Visualizzazione post con etichetta siria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta siria. Mostra tutti i post

7 settembre 2015

il potere dell'impotenza.


Sono giorni che ho questo post in testa. Sono giorni che cerco il tempo e le parole che meriterebbe ma mi è davvero difficile.
E' stata la settimana di quella foto. Quel bambino, poco più grande di Lei, poco più piccolo di Lui, naufragato e morto in mare, lì, solo, su quella spiaggia dannata. Quel bambino che ha fatto più rumore di altri, che è servito a smuovere anime infreddolite, che spero non verrà dimenticato come tutti quelli prima di lui.
Tutti quelli che ne hanno parlato, tutti quelli che l' hanno condivisa, tutti quelli che hanno scelto di non condividerla, tutti quelli che hanno detto muovete il culo a chi dovrebbe muoverlo, tutti quelli che sono rimasti emotivamente travolti. Io sono tutti questi.
Sono mesi, anzi anni, anzi da sempre, che la gente scappa. Ma quello che sta accadendo ora ha dimensioni immense.
Sono storie incredibili, così lontane dalla nostra quotidianità che sembrano avere il sapore di un romanzo, così dolorose che non abbiamo cuori allenati, così intense che immobilizzano.

18 settembre 2012

Omaggio alla Siria

Lo hanno già fatto le nostre fedeli Wonder, Supermamma e The Yummy Mom attraverso le belle parole del suo coraggioso amico Andrea (grazie a te e a chi fa come te), ma la speranza è che qualcuno che non ha ancora dato il suo contributo passando anche di qui lo faccia.
Ognuno nel suo piccolo. E più siamo meglio è. Più ne parlano meglio è. Perchè se ne parla purtroppo troppo poco. Forse perchè è lontana, forse perchè è più facile parlare di calcio o di spread, forse perchè fa paura, forse perchè troppo concentrati solo su di noi.
Ma in Siria la situazione è drammatica. Da mesi.

Ho avuto la fortuna di fare un viaggio in Siria sei anni fa, l'anno in cui mi sono innamorata, l'anno in cui nel vicino Libano si combatteva.
Ho visto e in qualche modo vissuto i luoghi oggi teatro degli scontri, dove all'epoca la vita era tranquilla e ore si muore. Sono stata a Damasco, a Palmira, tra le sue affascinanti rovine; ad Aleppo e a Homs. E proprio queste ultime sono state particolarmente messe a ferro e fuoco.
Ad Aleppo ricordo di essermi cimentata in una partitella di calcio (si io!) con un gruppo di ragazzini che, oltre ad avermi giustamente derisa, avranno avuto al massimo 10 anni e che quindi ora, nella speranza che siano ancora in vita, hanno sedici anni. E probabilmente combattono, sicuramente hanno la morte negli occhi e la distruzione nel cuore. E un pensiero va alle loro madri. Perchè noi siamo madri fortunate, i nostri figli sono fortunati.
Ricordo la popolazione di Damasco che si organizzava per accogliere i profughi del Libano, che si apriva a loro, che offriva loro quel poco che poteva.
Ricordo la moschea di Omayyadi, un luogo magico, dove il caos delle strade e dei suk scompariva, dove nel suo cortile la gente si incontrava, si rilassava, si ritrovava, dove i bambini giocavano, ridevano, si rincorrevano. Un luogo di incontro, dove potevo accedervi solo se coperta dalla testa ai piedi e dove potevi vedere il giovane al cellulare e il vecchio che pregava per ore.
Ricordo l'effetto che mi hanno fatto le donne completamente coperte e quelle vestite da velina, sì perchè la Siria, a differenza di Iran o Iraq è uno "stato" laico ed è in teoria garantita la libertà di culto.
Ma la libertà non c'è più. Perchè se si spara sui civili, se si uccidono i bambini, se si impone il terrore allora non si è degni di condurre un paese.
Mi rendo conto che il problema sia molto più complesso di così.
E' una guerra civile.
E quindi fa schifo, come tutte le guerre.

DOBBIAMO FARE QUALCOSA.



UN SMS AL 45500

DONA LIBERAMENTE QUELLO CHE PUOI QUI

(Agire - Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze - sostiene gli sforzi di 9 ONG impegnate in programmi di assistenza umanitaria in Siria e nei paesi confinanti.)



Ecco il mio omaggio alla Siria, a quel popolo che ci ha trattati benissimo, sempre con il  sorriso e con una semplicità unica:























ditemi che agite anche voi