Come se niente fosse è già settembre. Ho già ricominciato a lavorare. Ho smesso per poco comunque. Ho lavorato tanto fra l'altro.
Ha fatto caldo, non caldissimo. Ha piovuto poco.
L'erba del giardino si è tutta seccata.
I lavori che dovevamo finire sono ancora da finire.
Però mangiamo fuori tutte le sere ed è bellissimo. La nostra casa è bellissima.
I soldi, non quelli che ci sono ma quelli che mancano, sono sempre un leitmotiv, anche questa estate.
Il mondo sembra sempre più fragile. Questo paese poi lo è veramente.
Ci sono stati cieli azzurrissimi e nuvole bianche.
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31 agosto 2016
13 settembre 2015
la lontananza che rimpicciolisce gli oggetti all'occhio li ingrandisce al pensiero.
Mi ero detta che salita sul treno avrei sistemato quelle benedette foto di quest' ultima estate addosso, dentro, fuori, dapperttuto. Poi ci scrivo anche un post.
Ma alla fine non riesco a scrivere di sale, vento tra i capelli, coccole, litigate, tuffi, nuvole e pesci.
Sono fuggita per due giorni, all'ultimo minuto, perchè mio padre è stato male.
Sono stata nell'ordine preoccupata, spaventata, rincuorata.
Non ero mai stata a trovare mio padre in ospedale. Fa un certo che.
Sono sei anni che non vengo dai miei senza un figlio o due al seguito.
Non ho mai avuto il tempo di realizzare quanto io sia effettivamente lontana.
Non serve andare in un altro paese, bastano quei troppi chilometri che impediscono di fare un'improvvisata quando si ha voglia.
Vedo che sono lontana perchè i meccanismi quotidiani non mi includono.
Io non ci sono mai.
Non posso fare tante cose. Pratiche.
Va tutto bene, non c'è bisogno di me, se la cavano.
Però un pezzo rimane sempre qui. E' sempre lo stesso pezzo di cuore, quello che lascio quando parto e ritrovo quando torno.
E' così quando si vive via.
Stare insieme è sempre una cosa programmata, non può essere naturale.
Noi siamo abituati.
Ti abitui alla mancanza.
Poi ogni tanto viene a pungerti.
Adesso foto e Bob Dylan.
Buon viaggio a me.
Torno da quei tre che sono la mia casa.
31 luglio 2015
Mi sono persa la luna ieri.
Ho visto un sacco di foto della luna di ieri sera, quella che mi sono persa, e che oggi, a casa per un attimo, mi sono goduta.
Ma ieri avrei proprio voluto vederla.
Ho passato qualche giorno al fresco, non in prigione ma in montagna, con i bambini, e la camera dell'albergo dove dormivamo aveva un bellissimo terrazzo da cui però la luna non si vedeva. Colpa delle nuvole.
Ho visto solo nuvole e tanti prati verdi verdi verdi.
La sera addormentavo i pargoli uno a uno quando possibile e contemporaneamente il resto delle volte. Ci sono cose che sembrano impossibili e poi a un certo punto le devi fare. E le fai.
Una volta addormentati ero lì. Da sola nel più totale silenzio. La piccoletta sempre in movimento e il non più piccoletto che si sa godere il meritato riposo. Dal terrazzino non si vedeva nulla. Sai che c'è bosco e pini altissimi di fronte a te ma è tutto nero. Fresco e molto più silenzioso che all'interno. Bello.
17 luglio 2015
pelle a pelle
Il caldo ha i suoi lati positivi.
Non hai scuse e devi stare in mutande
Puoi, anzi, devi mangiare tantissimi ghiaccioli
Se hai una cognata con la piscina devi andare a far mettere in ammollo i bambini o muoino di caldo. E così vai in piscina a scrocco e il caldo non lo senti più tanto.
Non ti devi preoccupare di metterti un pigiama o qualcosa di simile, tanto dormi in mutande e ti senti molto più libera di addormentarti sul divano.
Sei autorizzato a spruzzarti litri di acqua termale spray che costa come l'oro.
I tuoi figli hanno un pò meno energia e i danni provocati quotidianamente sono quindi in diminuzione. Tu pure hai meno energia ma questo è un altro discorso.
Tua suocera non attraverserà il giardino sotto il sole cocente per presentarsi senza preavviso nei momenti più sbagliati come al solito (altro buon motivo per cui puoi rimanere in mutande).
Birra, birra, birra. Ghiacciata.
Dimagrisci per forza.
Non cucini più perchè fa troppo caldo per accendere i fornelli e vivi di pesche e prosciutto. Tutti vivono di pesche e prosciutto.
Puoi lamentarti perchè fa caldo.
11 giugno 2015
di campi di grano e cappelli blu
Eccomi qua sono stata via un mese esatto, non era mai successo, ma ci sta un po' di disintossicazione ogni tanto.
Ho anche pensato di chiudere baracca e burattini perché sono cambiate talmente tante cose da quando ho aperto il blog che comincio a soffrire un po' di crisi d'identità.
Poi vabbè no non si chiude proprio un bel niente.
Ve lo posso fare un riassuntino così giusto per riprendere le fila?!
3 settembre 2014
Vento e blu selvaggi

Agosto deve avere il suo momento di mare. E' obbligatorio. Altrimenti che agosto e'?!
Noi siamo andati su un'isola abbastanza abbandonata dal resto del mondo, selvaggia, impervia, rocciosa e ostile. Nessun ospedale e un unico collegamento al giorno con la terra ferma, mare permettendo. Il posto ideale per una incintissima come me. Mi avevano garantito che nella peggiore delle ipotesi sarebbe arrivato l'elicottero. Pazza? Me lo hanno detto tutti. Felice di esserci stata? O si. Tanto.
Capraia e' un'isola incredibile, unica nel suo genere, bella da togliere il fiato. Sembra spuntata dal mare all' improvviso, con tutta la sua potenza e la sua forza. Scogliere a picco sul mare, vegetazione che più mediterranea non si può e vento. Tanto. Da est, da ovest. Da su, da giù. Una bellezza da respirare a pieni polmoni, fresco e dissetante sulla pelle salata, da non riuscire a sciogliere i nodi nei capelli che diventano subito adatti per l' ambientazione, selvaggi e a modo loro perfetti così.
Libeccio, Scirocco, Maestrale e blu a perdita d'occhio.
E' questo il mare che mi piace di più. Aperto, limpido, ventoso e vivo.
Perché c'è da perdersi con una maschera e la testa sotto. E non c'è cosa che mi piaccia di più al mare dello snorkeling, dove vale la pena farlo. Se poi mi sento pesante come ultimamente è stare in acqua, quando è bella così, e' fantastico.
Poi lo facevo insieme a mio figlio. Supersupersupersupersuper.
29 luglio 2014
l'estate che fu Estate
Correva l'anno 1997 ed era la mia prima vacanza con gli amici.
Fu una settimana di tenda, sole, risate, amore e leggerezza.
Questi giorni di Liguria hanno fatto riaffiorare i ricordi molto più facilmente, il mare è bello oggi come allora, la focaccia è buona oggi come allora, io non sono proprio come allora, perfotuna o purtroppo dipende dai punti di vista.
Partimmo con il treno, piantammo le tende nel piccolo campeggio di Laigueglia, io e il lui di allora avevamo la nostra e sapevamo fin troppo bene che sarebbe successo.
La nostra prima volta.
La mia prima volta, la sua prima volta.
Dopo mesi e mesi di baci, baci, baci era giunto il momento. Eravamo pronti.
Non fu nulla di pazzesco, niente di tremendo, fu tutto semplice, impacciato, dolce e divertente. Ci volevamo davvero bene, credo bastasse per evitare il disastro e far sembrare tutto normalmente normale.
C'erano tutti quelli a cui volevo bene. Il mio miglior amico, lui, lei, e una decina di altri, sempre loro, insomma, eravamo tutti.
26 agosto 2013
Se volete sapere ciò che qualcuno teme di perdere, guardate cosa fotografa. - parte 1
Viaggiare fa sempre bene.
Allo sguardo, al cuore, all'anima, ai pensieri, si sa.
Quest'anno è stato breve e intenso. Abbiamo fatto un mini viaggetto in Croazia, passando per Zagabria, i laghi di Plitvice e l'isola di Cres.
Poco più di dieci giorni, dove i sentimenti sono stati molteplici.
Gli occhi si sono riempiti di tramonti e infiniti, di colori e di vento.
Zagabria è uno di quei posti che non sapevo come immaginarmi. Nè cosa aspettarmi.
Succede quando sai poco, hai letto poco o sentito poco di un determinato luogo.
Ne sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Grande, verde, animata e organizzata.
Un pò Vienna, un pò est europa socialista, un pò all'avanguardia e un pò vecchia.
Un bambino che non ne voleva sapere di camminare e i musi lunghi che le sgridate comportano.
E io che lascerei correre. E lui che vuole educare sempre a tutti i costi.
Ma Zagabria è stata anche e soprattutto cielo azzurro, cielo blu, cielo nuvoloso e pioggia a dirotto.
E' anche mercati come piacciono a me, confusi, disordinati, caotici e colorati.
E' tante librerie e tantissimi caffè, tutti rigorosamente all'aperto.

E' anche arte contemporanea, un museo di quelli per cui ti chiedi ma perchè? oppure questo avrei potuto farlo anch'io eppure saranno gli spazi grandi o il fatto che tutto può essere che rimango quasi sempre a bocca aperta. E in questo caso è stato così.
Poi c'è l'orto botanico, tu entri e ti avvicini al guardiano chiedendo quant'è? e lui ti guarda e dice semplicemente: niente signora, è un parco, aria aperta, è gratis. E così ti perdi tra orchidee e tartarughe gratuitamente.
E infine ci sono stati i cesti di pop corn e le pitture per strada. E mentre lui dipingeva io sono stata a lungo trattenuta dal vecchio pittore, colui che offriva i suoi colori ai più piccoli, che mi raccontato grandi cose in croato. E nonostante io abbia cercato in tante altre lingue di spiegargli che mi spiace ma proprio il croato non lo capisco mi sono poi arresa e ho semplicemente ascoltato. Senza capire nulla.
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