3 ottobre 2013

"Siate sempre molto gentili con i vostri figli, perché saranno loro che un giorno sceglieranno la vostra casa di riposo." (cit.)

Allora, partiamo dal presupposto che l'obiettivo è comune. Entrambi vorremmo educare nostro figlio lasciandogli la libertà di esprimersi. Ma siamo fortunatamente persone differenti e con questo anche gli stili genitoriali sono abbastanza diversi.
Tutti sappiamo che di fronte al proprio figlio la coerenza di comportamento di padre e madre è d'obbligo. Se il figlio in questione riesce a cogliere le divergenze è finita. Non avrà la sicurezza che una regola condivisa sa offrire, non avrà la giusta comprensione del perchè e il messaggio non arriva.
A fronte di queste considerazioni che, indipendentemente dal fatto che siano presenti in tutti i migliori manuali, io condivido in toto, c'è la vita reale. C'è l'essere genitori ogni giorno.
Nonostante la giornata di cacca in ufficio; la mezz'ora nel traffico e i venti minuti, quando va bene, per trovare un parcheggio nei "paraggi" di casa. Nonostante la cena da preparare presto altrimenti il figlio che non dorme più a scuola sviene nel piatto ma allo stesso tempo la voglia di stare con questo figlio che giustamente vuole giocare a palla asino in salotto. Nonostante i pensieri preoccupati e un pò tendenti all'ansioso per il trasloco che ci aspetta tra pochi mesi. Nonostante gli ormoni che fanno fare al mio umore un giro sulle montagne russe parecchie volte in un solo giorno, la situazione politica che sa sempre più di presa per il culo e il pensiero a tutte quelle cose che rimandi sempre, perchè non trovi il tempo.
Bene, essere genitori sempre non è sempre semplice.
Specie se le tecniche applicate sono un pochino differenti. E soprattutto se ognuno è profondamente convinto che la propria strategia sia quella più giusta.

Io e lui siamo sicuramente in sintonia su tantissime cose. Condividiamo i principi, crediamo negli stessi valori, abbiamo la stessa idea di come vorremmo fare i genitori in poche parole. Ma abbiamo stili diversi.
Io sono quella che lascia sicuramente più correre. Perchè lo faccio? Per il quieto vivere, perchè ritengo che un bambino sia sempre e comunque un bambino e non un soldatino, perchè credo che arrabbiarsi per tutto quello che non va, senza differenziare tra le cose che non vanno davvero e quelle che sono meno importanti non sia la strada giusta per far comprendere cose è grave e cosa invece non lo è.
Preferisco poche regole chiare a troppe su ogni cosa. E quelle sono anche quelle che pretendo vengano rispettate. I denti si devono lavare? Non c'è capriccio che tenga e mamma si arrabbia sul serio se te lo deve dire dieci volte. Anzi alla terza mi sono già arrabbiata. Se invece a tavola non sei sempre composto e la pasta cade sul pavimento, te lo ricordo ma non mi arrabbio sul serio. Risultati? Lavare i denti è quasi sempre una tragedia, stare composti è una di quelle cose che ci si dimentica spesso.
Lui invece è del partito si fa come dico io punto. E si fa al primo colpo, non devo nemmeno chiederlo due volte. Alla seconda già scatta il rimprovero.
E' più rispettato di me? Credo sì.
E' amato? Direi venerato. Da noi il complesso di Edipo è ancora latitante.
Passa più tempo di me ad arrabbiarsi? Credo di sì.
Per cui ci si ritrova nella situazione in cui lui rimprovera, a mio avviso senza un vero motivo e con toni esagerati, e io sto in silenzio. Non rincaro la dose. Ma non do nemmeno contro. Taccio semplicemente.
Faccio una differenza. Tra quelle volte in cui anch'io intervengo nel spiegare perchè no o perchè sì quando si tratta di una cosa importante e quelle volte in cui non credo necessario il rimprovero.
E non intervengo perchè cerco di seguire il principio per cui di fronte al pargolo non devo mai correggere il padre, nè tanto meno riprenderlo.
Ovviamente non ci riesco mica sempre.
E quando succede tutti i sani principi vanno a farsi benedire e si finisce per discutere proprio davanti a colui che dovrebbe vederci sempre coerenti e alleati. Proprio il massimo. Soprattutto per i sensi di colpa postumi di una madre.
E quando ci riesco invece capita spesso che a lui dia fastidio. Perchè il mio stare zitta ai suoi occhi è un lasciarlo solo, senza il mio supporto, senza che io gli dia manforte. Ma vai a spiegargli, come ho già fatto mille volte, che non voglio intervenire, come non voglio che lo faccia lui quando è il mio turno di fare il genitore che rimprovera. Non voglio esserci anche io a rincarare la dose, soprattutto quando ritengo che si stia esagerando dimenticandosi che abbiamo di fronte un nemmeno cinquenne.

Ho la fortuna di avere accanto un uomo con cui riesco a parlare, ad arrabbiarmi, a scontrarmi e fare pace.
Mio figlio ha la fortuna di avere un padre che lo ama con tutto sé stesso e che sarà sempre lì per lui.
Abbiamo la gioia di avere un figlio che ride e vive felice. Come è giusto che sia.
Abbiamo la fortuna di ritenerci "promossi" e ritrovarci nelle parole di quest'articolo (splendido), scoperto grazie a Raffaella.
Per questo credo che non sia preoccupante la nostra situazione ma sono anche convinta che, come per tutto il resto, non dobbiamo smettere di lavorarci, insieme, come una squadra, cercando di prendere un pò dall'altro, mescolando un pò gli stili e forse ascoltando di più i perchè dell'agire dell'atro.
Lo metto nella lista dei buoni propositi. Mentre cerco di fare il genitore tutti i giorni.

Detto questo, come facciamo a non prendercela tra di noi e a rispettare semplicemente di avere modi diversi di approccio?
Non è importante che siano le cose su cui contiamo e in cui crediamo che siano condivise, poi i modi di trasmetterle possono essere un pochino diversi?
Si può essere coerenti con stili diversi?

E voi? Come avete trovato equilibrio e coerenza?

Questo post si ispira agli appuntamenti settimanali di Simonetta, dedicati all'analisi dei vari punti necessari per essere genitori senza sensi di colpa. Come potrete notare non ho un'idea molto chiara ma molte domande rispetto al tema della coerenza.

17 commenti:

  1. Equilibrio e coerenza sono una cosa che, almeno a casa mia, si cerca e si costruisce ogni giorno. Il vostro menage mi ricorda un po' il nostro, i ruoli si assomigliano, con la differenza che mia figlia venera me, addirittura a volte esprime la sua preferenza un po' troppo brutalmente, forse perché il papà ha spesso la tendenza a trattarla troppo da adulta. Mentre ha poco più di 2 anni. Se alla base ci sono gli stessi principi, con tranquillità secondo me si può trovare un piccolo equilibrio quotidiano. Preziosissimo.
    Ah! Faccio anch'io come te: quando non condivido un rimprovero, me no sto zitta e muta.

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    1. bene, ti userò come esempio, la prossima volta che starò zitta e muta e lui dopo me lo farà notare gli dirò che non sono l'unica!!! ;-)

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  2. io non sono mamma, ma trovo che questo post sia bellissimo, mi giro intorno e vedo tantissime coppie in crisi perchè non sono d'accordo sull'educazione dei figli, il loro legame si sgretola, i figli sembrano usciti da uno zoo. Perdono di vista la cosa più importante ecco l'equilibrio e la coerenza sono le parole chiave.forse per me è facile parlare, magari anch'io diventerò una di quelle mamme esaurite che hanno le crisi di pianto in giro per strada, però io credo che a fare la differenza sia l'atteggiamento, un atteggiamento volto alla condivisione e alla risoluzione dei problemi!
    Ciao bella mamma! ;)

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    1. ma che meraviglia il tuo blog, mi è venuta una fame pazzesca! Coerenza e equilibrio non sono proprio l'unico modo per evitare la crisi di pianto, quella arriva, per fortuna siamo umane! di sicuro tu saprai prendere tuo figlio per la gola un giorno!

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  3. mio figlio ha 12 giorni e io e Fab già ci siamo trovati a discutere su cosa è giusto e cosa non è giusto fare....essere genitori mi sto rendendo conto è un bel casino

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    1. eh sì, un gran bel casino! :) baci a Nicolò!

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  4. A leggere questo post e' stato come guardarmi allo specchio...anzi guardarci e proprio per questo non so aiutarti, anzi cercherò tra questi commenti, una spiegazione anche per noi. Sembra tu mi abbia letto dentro e l'hai scritto benissimo.

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  5. Io spesso ho difficoltà ad essere coerente perfino con me stessa...
    Invece, quando non sono vulnerabile per cause altre (sindrome pre-mestruo in testa),trovo che le differenze di stile tra me e mio marito siano, se prese con un filo di ironia e distacco, una risorsa per entrambi, e anche per i bimbi, come se ci aiutassero a smussare un po' gli angoli, ad essere meno categorici e più elastici.
    Certo poi alla base abbiamo quei 4 o 5 paletti educativi irremovibili che per fortuna, ma anche per scelta, coincidono.
    Resta comunque una grande impresa, essere genitori, mannaggia!

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    1. hai ragione, non l'avevo guardata da questo punto di vista. O almeno per me so che è così, ma in effetti lo è anche per lui. Anche lui sta smussando, anche lui sta diventando comunque più elastico. Anche noi abbiamo i paletti condivisi, sono la salvezza!

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  6. io...condivido quello che dice mammapiky...anche io attendo illuminazione :-)
    Anche noi siamo diversi, con la differenza che Fra', quando si arrabbia, non è preso molto sul serio dalla nana...forse perchè lui è poco in casa (proprio fisicamente, intendo) e lei pretende ogni volta di dovermi riferire cosa le "ha fatto" il padre, per cercare un mio appoggio, che però non arriva. Insomma...boh! Io cerco di appoggiare i suoi metodi, come lui con me. A volte ci confrontiamo da soli, a volte capita che una parolina di troppo scappi davanti alla fanciulla, che chiaramente capisce fischi per fiaschi......?

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  7. Ma che bel post!
    e quanto condivido, approcci e problemi..!
    Sì, si può essere molto coerenti nella diversità. Ne sono fermamente convinta. Sono i valori di fondo quelli più importanti e su quelli non si transige. Se poi il padre -come mio marito, come la maggior parte degli uomini- sogna di essere obbedito...lasciamolo sognare! Sono d'accordo che a volte piantano casini su cose piccolissime...ma secondo me col tempo impareranno (a loro spese) che non paga. Noi "io sono sempre d'accordo con papà/mamma" lo ripetiamo come un mantra. Anche quando mentiamo spudoratamente. E secondo me quello che è importante che passi non è che entrambi farebbero sempre la stessa cosa ma che quando uno dei due ha fatto o detto qualcosa l'altro non la mette in discussione. E' difficilissimo, ma è molto più difficile gestire un figlio che sa aprire le faide e infilarcisi dentro: diventano abilissimi!
    ne riparliamo quando saranno adolescenti...e lì sì saranno ca**i amari...!!!

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    1. condivido in pieno... io mi sento coerente nella diversità e sono felice di non essere l'unica! Per l'adolescenza io credo che fuggirò su un'isola deserta... non si può??!!

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  8. Quoto Why e aggiungo che, visto che il Capitano è meno presente in termini di tempo, lo lascio cercare un approccio con D. che vada bene a loro due. Non trovo giusto fare da interprete o mediatore. Passi quando sono neonati, ma da quando parlano basta :)

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  9. Anche noi siamo divisi in queste due fantomatiche squadre:la mollacciona ed il disciplinatore. Si ferca di offrire la massima coerenza come input al piccolo, ma tra noi il dibattito è (serenamente) acceso, accesissimo. Vogliamo ardentemente, appassionatamente fare bene.
    Mi è piaciuto molto questo stimolo della Simonetta.

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  10. Ho inserito questo post nel mio meglio della settimana: http://mammamogliedonna.it/2013/10/il-meglio-della-settimana-40.html

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