- Ricominciare a correre. Senza sentirmi in colpa. Perchè le cose vanno viste nel loro complesso: è vero che mi prendo del tempo solo per me e ne tolgo al noi ma poi quel me sta meglio nel noi.
- Fissare un budget mensile per ogni voce di spesa. Ormai è troppo tempo che con la storia della casa entrano ed escono soldi, affitti non ce n'erano più e io ho smesso (da verificare se io l'abbia mai realmente fatto) di tenere conto di dove e quanto posso spendere. Però adesso abbiamo un mutuo con la banca che possiede la nostra casa, per lo meno il piano di sopra, ho le mani bucate, posso essere pericolosa, Lui mi stressa e poi mi viene l'ansia. Ecco, proviamo a prevenire anzichè curare.
- Detto questo vorrei una gonna plissè (sì ho la fissa), nè lunga nè corta, rosa pallido. Tipo questa.
Ah, anche un paio di sandali piatti nuovi. Non li ho ancora inquadrati ma ho come la sensazione che quando li troverò saranno i più cari. E poi la prossima settimana devo andare - per lavoro -ad un evento in abito lungo e ovviamente non ho l'abito lungo giusto (dove lo compro?! ho bisogno di idee!!!).
26 febbraio 2016
to do list
8 febbraio 2016
di cinema con la mamma, psicoanalisi e porte chiuse.
Ieri sera sono stata al cinema a vedere Assolo, di e con Laura Morante, che ho sempre reputato una delle migliori attrici italiane. Il film in realtà non è niente di che, è leggero e tagliente allo stesso tempo, drammatico e molto divertente insieme. E' la storia di una donna sola, per condizione e sentimento, dei suoi ex mariti, dei figli ormai ventenni e fuori casa, della sua insicurezza, della sua analista, delle sue amiche, della sua vita sessuale o di quel che ne rimane e del suo modo di vivere le cose.
E' proprio la sua analista che ad un certo punto le chiede cosa significhi per lei invecchiare.
Sono porte che si chiudono è la risposta.
1 febbraio 2016
famiglia. punto.
Premessa: so che questo post sfocerà sicuramente nel banale, nel già detto, nel va beh hai scoperto l'acqua calda.
Detto questo vorrei dire anch'io la mia su questa questione delle coppie di fatto, figli e famiglie arcobaleno ecc....
Volete sapere cosa penso? Che palle.
Sì, che palle.
Trovo assurdo, ma veramente assurdo, che si stia ancora parlando di questo.
E che in tutto questo parlare, un parlare ormai fatto di anni, non si sia ancora fatto nulla.
Che siamo ancora qui a sentenziare cosa è meglio per gli altri senza sapere, conoscere, toccare con mano, solo in nome di una tradizione, di un credo, di un modo di vedere le cose così personale che non può e non deve influire sulla vita degli altri. Solo perchè la maggioranza fa in un modo non vuol dire che tutti debbano fare così, o che altri modi siano sbagliati. Insegnatelo ai vostri figli, è la base della libertà.
Trovo assurdo che ancora ci sia da parte di qualcuno la pretesa di mettere becco nelle scelte sentimentali e di famiglia degli altri. Che si debba manifestare a favore di un certo tipo di famiglia e non di un altro, della famiglia punto, che si stia ancora qui a pensare se i bambini hanno bisogno di una figura paterna e una materna per crescere felici.
Che palle soprattutto per quanto riguarda le coppie di fatto. Che palle che siamo ancora qui a sentenziare per gli altri se è giusto o meno che due persone che si amano abbiano i diritti che gli spettano. Che siamo ancora così presuntuosi da credere di poter decidere per gli altri, che comunque e giustamente vanno avanti, con le loro vite, i loro amori, le loro scelte di famiglia. Ecco, no, non siamo. Sono. Perchè io sono totalmente a favore. Sono a favore dell'abbattimento di qualsiasi distinzione con l'obiettivo di rendere le differenze un merito, un vantaggio, una risorsa, un'ovvietà.
22 gennaio 2016
Io e Lui, un bel casino.
L'ho pensato tanto ultimamente. L'ho pensato più e più volte.
Come se potesse essere una punizione, una minaccia concreta, come se potesse essere un modo per far capire che è sul serio e non è come al solito, come se avessi bisogno di cambiare radicalmente, ora che è tutto a posto e che tutto deve essere a posto.
Forse volevo solo vederne la reazione. Attirare l'attenzione un pò come si fa quando hai due anni e sei nel pieno dei terrible two. Ma con 33 anni sulle spalle e una capacità linguistica che un nano di due se la sogna.
La reazione non c'è stata. Ignorata. Niente per tornare in carreggiata.
Non sono stata presa sul serio o non interessava. E allora mi sono arrabbiata.
Forse in realtà sono solo stanca, non nel senso di stufa, ma non me ne rendo spesso conto.
E così ho minacciato tante e troppe volte che basta. Che me ne sarei andata. Che se ne doveva andare Lui. Che così non si va da nessuna parte. Che è meglio per tutti. Che non si può stare insieme solo per i figli. Che ci sono anch'io.
Ecco, in realtà è tutto qui.
Ci sono anch'io.
19 gennaio 2016
il codino
Ho sempre avuto paura delle figlie femmine. Delle donne in generale forse. Siamo fantastiche e terribili allo stesso tempo.
Trovo sia tutto più semplice con i maschi. Nonostante la responsabilità di crescere un essere maschio sia enorme, proprio perchè un giorno dovrà essere un Uomo, gentile e rispettoso, l'ho sempre vissuta come più semplice, passatemi il termine.
Una donna è un mare di cose, molte di più, e tu che sei la madre, SEI LA MADRE.
Una donna che possa essere autonoma, che si voglia bene, che lo voglia al suo corpo e al suo modo di amare, che sappia farsi rispettare, che sappia essere gentile, che sappia essere se stessa. Una figlia femmina ti mette davanti a quello che vorresti essere, a che tipo di donna sei. Quello che insegni, quello che provi a far capire, quello che credi, diventano possibili confronti, sul come sei e ti mette di fronte a come vorresti essere.Volente o nolente ti metti di fronte ad uno specchio, molto più che con un figlio maschio.
Mi ha sempre fatto un pò paura. Questo scavare nel profondo di sè è una cosa che faccio e smetto di fare allo stesso tempo, da sempre. Ma con una figlia non puoi più rimandare.
Questo lo immaginavo già prima. Un pezzetto di me era cosciente di questo.
E' per questo che quando sono rimasta incinta la prima volta ho sperato che fosse maschio. E così è stato. Ed era un pacioccone splendido, un tontolone, rompiscatole ma semplice.
Poi sono rimasta incinta di nuovo. Dopo tanto. E la felicità era tantissima. E non ho fatto in tempo a sapere se sarebbe stato un lui o una lei. Forse è stato meglio così. Perchè quando penso a quel piccolo pezzetto di me posso immaginarmelo sempre in modi diversi.
15 gennaio 2016
eccomi, un pò nuova.
| quel tetto piano laggiù in fondo è lei, la Casa nuova. O come dice quello medio, la casa senza tetto. |
Due anni fa esatti, ieri, scoprivo di essere incinta di Lei. Ne avevo parlato qui. Due anni che Lei è proepotentemente entrata nella mia vita, perchè è da subito che ha riempito la mia testa e modificato le mie azioni.
Credo sia l'occasione giusta di ricominciare a scrivere.
Non lo faccio più e sapete perchè? Perchè sono a posto così. Mi manca da una parte ma dall'altra sono concentrata su tutt'altro. Su una tranquillità - se così si può definire - che credo sia arrivata.
E' la tranquillità degli obiettivi raggiunti.
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