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25 maggio 2016

faccio i capricci.


Faccio i capricci. Un sacco di capricci.
Perché non vorrei alzarmi. Lo faccio. Ma non mi parlare. Lasciami fare. Non farmi domande. Non piangere tu che la mattina sei come me. Stiamo in silenzio.
Faccio i capricci perché vorrei alzarmi e fare con calma, passare il tempo a letto a poltrire, fare una colazione lunga e buona, faccio i capricci perché devo dire sbrigati e tu non ti sbrighi. E faccio i capricci perchè tu fai i capricci.
Mi basta l’idea di dovermi alzare prima per avere il tempo di fare tutto per fare capricci.

Faccio i capricci perché voglio lasciare le cose al loro posto altrimenti quando torniamo sta sera è un casino e poi non mi rimane tempo per coccoluzzarci.
Faccio i capricci appena entro in ufficio perché vorrei essere al mare, ma non se ne accorge nessuno.
Faccio i capricci perché dopo mezz’ora di parchetto mi sono già stufata. Faccio i capricci perché esci da scuola e non mi dici ciao. Ma è subito andiamo al parchetto?

12 giugno 2014

La differenza tra un capriccio e una passione è che il capriccio dura un po' più a lungo. (cit)


C'è una cosa da dire. Sì abbiamo la libertà dell'improvvisazione ma non è che a cinque anni non ci si accorga di avere un figlio. E aspetta che arrivi l'adolescenza mi viene da aggiungere.
Prendo spunto dal post di Mamma Piky, il suo vademecum per sopravvivere ai capricci mi ha fatta molto sorridere e ho pensato di fare una carrellata dei nostri. Magari qualcuno ha la soluzione magica e me la scriverà. Ve ne sarei grata davvero.
Sappiate anche che con gli anni ho imparato a considerarmi una brava madre anche se urlo. E credo di voler continuare a farlo se serve. In realtà è vero quello che si dice, non serve. Ma non c'è nulla di più naturale per me di un urlo ben assestato.