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3 settembre 2014

Vento e blu selvaggi



Agosto deve avere il suo momento di mare. E' obbligatorio. Altrimenti che agosto e'?!
Noi siamo andati su un'isola abbastanza abbandonata dal resto del mondo, selvaggia, impervia, rocciosa e ostile. Nessun ospedale e un unico collegamento al giorno con la terra ferma, mare permettendo. Il posto ideale per una incintissima come me. Mi avevano garantito che nella peggiore delle ipotesi sarebbe arrivato l'elicottero. Pazza? Me lo hanno detto tutti. Felice di esserci stata? O si. Tanto.
Capraia e' un'isola incredibile, unica nel suo genere, bella da togliere il fiato. Sembra spuntata dal mare all' improvviso, con tutta la sua potenza e la sua forza. Scogliere a picco sul mare, vegetazione che più mediterranea non si può e vento. Tanto. Da est, da ovest. Da su, da giù. Una bellezza da respirare a pieni polmoni, fresco e dissetante sulla pelle salata, da non riuscire a sciogliere i nodi nei capelli che diventano subito adatti per l' ambientazione, selvaggi e a modo loro perfetti così.
Libeccio, Scirocco, Maestrale e blu a perdita d'occhio.
E' questo il mare che mi piace di più. Aperto, limpido, ventoso e vivo.
Perché c'è da perdersi con una maschera e la testa sotto. E non c'è cosa che mi piaccia di più al mare dello snorkeling, dove vale la pena farlo. Se poi mi sento pesante come ultimamente è stare in acqua, quando è bella così, e' fantastico.
Poi lo facevo insieme a mio figlio. Supersupersupersupersuper.

16 aprile 2013

ecco perchè mi piacciono i week end

1. perchè vado in campagna (ma l'avevo già detto)








2. perchè è primavera. Infatti non vado matta per i week end invernali o piovosi. Quelli in cui ti ritrovi con il nano malato e non metti il naso fuori per due giorni ma soprattutto convivi con l'amore della tua vita (quello adulto) 24 ore su 24






3. perché in quei due amati giorni puoi permetterti cose proibite. Cambiare. Rompere le righe.
Come una serata solo io è lui a teatro oppure un giro in vespa nel cortile dei nonni.







4. perchè possiamo andare dove vogliamo, i periodi pappe-nanne-pannolini-routine a tutti i costi sono lontani




5. perché sono delle mini vacanze.
Se te ne infischi di dover pulire casa e rimediare alla torre di vestiti sporchi puoi far finta di partire. Almeno per un giorno.
E anche se in questo mare non passerei mai nemmeno mezza giornata di vacanza vera (siamo nei pressi di Marghera giusto per capirci) quando hai poche ore ti sembra quasi bello, chiudi gli occhi e cerchi di non vedere la zozzeria che il mare giustamente restituisce al suo legittimo proprietario.
Ma questo c'è, quindi e chi si accontenta gode.
Era comunque la prima distesa di azzurri e blu della stagione, nel nostro caso ci si accontentava più facilmente.










Quando il lavoro va stretto, anche se si ringrazia di averlo, i week end sono vissuti ancora meglio.E' spesso così.
Ti godi davvero quello che hai solo quando il resto è più complicato.
Ti accorgi di cosa ti fa stare bene davvero solo quando non puoi farlo sempre.
Solo quando ha un tempo ristretto e limitato. Solo quando vorresti ma non puoi.
È una sensazione vecchia come il mondo. 
Ti godi la quiete solo se c'è stata una tempesta, assapori il sole solo quando per mesi è stato un raro miraggio, respiri a pieni polmoni solo quando l'aria è nuova.
Quante cose che mi sono persa, quante cose mi perderò ancora. Spero un pò meno.


3 settembre 2012

diario di viaggio - seconda parte

[prima parte qui]

...
Il Piccolo Lui con la sua innocenza e la sua libertà (parlo di quella libertà che è solo dei bambini, quella capacità di essere totalmente senza pensieri, solo nel luogo in cui si è, semplicemente liberi) non esce dall'acqua neanche sotto le più tremende minacce e affina la sua tecnica di tuffi. Perchè ci si tuffa ovunque, dalla barca e soprattutto dagli scogli (unico bambino con i braccioli dato che l'età media è di 8-10 anni). E sì, perchè il Piccolo Lui in acqua si sente coraggioso, lui che è sempre così attento e prudente, che per saltare un gradino sulla terra ferma ti chiede la manina.
E i giorni passano così, con la pelle che tira, salata e assolata. Le birrette sperate e le sere solo io e il Grande Lui, mentre il tuffatore dorme (cotto tra l'altro!), a fare quello che non fai mai: le carte o il nostro giochino di società per due (KAUNA tra l'altro bellissimo guardate qui), che da sempre ci accompagna nelle serate tranquille delle nostre vacanze. E poi i libri. Divorati.








Dopo Favignana e le tante pedalate sotto il sole abbiamo preso una macchina per fare l'ultima settimana seguendo poco i consigli del buon vecchio Coelho (specie il punto 8): ogni giorno un posto diverso.
E così ci sono state le spiagge di Selinunte, purtroppo trasandate, la splendida Marsala (una vera scoperta!), la bella spiaggia di Cipollazzo (Porto Palo di Menfi), Eraclea Minoa (F A N T A S T I C A), le dune della Foce del Belice, la Scala dei Turchi e Agrigento con annessa Valle dei Templi.
Il sud della Sicilia è poco battuto, le spiagge sono grandi, lunghe distese di sabbia fine quasi rossa, quasi deserte (e dopo Favignana era ora) e il mare cristallino.
Ci si inoltra in strade costeggiate solo da ulivi, vigne basse, ulivi, ancora vigne, cactus e fichi d'india. Contrasti meravigliosi tra verde, giallo secco e blu intenso. Una benedizione per gli occhi e lo spirito.











Le cose si fanno con una lentezza impareggiabile. Anche troppo per la mia ansia di fare e vedere.
Esempio di routine tipica dei miei due compagni di viaggio:
-Sveglia ore 9.00 (ok, di questo non mi lamento)
-Colazione con moooooolta calma
-Giretto a salutare tutti gli animali dell'agriturismo (dalle caprette ai pony, dalle oche ai pavoni, dai gatti alle tartarughe)
-Lotta per mettersi un costume e lavarsi i denti
-arrivo in spiaggia ore 11
-ore 13 troppo caldo quindi pranzo e nanna. E la nanna dura fino alle 17
-Riparti per una nuova spiaggia per andare a goderti il tramonto (perchè ormai l'ora è prossima)
-Doccia con bottiglie d'acqua ancora in spiaggia (perchè non fai in tempo a tornare e lavarti in una doccia vera con del sapone, ci sarebbero tutti gli animali da salutare di nuovo e ciao ristorante)
-Cena. Riuscivamo comunque ad essere sempre i primi perchè i ristoranti aprono alle 20.30 e fino alle nove e mezza sono deserti. Una figata per chi ha un pargolo al seguito che ignora qualsiasi regola di galateo. "mamma ma a cosa sevvono tre focchette? io non le voio"


L'ultimo giorno decidiamo di farci del male. Prima di ritornare a casa bisognerebbe passare la giornata finale in un posto brutto, o per lo meno niente di che, così che il ritorno possa essere meno drammatico. Noi no. Noi andiamo ai Fraglioni di Scopello.
E nelle piccolissime grotte a cui puoi accedere senza problemi con il pupo l'acqua è VERDEACQUA. Lo abbiamo trovato. E per chi ha un debole per questo colore è uno spettacolo.





Mi sono veramente tanto dilungata (scusate!) ma volevo ancora segnalare alcuni link utili e meritevoli, chissà che qualcuno debba andare in Sicilia a breve!

DOVE DORMIRE:
Palermo: b&b Olimpia 
Selinunte: Tenuta Venezia Residence tra gli Agrumi

DOVE MANGIARE:
Palermo: Nni Franco U'Vastiddaru, Antica Focacceria San Francesco
Favignana: La pasticceria FC (veramente super! cornetti con la crema di pistacchio strabordante, granita al caffè, cannoli, brioche alla crema, brioche fritta con la ricotta, granita alla mandorla e tutto il resto!)
Marsala: Osteria il Gallo e l'Innamorata
Menfi: Da Vittorio (sulla spiaggia)
Mazara del Vallo: La Bettola (obbligatorio cous cous e carpacci di pesce. Sconsigliato con bambini poco addestrati al bon ton, le forchette sono 4!)

2 settembre 2012

diario di viaggio - prima parte

Siamo già tornati alla realtà. (imprecazione).

Però vale la pena raccontare...
Partiti. [All'areoporto si registra la prima caduta significativa della vacanza, il Piccolo Lui riesce a piombare di faccia su uno spigolo e a farsi taglio sul labbro ed ematoma sulla guancia. La gentilissima  ragazza del bar, che era palese avrebbe voluto essere da tutt'altra parte al 16 di agosto, alla mia richiesta di un pò di ghiaccio per il bambino me ne rifila 5 cubetti dentro un bicchiere. Allora, già io ho difficoltà a gestire i pianti doloranti, il sangue e la mia ipocondria mi fa sempre pensare alle peggio impossibili conseguenze, ma il ghiaccio dentro un bicchiere?! No dico, sei cresciuta in una campana di vetro? Come faccio a metterlo sulla faccia di un bambino urlante?! Dammi almeno una salvietta, un sacchetto, che ne so!!!]
Chiusa parentesi, il volo si rivela essere anche oltre le aspettative del Piccolo Lui Viaggiatore e arriviamo a Palermo. Niente caldo, no. Giretto veloce al porto e cena leggera. Nell'ordine:
panelle
crocchette di patate
patatine fritte
calamari fritti
ancora panelle.
Prima di tuto ciò mojito delle dimensioni di una bottiglia da un litro. Vuoi non approffitare della colorata Bodeguita del Mojito (tipico locale palemitano) proprio sotto il nostro b&b?




Il venerdì 17 passa incolume tra vicoli dismessi e affascinanti, mercati caotici dai forti odori (Ballarò e Vucciria), ancora panelle, chiese barocche (davvero molto barocche), temperature da deserto, panino con la milza, sfincione e arancini (se avevamo dei miraggi forse non era solo per colpa del clima sahariano), ancora viuzze sgarrupate e palazzi maestosi, motorini invadenti e qualche urla incomprensibile (un pò da stereotipo ma il quartiere della Vucciria è davvero così).
Di nuovo mojito (questa volta ce l'hanno portato più piccolo, forse avevano capito che non abbiamo più tanto il fisico per litrate di mojito a stomaco vuoto) e poi finalmente un ristorante vero, pesce, pasta con i ricci e pasta con le sarde. Ah.





Il giorno dopo, 45 gradi all'ombra alle 8,30 del mattino, partiamo alla volta di Trapani: autobus + aliscafo (più bambino, due zainoni e un passeggino) e si arriva a Favignana. E tu pensi di arrivare su un isolotto e di esserci solo tu. E col cavolo. Mare bellissimo ma sembra l'ora di punta alle poste quando si ritirano le pensioni. Io comincio a scalpitare. Odio la folla. In realtà non sopporto solo la folla al mare. In altri luoghi mi piace da morire. Madri che urlano, ragazzini che ti camminano sopra, ciccioni che occupano mezza spiaggia con le loro borse frigo... mi irrita come stare in coda in macchina. E non ho neanche la radio. Divento una bestia in gabbia. E non mi si deve contraddire. Anzi non mi si deve proprio dire niente (riferimenti al Grande Lui puramente casuali). Per fortuna alle sette di sera la spiaggia si svuota e piano piano mi sforzo di pensare positivo. Del resto sono in vacanza!






Nei giorni successivi non accade quello che mi ero augurata addormentandomi (tutti ripartiranno domani, vedrai, era solo uno scherzo), e così si pedala alla ricerca di angolini più lontani dove le borse frigo non si possono portare. E un pò si trovano.
E poi si scoprono gli scogli, ci si attrezza con scarpette adatte (delle cose obrobriose, altro che ultimo grido, e se penso che sono le uniche scarpe comprate in questo periodo mi viene da piangere, ma dove sono finiti i bei tempi delle scarpe colorate dai tacchi improponibili?!), si prendono granchietti, pesciolini e gamberetti con il retino, al tramonto e si ritrova la pace. La tanto agoniata e meritata sensazione di essere in vacanza, lontano da tutto, ufficio e cose da fare.
Poi si prende una barca, si trovano queste piscine naturali dove ci sei solo tu a mangiarti macedonia di tonno fresco e tuffi nell'azzurro. Per la cronaca il tonno di Favignana non esiste più. Non si pescano più tonni dal 2007. La mattanza terminale. Non ce ne sono più. Del resto pescavano i tonni prima che andassero a deporre le uova (periodo maggio giugno) così da avere il pesce per l'estate turistica. Complimenti. Ma qui dovrei dilungarmi sul dispiacere che ho provato per il poco amore che la gente del luogo ha della propria terra. Non voglio generalizzare, anzi, chi mi ha raccontato la storia dei tonni è un isolano doc, di quelli che andrebbero protetti come specie in via di estinzione, ma non c'è lungimiranza, non c'è attenzione, cura. Arraffo arraffo finchè si può e poi si vedrà. Peccato.

to be continued...

24 luglio 2012

racconto fotografico di un bellissimo weekend

Questo post è per me. Come tutti gli altri però questo di più. E' stato un brutto lunedì, di quelli neri (riferimenti all'andamento della borsa puramente casuali), di quelli che non vedi l'ora che sia già martedì. Perchè ogni tanto ritornano i brutti meccanismi, perchè non riesci a sorridere, non ne hai neanche il tempo, perchè forse ogni tanto ce le andiamo a cercare. Ma è più forte di te. Perchè vorresti certe piccole cose. E non ci vuoi rinunciare.
E allora foto, che raccontano, parlano e che per sempre mi permetteranno di riimmergermi nel bellissimo week end passato, così lontano da oggi e da ieri.
E' stato bellissimo perchè abbiamo staccato la spina, perchè c'era il mare, perchè c'era il pagliaccetto!
Un week end pieno, straripante di sorrisi e semplicità. 

Un pomeriggio di Olimpiadi di lancio del sasso



una mattina all'acquario (che per la cronaca non mi è piaciuto neanche un pò, un vero e proprio zoo)

un ometto grande, curioso, "pecccccchhhhhhèèèèèè????", incantato e puro


e chicche come questa:
"mamma, guadda! Quello ha il dito lungo e il pisellino piccolo!" 
L'arte del resto è interpretazione
racconti e storie... Tom, i pirati e Capitan Canaglia (che "fosse mamma sono lì" (nel galeone ndr)... che ormai ti legge lui, perchè la conosce a memoria!


"Adesso dobbiamo andare amore, dai che la spiaggia ci aspetta!"
"no mamma, ancoa centocinquanta minuti"
"???!!!"






e poi mare mare mare, quello degno di essere chiamato così! 
quello delle nuotate liberatorie e dei profumi densi di sale...




...mi sono drogata di instagram. che ci volete fare, ti fa sentire molto fico.