel recitare.
Ma voi come fate? Dite qualcosa in particolare (se avete la formula magica datemela!) o semplicemente aspettate che passi questa fase?


Oggi ho letto sulla bacheca una citazione che mi piace e che è di buon auspicio:
"Tutto quello che mi serve sapere l'ho imparato all'asilo"
Robert Fulghum

13 settembre 2012

E' tutta questione di culo

Lo devo ammettere: ho avuto culo.
Il Piccolo Lui ha cominciato la scuola materna e fino ad oggi è andata bene. Nessun pianto traumatico, non un capriccio, neanche un "non ci voio andae"... Anzi, "la cuola è bellissssssima".
Non conosce nessuno: è un quartiere nuovo, maestre nuove, amichetti nuovi, io al suo posto non so se sarei stata così brava! C'è stata solo una mano tenuta stretta stretta e lasciata andare un pochino con fatica questa mattina...
In questi giorni ne abbiamo parlato tanto, l'ho portato a vederla da fuori, certo, abbiamo cercato di inculcargli l'idea che la scuola dei grandi E' bellissima, non è certo tutta farina del suo sacco.
Però è andata, almeno così sembra. (oggi era solo il secondo giorno, spero di non essermela chiamata).
Ieri ero veramente emozionata. Non mi sarei aspettata un comportamento così da bimbo grande... Sarà perchè l'inserimento al nido è stata una tragedia (sì è vero era uno scricciolo), sarà perchè ho difficoltà a rendermi conto di come sia, nel suo piccolo, un bambino indipendente.
Sa che ritorno a prenderlo. Sa che ci siamo per lui.

Abbiamo scelto questa scuola dopo abbondanti discussioni se questa, pubblica, o un'altra privata.
La privata era bella, i muri imbiancati e dotata di tutti gli optional che potete immaginare, giochi da sballo, e attrazioni da circo.
La pubblica è una scuola pubblica. Ovviamente non è imbiancata e i giochi sono quelli con cui forse giocavo io. Ha però un grande giardino, con molti alberi e tanto posto per correre e giocare a nascondino.
IO CREDO nella scuola pubblica. Credo che la scuola dovrebbe essere sempre pubblica, e dovrebbe essere anche imbiancata, nel senso di curata un pochino di più. Dovrebbe avere più soldi per farlo e chi vi lavora dovrebbe guadagnare di più, perchè è un lavoro molto importante.
I giochi non sono fondamentali, ai bambini non interessa così tanto.
Perchè, alla fine, l'importante sono le maestre. E' importante coinvolgerli, saper raccontare con cuore e fantasia, incantarli. E lo si può fare solo se si crede in quello che si fa. Se si comprende il valore di questa professione.
E poi la scuola pubblica di oggi è una scuola multiculturale. E' una scuola che include tutti. E a me questo piace. E' un valore, è importante imparare che non siamo diversi, siamo tutti uguali. Per diventare cittadini civili si deve partire da qui. Il rispetto di tutti, a prescindere.
Io mi fido e mi affido alle maestre. Perchè la scuola dell'infanzia non è un parcheggio. Mette le basi per l'istruzione futura. Spero sapranno esserci, spero sapranno risvegliare in lui la curiosità, spero prendano sul serio il mio obiettivo: la sua felicità.

Un ringraziamento speciale va a Milo e Perla (non me ne vogliano se pubblico i loro veri nomi online), i due pesciolini rossi che sono nella sua classe e che hanno subito attirato la sua attenzione.