11 gennaio 2013

A tùte le cose a-i-va so temp

Torino è una città bellissima. Nonostante i miei genitori abitino a soli 30 km di distanza questa città, molto urban, la conosco poco. Perlomeno non come vorrei.
Finchè vivevo con loro le occasioni di andarci erano frequenti, bastava un treno e mezz'ora di viaggio e arrivavi a Porta Nuova. E per una che viveva in periferia era il massimo: negozi a perdita d'occhio, di quelli belli, quelli delle catene che a 18 anni guardavo come se fossero il futuro e in effetti non mi sbagliavo, però non mi rendevo conto che in realtà avrebbero reso uguali tutti i posti del mondo. I locali, che sembravano così incredibilmente londinesi, anche se eri a Torino. I palazzi, magnifici e imponenti, i viali squadrati e i tram.
Da quando non vivo più a casa con i miei, sono passati 12 anni e Torino è un'altra, se vado a trovarli è raro che riesca a passare del tempo girovagando per la città della Mole. E' un peccato perchè di solito si ha solo il week end e tra parentame vario, di cui prima di trasferirmi a malapena sapevo l'esistenza ma, adesso che vivo via, va visto ogni volta che torno, il tempo per fare i turisti non c'è mai.
Uno dei miei propositi per il nuovo anno è invertire questa tendenza.
Quando andrò dai miei ci prenderemo sempre almeno un pomeriggio per scoprire Torino.
Una volta lo facevamo. Con pupo piccolo. Pomeriggi a Venaria Reale, Museo del Cinema, Piazza Vittorio e Quadrilatero. Poi abbiamo un perso l'abitudine.
Così appena tornati dalle Dolomiti ci siamo fiondati alla scoperta di una zona a me sconosciuta: Il Lingotto. Ci ero già stata, per la Fiera del Libro. Stop, solo quella volta tanti anni fa. Al mega centro commerciale non ci avevo mai messo piede. Mai lo rifarò per la cronaca. E mai lo avrei fatto se non era per vedere la mostra che c'è alla Pinatocoteca Agnelli. La mostra raccoglie alcune chicche ed era deserta (cosa necessaria per apprezzare una mostra) ma soprattutto è in un posto formidabile .








Il Lingotto è una rivisitazione post-fordista di questo spazio industriale incredibile, storico e nel suo essere bellissimo. Peccato ora sia pieno di negozi in franchising. Tutti sempre così tristemente uguali.
Un'architettura urbanissima e azzeccata, sul tetto la celebre pista di prove delle auto e la "bolla" che domina guardandosi il Monviso da privilegiata. Tutt'intorno una ormai già vecchia città olimpica. Molto molto urban.
Ma perchè non ci ero venuta prima?



#ilcielosutorino Vale ha proprio ragione!





Rimane il fatto che quando vedo "cose da grande città" mi viene una voglia innaturale di mansardine di 20mq, di vent'anni, di fidanzati possibilmente spesso diversi, di cene riscaldate davanti alla tv, di libertà nel decidere dove cosa e come. In poche parole di totale indipendenza. Da tutto e da tutti. Poter girare come mi pare, quanto mi pare, dove mi pare. Poter fare come mi pare, dove mi pare, per quanto mi pare. Prendere tutto e non dover dare nulla. Al massimo dell'egoismo possibile.
C'è una parte di me che rimpiange di non aver fatto tante cose, una parte di me che si arrabbia per avere dei rimpianti, una parte di me che per fortuna si rende conto che le mie rinunce sono state soprattutto delle scelte e che sono quella che sono anche grazie a loro.
Però a volte vorrei vivere in una grande città ed essere sola, leggera, con il pensiero più grande di cosa fare il sabato sera. Per il resto c'è tempo. Ecco, vorrei quella sensazione che si può avere solo a vent'anni e che già a ventidue comincia a scomparire, che ti permette di vivere alla giornata, tanto c'è tempo. C'è tempo per pensare al futuro e preoccuparsene, c'è tempo per innamorarsi davvero, c'è tempo per arrabbiarsi tanto di politica, c'è tempo per imparare un mestiere, c'è tempo per mettere i piedi per terra, c'è tempo per pensare alle cose serie e importanti.

A tùte le cose a-i-va so temp. Ogni cosa ha il suo tempo.
Me lo diceva sempre mia nonna.

24 commenti:

  1. Che bello il tuo post. L'anno scorso avevo in mente di farmi un giorno in giro per Torino, come facevo quando tagliavo da scuola (Liceo Artistico di via Accademia Albertina), andandoci in treno e girandola in tram. Chissà se ci riesco quest'anno|

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    1. Grazie! anch'io amavo tagliare e girovagare per Torino!

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  2. Ecco. Mi hai fatto venire i lacrimoni. Prima di tutto perché hai un occhio pazzesco, attento, e mi sono emozionata al vedere la mia città attraverso le tue bellissime foto. E poi perché anche a me ogni tanto viene voglia di tornare a quell'età in cui tutto è ancora da costruire, ancora ti guardi allo specchio e ti chiederai "cosa farai da grande", "cosa diventerai", "dove vivrai". Quell'età in cui - come hai spiegato splendidamente tu - c'è ancora tempo. Per tutto.
    ...La prossima volta ci prendiamo un caffè!
    Un abbraccio forte.

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  3. Hai ragione e' bella quell'eta' in cui e' tutto possibile e passa via veloce che quando ne prendi consapevolezza, l'eta' dell'innocenza e' gia' volata via....

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  4. grazie per avermi fatto conoscere un pezzettino di una di quelle città in cui vorrei tornare prima o poi;-))

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  5. Anch'io ogni tanto rimpiango quel periodo....., e mi viene il magone, per non aver fatto quello, questo, per avere come dici tu fatto determinate "scelte". La frase che ti ripeteva sempre la tua nonna, io la dico spesso a mio marito, appunto per fargli capire che certe cose alla ns età "non s'hanno più da fare", ed è normale non farle più, anzi è giusto, vuol dire che siamo cresciuti e ci dobbiamo prendere le ns responsabilità. Però come vorrei tornare ai miei 20 anni....

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    1. più che rimpiangerlo quel periodo, perchè poi ero una bella complessata quindi non me lo sono goduta così tanto, vorrei riaverlo qualche volta... che ne so un giorno al mese dove sei ventenne. Sarebbe una gran cosa!

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  6. Bello leggere della mia città, dei posti e delle sensazioni che sono molto parte di me. Io sono stata ventenne di città, i primi due anni di università sono stati così, senza regole che non fossero le scadenze degli esami e i lavoretti per pagarmi gli studi. Tanti amici diversi, tante serate diverse.
    Poi ho dovuto tornare dolorosamente alla realtà.
    Ogni tanto vorrei tornare proprio là, per una vacanza. Era tanto che non ci pensavo, grazie oggi ci stava proprio per allontanare un po'la nebbia.

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  7. Che dire??? Bella la riflessione finale.....io vedendo i miei genitori che ora se la godono.....sono convinta che prima o poi....ci riappropriamo del nostro tempo da vivere fino in fondo.....

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  8. Come ti capisco, ma come ti capisco!!!
    io l'ho fatta quella vita che descrivi sopra, e a volte mi manca...

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  9. A milano si dice "such e melun, la so stagiun". Ma il tempo, le dinamiche, le scelte e i desideri non sono lineari, ma si arrotolano come l'onda sulla battigia. Forse l'equilibrio sta nel saper essere egoisti ed altruisti, nel gestire con uguale efficacia il proprio tempo e quello regalato alle persone alle quali si tiene.

    E comunque, ad un certo punto, ti rendi conto che il tempo ti scorre fra le dita. Sabbia asciutta. Lo pensavo mentre smontavo l'albero, ricordando le stesse azioni di un anno fa, di tre anni fa, di cinque....

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    1. Infatti è quello il problema. Il tempo che passa. Inesorabile. E nessuno che ha ancora inventato come fermarlo a piacere.

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  10. anche la mia nonna, me lo diceva. e credo che abbiano decisamente ragione loro. (e io provo spesso sensazioni di molti simili a queste tue). un abbraccio

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    1. le nonne hanno sempre ragione (sono escluse mia suocera ormai nonna e mia madre nonna anche lei)

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  11. Ecco Torino è nella lista delle città che vorrei vedere al più presto
    Splendide Foto

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  12. sono contenta ti sia piaciuta la Pinacoteca Agnelli e la mostra Freedom not Genius. Ad aprile ospiteremo una bella mostra su Jean Prouvé, architetto francese visionario: torna a trovarci!
    Marcella. Direttrice della Pinacoteca Agnelli

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    1. Grazie mille, non mancherò! e complimenti per il bel lavoro svolto a tutti!

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