Lo devo ammettere: ho avuto culo.
Il Piccolo Lui ha cominciato la scuola materna e fino ad oggi è andata bene. Nessun pianto traumatico, non un capriccio, neanche un "non ci voio andae"... Anzi, "la cuola è bellissssssima".
Non conosce nessuno: è un quartiere nuovo, maestre nuove, amichetti nuovi, io al suo posto non so se sarei stata così brava! C'è stata solo una mano tenuta stretta stretta e lasciata andare un pochino con fatica questa mattina...
In questi giorni ne abbiamo parlato tanto, l'ho portato a vederla da fuori, certo, abbiamo cercato di inculcargli l'idea che la scuola dei grandi E' bellissima, non è certo tutta farina del suo sacco.
Però è andata, almeno così sembra. (oggi era solo il secondo giorno, spero di non essermela chiamata).
Ieri ero veramente emozionata. Non mi sarei aspettata un comportamento così da bimbo grande... Sarà perchè l'inserimento al nido è stata una tragedia (sì è vero era uno scricciolo), sarà perchè ho difficoltà a rendermi conto di come sia, nel suo piccolo, un bambino indipendente.
Sa che ritorno a prenderlo. Sa che ci siamo per lui.
Abbiamo scelto questa scuola dopo abbondanti discussioni se questa, pubblica, o un'altra privata.
La privata era bella, i muri imbiancati e dotata di tutti gli optional che potete immaginare, giochi da sballo, e attrazioni da circo.
La pubblica è una scuola pubblica. Ovviamente non è imbiancata e i giochi sono quelli con cui forse giocavo io. Ha però un grande giardino, con molti alberi e tanto posto per correre e giocare a nascondino.
IO CREDO nella scuola pubblica. Credo che la scuola dovrebbe essere sempre pubblica, e dovrebbe essere anche imbiancata, nel senso di curata un pochino di più. Dovrebbe avere più soldi per farlo e chi vi lavora dovrebbe guadagnare di più, perchè è un lavoro molto importante.
I giochi non sono fondamentali, ai bambini non interessa così tanto.
Perchè, alla fine, l'importante sono le maestre. E' importante coinvolgerli, saper raccontare con cuore e fantasia, incantarli. E lo si può fare solo se si crede in quello che si fa. Se si comprende il valore di questa professione.
E poi la scuola pubblica di oggi è una scuola multiculturale. E' una scuola che include tutti. E a me questo piace. E' un valore, è importante imparare che non siamo diversi, siamo tutti uguali. Per diventare cittadini civili si deve partire da qui. Il rispetto di tutti, a prescindere.
Io mi fido e mi affido alle maestre. Perchè la scuola dell'infanzia non è un parcheggio. Mette le basi per l'istruzione futura. Spero sapranno esserci, spero sapranno risvegliare in lui la curiosità, spero prendano sul serio il mio obiettivo: la sua felicità.
Un ringraziamento speciale va a Milo e Perla (non me ne vogliano se pubblico i loro veri nomi online), i due pesciolini rossi che sono nella sua classe e che hanno subito attirato la sua attenzione.
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13 settembre 2012
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