8 febbraio 2016

di cinema con la mamma, psicoanalisi e porte chiuse.



Ieri sera sono stata al cinema a vedere Assolo, di e con Laura Morante, che ho sempre reputato una delle migliori attrici italiane. Il film in realtà non è niente di che, è leggero e tagliente allo stesso tempo, drammatico e molto divertente insieme. E' la storia di una donna sola, per condizione e sentimento, dei suoi ex mariti, dei figli ormai ventenni e fuori casa, della sua insicurezza, della sua analista, delle sue amiche, della sua vita sessuale o di quel che ne rimane e del suo modo di vivere le cose.
E' proprio la sua analista che ad un certo punto le chiede cosa significhi per lei invecchiare.
Sono porte che si chiudono è la risposta.

L'ho sempre pensata così anch'io. Il tempo passa e si chiudono delle porte.
L'ho sempre pensato anche del mio essere madre. Per carità, se ne aprono di porte nuove ma tante si chiudono. E un pò del resto il diventare genitore, responsabile per forza, attenta per obbligo, costretta a rinunciare a tutto un mondo dove l'unico elemento sei tu, al centro, è invecchiare.
Io mi sono da subito sentita più vecchia da quando ho partorito la prima volta. Non è per forza una cosa negativa, è un dato di fatto, lo dicevo già qui. Nonostante avessi solo nove mesi in più del prima è stato così. Ne sono convinta ancora.
Se sono sola mi chiamano signorina. Se sono in compagnia dei miei figli mi chiamano signora. Vorrà dire qualcosa.
Non mi spaventano ancora le rughe, che per ora quelle che vedo definisco da espressione, non mi spaventano le candeline sulla torta che sono ancora relativamente poche, non mi spaventano gli acciacchi, ho troppo sonno per pensarci. Mi spaventano le cose che non faccio più. Che non farò più perchè appartenenti ad un'altra era. Mi spaventano i miei pensieri, invecchiati. Mi spaventano proprio quelle porte che si stanno chiudendo. O che si sono chiuse già da un pezzo.

L'analista del film ad un certo punto le chiede di invertire il pensiero.
E se quelle porte non fossero porte che si chiudono verso un qualcosa ma porte chiuse da cui non si vuole/può/riesce ad uscire?
Prova ad aprirne una e uscire.

Mi piace come visione della cosa, no?!

(ah, facciamo finta che non è lunedì tutti insieme oggi?)

7 commenti:

  1. Sul facciamo finta che non è lunedì oggi, non posso aiutarti...qui e' LUNEDÌ, e pure uno di quelli seri, impegnativi che a pensare già al martedì sento sollievo. Per il resto invece voglio vederla così...invecchiare non è una porta che si chiude ma un angolo di strada che si svolta, dietro c'è sempre qualcosa, di sicuro la strada continua.

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    1. Assolutamente, continua eccome! L'idea della svolta mi piace ��

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  2. Era proprio quello che stavo per dire.
    In realtà io cerco di non permettere che si chiudano le porte che mi interessano. Cerco di non essere ostaggio - per così dire - della vita e dei figli. Ci sono cose che si dice da mamma non si fanno più... andare a ballare con le amiche fino a tardi, fare un viaggio in due, per esempio. Cose grandi e piccole, importanti o sciocche. Ecco, io cerco di ritagliarmi comunque del tempo anche per quelle. Se ne ho davvero voglia o se ci tengo sul serio.
    Non sono pronta a rinunciare completamente a me stessa, ne per i figli ne per l'età ne per niente altro.
    Probabilmente si tratta di egoismo ma sai che ti dico? Non mi importa. Se sono serena se ne avvantaggiano tutti, perché sono una madre migliore, una donna migliore, una persona migliore.

    Mi capita a volte, e mi è capitato, di sentirmi "in trappola" e non è una bella sensazione!

    Ciao!
    A.

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    1. Non credo di aver rinunciato a me stessa ma inevitabilmente ho scelto di rinunciare ad aprire certe porte, che si trasformano quindi subito in porte chiuse. Ma questo accade sempre quando si fanno delle scelte

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  3. un mio caro amico padre di 7 figli mi ha detto : dopo ogni figlio mi sento un signore con la barba maturo e responsabile....... ogni volta mi si aprono finestre dove poter guardare un panorama attraverso i loro occhi......

    Cristiano ha 7 figli ...... felice padre che come te no ha paura di invecchiare e che sostiene che ogni scelta che facciamo implica un pseudo rinuncia da un 'altra parte....
    sono pienamente d'accordo..... lascelta di diventare genitore implica delle rinunce .....o se volgiamo vederla come me ..implicadei percorsi alternativi che magari sono migliori di quelli prefissati..........

    buon secondo lunedi!!!!!!!!!!!!
    v.

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  4. Io non credo che, senza figli, non avrei chiuso alcune porte. Lo avrei fatto e basta, perchè per ogni cosa c'è un tempo e un modo e,se ci teniamo, possiamo continuare a mantenere aperte le porte e cambiare solo il modo.Ciò che mi preoccupa di più, a dire il vero, è solo il discorso dell'orologio biologico e le scelte lavorative, non dettate dalla maternità: per quelle, mi rendo conto che le porte chiuse difficilmente si potranno riaprire e che il punto di non ritorno si avvicina rapidamente.
    Quanto alle rughe, ancora non me ne vedo, forse perchè sono concentrata sui sempre più numerosi capelli bianchi che spuntano!!!

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