1 febbraio 2016

famiglia. punto.

http://zigzagmom.com/famiglie-arcobaleno-come-raccontarle-ai-bambini/

Premessa: so che questo post sfocerà sicuramente nel banale, nel già detto, nel va beh hai scoperto l'acqua calda.
Detto questo vorrei dire anch'io la mia su questa questione delle coppie di fatto, figli e famiglie arcobaleno ecc....
Volete sapere cosa penso? Che palle.
Sì, che palle.
Trovo assurdo, ma veramente assurdo, che si stia ancora parlando di questo.
E che in tutto questo parlare, un parlare ormai fatto di anni, non si sia ancora fatto nulla.
Che siamo ancora qui a sentenziare cosa è meglio per gli altri senza sapere, conoscere, toccare con mano, solo in nome di una tradizione, di un credo, di un modo di vedere le cose così personale che non può e non deve influire sulla vita degli altri. Solo perchè la maggioranza fa in un modo non vuol dire che tutti debbano fare così, o che altri modi siano sbagliati. Insegnatelo ai vostri figli, è la base della libertà.
Trovo assurdo che ancora ci sia da parte di qualcuno la pretesa di mettere becco nelle scelte sentimentali e di famiglia degli altri. Che si debba manifestare a favore di un certo tipo di famiglia e non di un altro, della famiglia punto, che si stia ancora qui a pensare se i bambini hanno bisogno di una figura paterna e una materna per crescere felici.
Che palle soprattutto per quanto riguarda le coppie di fatto. Che palle che siamo ancora qui a sentenziare per gli altri se è giusto o meno che due persone che si amano abbiano i diritti che gli spettano. Che siamo ancora così presuntuosi da credere di poter decidere per gli altri, che comunque e giustamente vanno avanti, con le loro vite, i loro amori, le loro scelte di famiglia. Ecco, no, non siamo. Sono. Perchè io sono totalmente a favore. Sono a favore dell'abbattimento di qualsiasi distinzione con l'obiettivo di rendere le differenze un merito, un vantaggio, una risorsa, un'ovvietà.

Volete che vi dica cosa penso del discorso figli/adozione alle coppie gay?
Penso che non ci sia grande differenza dalla pma. Mi spiego, perchè in realtà sono cose allo stesso tempo diverse e uguali.
Per entrambe queste situazioni i figli sono un progetto fortemente cosciente e razionale. E quindi un diritto. 
Una coppia etero fertile ha il vantaggio di poter scegliere e decidere quando le pare, a volte anche con poca coscienza, di figliare. I figli arrivano naturalmente e possono anche essere frutto di un' impulso di pancia, di una passione travolgente, di un momento di disattenzione, insomma non per forza devono essere frutto di un progetto.
Per una coppia etero ma per qualche motivo diversamente fertile ci sono passaggi diversi. Ci si innamora, come tutti, si sta bene insieme e si decide di provare. Non si sono mai ritrovati con un test di gravidanza positivo ed inaspettato tra le mani, provano, provano e riprovano. Lei molto probabilmente tirerà su le gambe ogni volta che hanno finito di fare l'amore e conterà i giorni per capire quelli giusti. E in quei giorni non ci sarà mal di testa che tenga. Lui molto probabilmente la vivrà un pochino meglio di lei ma questa è solo supposizione perchè ogni storia è a sè, ogni storia ha la sua storia. Poi si arriverà al punto di dire che forse c'è qualcosa che non va. E allora magari si decide di andare a fondo, con uno o più medici, della questione. Perchè un figlio non è un capriccio per coppie così, è diventato con il tempo un bisogno, un progetto molto razionale, che ti cambia la vita prima ancora di essere concepito, che porta ad affrontare percorsi davvero difficili, dove spesso e volentieri si viene messi di fronte a questa scelta e c'è un'enorme dose di autoanalisi, di riflessione e di decisione. Perchè un figlio che non arriva è un figlio che si desidera, si pensa, si ama già. E un progetto così, che qualcuno potrebbe definire contronatura per fortuna è permesso. E' permesso a chi davvero vuole, ed è etero, di realizzare il suo desiderio. Come è permesso di combattere una malattia, come è permesso di scegliere di non portare avanti una gravidanza, come è permesso di scegliere di separarsi da colui a cui si aveva dichiarato amore eterno eccetera eccetera. Siamo un mondo moderno, la scienza serve a qualcosa e può rendere felici, le leggi spesso riconoscono la nostra umanità e per certe cose riusciamo ad essere un paese normale.

Per una coppia omosessuale che si ama, e parlo dello stesso amore di quella coppia etero e fertile e di quella coppia etero e infertile, un figlio è un progetto. Non può essere un capriccio perchè si va incontro a molto più di quello che normalmente una coppia incontra, per chi lo è invece è molto probabile che di fronte al percorso necessario da intraprendere, i costi e tutto l'insieme il capriccio passi. Ma per chi ci crede davvero, per chi sa che potrà dare tanto ai suoi figli, che potrà esserci e renderli felici indipendentemente dal concetto di figure materne e paterne (che direi è un concetto un pò superato e Freud era di un'altra epoca) e che è convinto che altre sono le cose importanti per essere un genitore non vedo perchè la strada debba essere così tortuosa e non vedo perchè un tale desiderio gli possa essere contestato.
Non siamo nessuno, ricordatevelo, NESSUNO per dire che assolutamente un bambino ha bisogno di una mamma e un papà. I bambini hanno bisogno di persone che si prendano cura di loro, che si dedichino a loro, che insegnino loro l'importanza della libertà, del rispetto e della diversità. Se sono due mamme o due papà credo davvero che poco cambi.
E qui potrei andare avanti all'infinito ma è proprio quello scontato che volevo evitare.
Queste coppie devono intraprendere un percorso che spesso è molto meno doloroso di quelle che si ritrovano immerse nella pma, un percorso che è l'unica via ma senza la sofferenza di partenza di cui le coppie etero infertili sono cariche. Ma comunque un figlio diventa un'idea molto pensata, voluta, razionalizzata, decisa. Non è semplice, non è vero che basta andare all'estero, o meglio a volte sì, ma credo che sia in ogni caso una scelta molto ma molto consapevole. Una scelta di vita, di amore, come i figli meritano di essere. Una scelta. Consapevole, libera e voluta. Che non distingue tra chi la può fare e chi no. Una scelta che è frutto di amore, tanto, e basta. Senza quello non scegli di avere un figlio, non lo fai un figlio.
Il resto conta poco. Il resto è talmente personale che non ci dovrebbe essere permesso mettere becco.
Ovviamente tutto questo discorso vale per le adozioni. Vale soprattutto per le adozioni. Dove c'è una presa di coscienza tale che davvero poco conta chi. Conta il come. Ma io di adozioni so poco. So qualcosa di pma. So cosa vuol dire volere un figlio. So cosa vuol dire decidere di avere un figlio. So cosa vuol dire pensarci bene.
Sto un pò generalizzando forse ma non ho altro modo per esprimere questo parere.

Con i figli sbaglieranno i genitori etero, sbaglieranno i genitori etero che li hanno rincorsi con la pma, sbaglieranno i genitori omosessuali. Sbagliano tutti i genitori, spesso e volentieri.
Ma sbagliamo come genitori a ritenere di poter decidere dell'amore degli altri, nostri figli compresi. Non c'è un giusto e uno sbagliato in amore. Non ci sono regole. E quindi non è amore se lui picchia lei, giusto per mettere i puntini sulle i e aprire un'altra parentesi gigantesca. C'è solo il rispetto libero da pregiudizio e giudizio, delle scelte degli altri. Che poi vuol dire semplicemente rispetto dell'altro.
E l'accoglienza dell'altro, indipendementemente da dove viene e chi l'ha cresciuto, sapendo che è nella diversità che si trova la ricchezza e che si impara sempre qualcosa di più.

37 commenti:

  1. in tutti questi giorni non ho scritto nè commentato. ho letto. però oggi devo raccontare di una coppia che conosco. due donne. si amano e decidono di avere un figlio. il seme è di un uomo a cui non interessa essere padre. nasce un bellissimo bambino che vive sereno la sua situazione. poi le due donne decidono che figlio unico non è bello e decidono di averne un altro. il padre questa volta decide che no, non ci sta ad essere solo un donatore. vuole fare il padre. ma lo dice dopo. molto dopo. nel frattempo le due mamme non si amano più e si lasciano. ora la situazione è questa: mamma che ha partorito si trova con due figli da padri diversi. figlio 1 si divide tranquillamente fra le due mamme che per fortuna si sono accordate, figlio due invece è conteso con il papà che non da' permessi per vacanze, non accetta decisioni della mamma, lo vuole con sè per i week end. di fatto separando anche i fratelli.
    io non giudico nessuno. me ne guarderei bene. ma chi ci rimette in tutta questa storia? indubbiamente i bambini. ed è pur vero che ai loro occhi le situazioni anche più incasinate appaiono molto più lineari che ai nostri (per la cronaca mio figlio ha conosciuto il primo bimbo in questione a 5 anni, non ha fatto assolutamente una piega una volta informato sulla sua famiglia), ma è altrettanto vero che vanno tutelati. e anche molto. e al momento in questa situazione di caos generale dove tutti urlano per affermare i loro diritti-di adulti- ho l'impressione che nessuno pensi alla tutela dei più piccoli

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    1. Leggo questo blog da molto tempo, non ho mai commentato...ma ho letto il tuo commento e non riesco proprio a trattenermi...ti racconto la storia di una mia amica..sposata da quasi 10 anni, lui la tradiva da almeno 5 anni, hanno due bambini.Lei scopre il tradimento e si separano...i figli a periodi alterni vengono contesi dal padre(e non sempre insieme, spesso ne vuole sono uno dei due), in altri periodi sempre questo padre non li cerca, non li vuole, nel frattempo entrambi si sono riaccompagnati e chi lo sa...magari a breve faranno anche altri figli....credi che non sia esattamente la stessa cosa?Credi che in questo caso, rispetto al tuo, i figli abbiano avuto una tutela maggiore?
      Il piu'grande problema è pensare che sono nelle famiglie omosessuali i figli non vengano tutelati, quando troppo spesso e troppo volentieri le situazioni peggiori si trovano nella cosi detta "famiglia tradizionale".
      Saluti

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    2. Credo che questo sia davvero la dimostrazione che ogni storia è a se' e diventa davvero difficile usare queste storie a favore di una o di un'altra opinione. Si potrà davvero paragonare quando si sarà sullo stesso livello e soprattutto sarà riconosciuto uno stesso livello.

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    3. Ci tengo ad aggiungere che sempre secondo me è proprio nell'interesse dei bambini che vanno riconosciuti questi diritti. Questi bambini ci sono già, è la legge che non c'è per loro.

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  2. Davvero: chepalle!

    L'amore ha un sacco di forme e non ce n'è una migliore dell'altra. Solo chi non ha sperimentato che l'amore moltiplica, sta lì con il metro in mano. E mi fanno anche un po' pena questi che pensano di avere il monopolio sul concetto di amore e sono sempre contro qualcosa: contro il sesso prematrimoniale, contro il sesso orale, contro il sesso fra persone dello stesso sesso, contro la PMA, contromano con la realtà. Prendi l'idea marito+moglie+bambini = famiglia e se un genitore - sfiga vuole - muore, cosa facciamo? Facciamo una legge che obblighi l'altro a risposarsi, perché sennò non c'è più la famiglia?

    Quanto alla ex coppia di donne e due figli di due padri diversi, l'omosessualità non c'entra nulla. Ognuna di noi conosce mille mila coppie etero che incasinano la vita ai figli.

    Ultimo messaggio a quelli che amano contare: quanti genitori etero abusano, feriscono, maltrattano, uccidono i loro figli? Facciamo una statistica delle coppie omo? Delle coppie PMA? Anzi, già che ci siamo, facciamo anche uno studio sulla violenza sulle donne nelle coppie omo e PMA

    Basta, davvero, non se ne può più. Tornate nel medioevo e buttate la chiave.

    MI (etero, due figli, un marito, tre gatti e un cane)

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    1. Ecco, l'hai detto forse meglio tu!!!
      Cecilia (due figli, un marito è un gatto)

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  3. Ciao, ti seguo da...sempre e ho condiviso quasi tutti i tuoi scritti eccetto questo. Io non nego l'amore omosessuale (si parla di persone adulte, che hanno fatto un percorso, che hanno sofferto e poi quando conosco una persona a me cosa importa con chi và a letto?) ma NON SONO ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO con l'adozione di minori. Io&marito che da 4 anni siamo imprigionati nella burocrazia (tutta italiana) per l'adozione, ti posso assicurare che grazie agli assistenti sociali che ci hanno seguito, abbiamo capito che le figure genitoriali madre e padre sono fondamentali. Appunto perché madre e perché padre e se per sfortuna, una di queste viene a mancare, il bambino ne risentirà per sempre. In un angolino avrà questa mancanza per tutta la vita. Dobbiamo tutelare i minori, e la crescita personale/psicofisica/intellettuale di un bambino si avrà solo in una famiglia tradizionale, con tutte le eccezioni del caso. Un abbraccio!

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    1. ciao non sono esperta dell'argomento, ma vorrei chiederti: la mancanza che un figlio sente, poniamo, di una madre, è perché è "madre" in quanto tale? O perché le viene a mancare la (una delle) persona che fin dalla sua nascita si è presa cura di lui con devozione e amore? Un bambino con due papà, se uno mancasse, non sentirebbe allo stesso modo la mancanza di quello che perde la sua mamma?

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    2. Finché cresciamo figli in un mondo che insegna che si, se non hai un papà è una mamma allora questi bambini ne risentiranno sempre. Io sono convinta che l'orientamento sessuale e il relativo sesso dei genitori siano elementi secondari rispetto a ciò di cui ha bisogno un bambino.

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    3. Leggo anch'io il blog da tempo senza mai commentare. Oggi però una risposta a questo intervento devo farlo.

      Tralsciando la questione famiglia perfetta= mamma e papà, l'attuale decreto che tanto fa discutere non cita in nessun articolo la possbilità per una coppia omo di adottare.
      Stepchild adoption (art.5) = possbilità di riconoscere e quindi adottare il figlio naturale del patner.
      Sembra che a nessuno stia a cuore il benessere di bambini già nati e già parte integrante di famiglie felici, felici non in modo speciale ma felici come tutte le famiglie in cui ci si ama e comprende.

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    4. ma infatti, le leggi dell'adozione richiedono che la coppia sia legalmente sposata da almento 3 anni e per ora questo se non sei etero non è possibile. Sono totalmente d'accordo con te che siano leggi che vadano fatte prima di tutto per quei bambini che ci sono già.

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  4. io trovo più che altro allucinante che certuni individui si vogliano arrogare il diritto di decidere per tutti.
    Io sono atea: mica impedisco ai credenti di sposarsi in chiesa.
    Quindi perché un etero deve impedire a un omosessuale di sposarsi?
    Che poi stiamo parlando di legge dello stato, di uno stato laico, non di diritto canonico. La chiesa faccia quello che vuole, lo stato è altro e ha l'obbligo di tutelare tutti i cittadini senza distinzioni di credo, orientamento politico o sessuale, status sociale ne niente altro.

    Sui bambini la penso come te.

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  5. Andretta for President!

    Una domanda per Anonima (da Anonima MI): ma fra gli assistenti sociali che vi seguono in questo ripido percorso, c'è anche qualche omosessuale? Perché, sennò, è inevitabile che ripropongano la solita mistica.

    All'estero, sono stati fatti studi di lungo periodo sull'outcome di bambini cresciuti da coppie omo e lo sai cosa è venuto fuori? Che non c'è alcuna correlazione fra la tipologia di famiglia e il tipo di adulto che ne esce.

    E non lo dico io, ma la Columbia University che ha preso in considerazione 76 studi in proposito.

    Ah, altra notiziola, gli unici due studi che propendevano per la tesi della famiglia mamma+papa+bambino avevano in qualche modo truccato un po' le carte.

    Ecco il link:

    http://whatweknow.law.columbia.edu/topics/lgbt-equality/what-does-the-scholarly-research-say-about-the-wellbeing-of-children-with-gay-or-lesbian-parents/

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  6. Bellissimo questo tuo post, esprime completamente quello che penso anch'io: e che palle con sta storia!!!
    Credo che la cosa fondamentale sia l'amore con il quale cresciamo i nostri figli, il resto sono solo chiacchiere.
    Hai ben detto tu: "Con i figli sbaglieranno i genitori etero, sbaglieranno i genitori etero che li hanno rincorsi con la pma, sbaglieranno i genitori omosessuali. Sbagliano tutti i genitori, spesso e volentieri.".

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  7. Ciao, di nuovo. Sono Roberta (anonimo) che ha scatenato queste vs ultime discussioni. Perchè non proviamo a parlare (ops ... scrivere) senza offendere nessuno? La domanda "ma fra gli assistenti sociali che vi seguono in questo ripido percorso, c'è anche qualche omosessuale? Perché, sennò, è inevitabile che ripropongano la solita mistica" a me ha dato fastidio. Appunto perché, a me, personalmente della vita sessuale di una persona non interessa. A me interessa il bambino. E quando ti viene affidato un bambino maltrattato (da genitori etero, certo!) oppure più volte abbandonato in casa famiglia&ripreso, o peggio ancora abusato....perché i bambini che vengono dichiarati adottabili in Italia hanno queste storie oppure il neonato abbandonato alla nascita....secondo me la famiglia migliore dove puo' cercare di ritrovare l'equilibrio è la famiglia tradizionale con mamma&papà. Sul fatto di unioni civili, sul matrimonio tra adulti non ho assolutamente obiezioni. Io parlo dei bambini. Questa è la mia idea e vorrei che fosse accettata, anche se non condivisa. Un saluto

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  8. Aggiungo....
    Circa la domanda di Andretta La Puff "Un bambino con due papà, se uno mancasse, non sentirebbe allo stesso modo la mancanza di quello che perde la sua mamma?" ti posso dire, per quanto io abbia letto e sentito agli incontri : il minore instaura nei primi 3 anni di vita relazioni importantissime con le figure maschili/femminili che lo accudiscono... tanto che, poniamo l'esempio di un bambino che si trovi in orfanotrofio (e quindi non in Italia perché gli orfanotrofi non esistono più), e che qui abbia come figura predominante la figura femminile di una suora....quando verrà adottato da una famiglia etero farà fatica ad accettare la madre adottiva(che nella sua testa và a sostituire la suora) mentre accetterà molto meglio il padre adottivo. Fin qui il tuo ragionamento fila....padre o madre al bambino serve qualcuno che si occupi di lui. Ma nel corso poi della sua vita, nell'attaccamento ai due nuovi genitori adottivi è essenziale la diversità propria dell'essere uomo e dell'essere donna. Perchè finchè se ne dica ci sono delle peculiarità tipiche nei due sessi. Diversa, invece, è la faccenda sulla possibilità di adottare il figlio del patner perché la relazione con il padre biologico è già instaurata.Il mio intervento, infatti,visto la mia storia, riguardava prettamente la possibilità di una coppia omo di adottare un figlio.Roberta

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  9. Roberta,
    scusa, io ho un'impronta un po' anglosassone: mi piace scambiare idee, non ti sentire offesa da quello che scrivo, perché è veramente l'ultima delle mie intenzioni.

    Ciò posto, ecco la parafrasi della mia domanda: "Magari, un assistente sociale omosessuale, che non ci interessa per la sua vita sessuale, ma per il fatto che la sua capacità di amare è continuamente discriminata, potrebbe avere un punto di vista differente sulla formula papà+mamma+bambino, non credi?"

    In ogni caso, visto che a te interessa il bambino, lo studio della Columbia University che ho segnalato si occupa proprio di questo: di cosa succede ai bambini adottati da diversi tipi di famiglie. Non so se l'hai letto, ma il risultato (delle ricerche) è diametralmente opposto a quanto ci dici sostengono gli assistenti sociali italiani.

    Dunque, se tu sei libera di tenere la tua idea, io sono libera di portarti un altro punto di vista specie se, come in questo caso, supportato dai dati.

    Ma già che siamo in tema di domande e risposte: quali sono le "peculiarità tipiche dei due sessi" di cui scrivi? Perché se penso alla nostra coppia (reale + etero), non riesco a vedere, al di là di quelle biologiche, delle peculiarità dei sessi, ma delle peculiarità della personalità. Davvero, di che si tratta?


    Mi





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  10. PS.
    Per la precisione, correggo un verbo: "cosa succede ai bambini cresciuti da diversi tipi di famiglie" e non adottati come ho scritto

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  11. Ciao Mi,
    lo studio della Columbia University non l'ho letto, a me piace leggere di testimonianze vere di bambini adottati oppure di storie vere di famiglie adottive...i numeri delle statistiche sono un po' freddi, non credi? E poi sono statistiche:quante volte sentiamo parlare di statistiche, ma poi la realtà è un'altra ? Hai fatto bene a specificare il verbo. Tu correggi "cosa succede ai bambini cresciuti da diversi tipi di famiglie e non adottati" Proprio in quel cambio di verbo c'è tutto. Un bambino adottato ha una zavorra psicologica che dovrà smantellare per tutta la vita. Perché destabilizzarlo con ulteriore confusione ? Perchè, per me, proporre ad un bambino che esce da un istituto, una famiglia formata da due donne (ad esempio) è come aiutarlo a superare il trauma dell'abbandono con una marcia in meno. E' ovvio che quella coppia darà tutta se stessa per il benessere del nuovo arrivato, ma è una famiglia a metà. Il confronto con l'altro sesso, in questo caso con la figura maschile, dov'è? Scusa se mi permetto, ma anche io 4 anni fà, prima di immergermi nel mondo "adozione" credevo bastasse solo l'amore.....ma purtroppo non è cosi! L'amore è alla base di tutto, ma poi c'è veramente tanta fatica da affrontare per sanare tante mancanze causate dalle privazioni che questi bambini hanno avuto. Se qualcuna è curiosa consiglio di leggere "Il linguaggio segreto dei fiori" che è un romanzo un po' crudo, ma che aiuta a capire un po' il senso di abbandono, di inadeguatezza, di disistima che hanno i bambini soli. Spero di essere stata chiara. E comunque si, rimango della mia idea, anche se non "supportata da dati". Ciao, Roberta

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  12. Roberta,
    innanzitutto, se la Columbia è diventata la Columbia è anche perché i suoi ricercatori non usano i dati a proprio uso e consumo. In ogni caso, ho segnalato lo studio perché DIMOSTRA che per i bambini non c'è differenza a crescere in una famiglia mamma+papà o mamma+mamma o papà+papà e questo è un dato di fatto fondamentale, visto che in Italia la mistica SOSTIENE che vi siano conseguenze d-a-n-n-o-s-i-s-s-i-m-e per i bambini cresciuti in famiglie con genitori dello stesso sesso. Per la precisione, nello studio ci sono anche bambini adottati.

    Se poi preferisci i romanzi ai dati, va benissimo.

    Quanto al trauma dell'abbandono dei bambini, se pensi che sia meglio lasciare che i bambini ci facciano i conti da soli, piuttosto che con una coppia (che TU consideri con una marcia in meno), beh, è un po' presuntuoso ed egoista. Perché chi la pensa così, alla fine, usa i bambini per sostenere la propria di idea di famiglia ideale. Scrivo "usa i bambini", perché li priva dell'amore, delle attenzione e delle cure che una coppia di adulti potrebbe dargli per contribuire a sanare quelle che tu stessa definisci mancanze e privazioni. Quindi, mette al primo posto le proprie idee rispetto al benessere di bambini abbandonati.

    Poi, io non mi arrogo il diritto di definire le altre coppie come "coppie con una marcia in meno" o "famiglia a metà", perché questo è offensivo, oltre che ORRENDO. Anzi, guarda, se proprio te la devo dire tutta a me fa PAURA che la teoria dominante in Italia abbia questo orientamento, perché ci sono famiglie che crescono i loro figli con idee di questo tipo, dimenticando tutte quelle volte in cui nella storia ci sono state persone che pensavano che altri valessero di meno loro: vedi le leggi che vietavano i matrimoni fra persone di razze diverse negli Stati Uniti (in vigore fino al 1967!!!) o i campi di concentramento nazisti.

    Questo si ricollega alla domanda che ti ho fatto ieri, ma che hai bypassato: "Quali sono le peculiarità dei due sessi?". Nella mia esperienza, i bambini sono bravissimi a trovare le figure di riferimento che gli occorrono per la loro crescita e sono circondati da tante e diverse figure adulte. E' miope pensare che se gli metti una donna e un uomo davanti, allora sono a posto, perché avrà le due figure di riferimento. Freud è morto da quel dì e la realtà, nella sua poliedricità, è una cosa diversa dalla teoria. Prendi il mio caso, con una mamma depressa e un papà assente, alla fine ho trovato in una delle mie nonne la figura che, con il suo amore e la sua stima, mi ha dato gli strumenti per scrollarmi di dosso un inizio difficile. Quanto alla figura maschile, boh, ne avrò preso un pezzo qui e un pezzo là, ma forse non era necessaria come qualcuno vuol far credere.

    Fra le cose che scoprirai quando arriverà il vostro bambino è che i bambini sono molto più sensibili all'amore e al cuore delle cose piuttosto che alle etichette degli adulti. Insieme ai miei figli vedo bambini adottati con una pelle diversa da quella dei genitori che li considerano i loro genitori e non ci vedono nessuna differenza. Anche i miei figli non ci vedono nessuna differenza.

    E poi, sono sicura che se chiedessi a ogni bambino di un'istituto vuoi stare in istituto o stare in una casa vera con persone che si prendono cura di te, che ti vogliono bene, sceglierebbe la seconda. Non si farebbe domande sulla configurazione familiare.

    O no?

    Mi




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  13. Ciao Mi,
    da come scrivi si vede, come dici tu, che sei di origine anglosassone.....perché a me sembra di dare il mio contributo alla discussione senza offendere nessuno. Parlo per quello che vedo, leggo, sento e vivo. Ho un'idea ben precisa, è vero! E la porto avanti...perché non dovrei farlo?! Che c'è di male? La vita è mia, la famiglia è la nostra. Tu invece mi dici che con la mia idea offendo....Io rimango circoscritta nel mondo dell'adozione...tu vai a prendere le Leggi raziali....Non ti sembra di esagerare? Non ho bypassato la domanda perché mi sembrava inutile precisare : la "femmina" ha peculiarità quali : pensare a 100 cose insieme e farle bene tutte, fare acrobazie da mago per incastrare lavoro&famiglia, essere dolce, amorevole, capricciosa... essere femmina dentro! Il "maschio" è il pasticcione che è molto bravo, ma che deve avere comunque una guida, è la parte forte della famiglia, il riparo sicuro. Che in certi casi, come è capitato a mio suocero, ha dovuto fare il mammo...perché la moglie non c'era più..purtroppo con tutti i limiti del caso. Anche se, a dirla tutta, per i tempi che correvano e con tutta la schifezza che girava in Brianza negli anni '80 ...mio suocero ha fatto comunque un buon lavoro! Forse tu queste cose non le vedi perché da quel poco che ho potuto capire non hai avuto una infanzia facile. Io sono stata fortunata e lo sono tutt'ora : ho una famiglia di origine "che non è quella del Mulino Bianco" ma che ci si avvicina molto. Ti ripeto : forse perché ho fatto studi umanistici e ragiono con "la pancia" a me i numeri della Columbia non interessano, anche se poi ieri sera lo studio l'ho letto (grazie per il link) ed il romanzo era per "informare"...infatti ho consigliato la lettura di quel libro per "curiosità". Se davvero si vuole affrontare un percorso di adozione, hai ragione tu, il romanzo non basta! Ti devo dare anche ragione anche quando scrivi :" E poi, sono sicura che se chiedessi a ogni bambino di un'istituto vuoi stare in istituto o stare in una casa vera con persone che si prendono cura di te, che ti vogliono bene, sceglierebbe la seconda. Non si farebbe domande sulla configurazione familiare" Perfetto per i primi 6 mesi....e poi? Sai in Italia quanti casi di fallimenti adottivi si registrano? O peggio ancora...di bambini stranieri "sradicati" dai loro Paesi di origine perché adottati da coppie italiane che poi non ce la fanno a reggere la fatica e quant'altro e quindi "riconsegnati" a case famiglie italiane ? Non parlo per sentito dire, parlo perchè conosco da vicino le realtà belle e/o brutte delle casa famiglia. Per concludere : tu hai la tua idea, io come ho detto fin dal primo post non mi trovo d'accordo con quanto scritto da Verdeacqua...La mia idea vale quanto la tua. Perchè se tu scrivi che io "discrimino" una famiglia etero ed omo perché ha una marcia in meno(sempre rispetto al tema dell'adozione, preciso!) tu invece, a mio parere, mi accusi di "mistificare" la famiglia. Non ci stò proprio! E poi, quando finalmente diventerò mamma, non ci sarà studio o romanzo o libri....imparerò giorno per giorno con mio figlio il mestiere di genitore. In questo proprio non accetterò consigli. Scusa è?! Ciao, Roberta

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  14. Eccomi qui! intanto grazie per la discussione, è sempre interessante poter vedere i diversi punti di vista. Sono certa che nessuno vuole offendere nessuno come credo anche che certi argomenti possano essere molto sentiti e quindi i toni a volte possano essere un pò dettati dalla pancia più che dalla testa, ma ci sta!
    Detto questo io continuo ad essere d'accordo con Mi. Credo che i dati (Columbia) siano molto importanti quando si devono prendere macro decisioni. Non possiamo basarci sulle singole storie o i singoli vissuti per fare una legge, non ne verremmo fuori, proprio perchè ogni storia, le vostre lo dimostrano, è diversa, è a sè e merita la giusta analisi, unica. Sono certa che uomini e donne siano diversi, come sono convinta che lo siano le donne tra loro e gli uomini tra loro. Non tutte le donne sono come descrivi tu e nemmeno tutti gli uomini. Queste sono generalizzazioni, che non permettono di analizzare le situazioni nella loro complessità. Siamo tutti unici e il sesso è un elemento secondario. Per questo penso sia secondario se la famiglia è composta da due donne o due uomini, ma questo l'ho già detto. Credo sia tutto un problema culturale, rispetto ogni pensiero ma credo anch'io che di fronte a realtà che ci sono già, è proprio nel rispetto e nella tutela di questi bambini che si debbano riconoscere certi diritti e si aprano le porte a tutti coloro che possono essere in grado di prendersene cura, indipendetemente da alcune scelte personali. Il percorso dell'adozione è lungo e faticoso, tu Roberta lo sai bene, e proprio per questo sono sicura che si arrivi a diventare genitore solo se si è in grado di affrontare tutti questi ostacoli e prove e di conseguenza credo non ci possa essere niente di meglio per un bambino di due persone che si sono impegnate così tanto per lui. Fate una cosa davvero nobile per i vostri figli, voi che li cercate così. E quando sarai la mamma di tuo figlio fai bene a fare di testa tua, solo tu saprai.
    Come dici tu ci sono moltissimi casi di adozioni che vanno male, ma questo accade con coppie etero e sicuramente accadrebbe con coppie omo. Ritorno al discorso che ogni storia è a sè. Ritorno al discorso che un bambino adottato avrà sicuramente difficoltà all'inizio perchè catapultato in una realtà completamente diversa, ma che se riceverà l'amore di cui ha bisogno per colmare quelle mancanze tutto, in linea generale, si potrà sistemare, insieme, e poco importerà da chi sarà composto quell'insieme.
    Io lo auguro a tutti i bambini.
    Un bacio ad entrambe

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  15. Roberta,
    io non mi sento offesa dalle tue opinioni, ma trovo le tue opinioni offensive verso le coppie formate da persone dello stesso sesso. E siccome mi trovo a leggere quello che scrivi e ho la possibilità di rispondere, te lo segnalo. Ed è partendo da qui che, anche se ti sembrerà un'iperbole, sono arrivata ai nazisti. Anche loro sostenevano che ci fossero persone di serie A, B, C. In base alla religione, all'orientamento sessuale, al colore della pelle, alle scelte di vita. E poi hai visto come è andata a finire.

    Il fatto che tu abbia un'opinione ben precisa, dunque, non giustifica l'opinione. Se l'opinione è del tipo: "Io penso che le coppie omo siano una famiglia a metà", quella di qualcun altro può essere: "Io penso che gli ebrei siano Untermenschen". Chiedi che male c'è?

    E' vero: la vita è tua, la famiglia è vostra. Ma dimentichi che la società è anche mia, dei miei figli, delle altre persone, gay e non, di quelle che ci sono e di quelle che ci saranno. Quindi, le tue opinioni - proprio perché largamente condivise in Italia - hanno importanza anche per l'Italia. Perché ci rosicchiano un pezzettino di libertà e di compassione dopo l'altro.

    E quindi arriviamo a cosa succede sei mesi dopo l'adozione del fantomatico bambino da parte di una coppia di persone dello stesso sesso. Dipende. Dipende se incontra persone che credono che l'accoglienza sia più importante della configurazione familiare o persone che credono che la configurazione famigliare sia più importante dell'accoglienza. Anche qui, vedi che le tue opinioni contano?

    Quanto alle peculiarità del maschile e femminile, quelle che indichi sono - come le ha giustamente definite Cecilia - generalizzazioni. Se ci dovessimo basare su queste per dare ai bambini adottati due figure di riferimento, tanto varrebbe affidare l'intero processo alla lotteria.

    @ Cecilia: grazie per l'ospitalitài. Quando non ne puoi più stacca la spina e via!

    Mi

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    1. Concordo con ogni tua singola parola! E siete le benvenute!

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  16. Ciao,
    continuo a rimanere dell'idea che il modo di portare avanti le proprie idee debbano essere pacifiste ed avere toni moderati come mi sembra di fare.... Non è che chi grida o si arrabbia di più è perché ha ragione.

    Per fortuna ognuno ha la propria testa...per fortuna.
    Ciao Roberta

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    1. Non credo ci sia nessuna intenzione bellicosa, è un animato scambio di opinioni, credo siate state molto brave nell'argomentare entrambe 😉

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  17. E comunque sappiate che è proprio per questo che scrivo e condivido. Quindi grazie. Il confronto fa sempre bene.

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  18. Roberta,
    repetita iuvant: non è COME dici le cose, ma COSA dici. Quella che chiami opinione è una discriminazione.

    @Cecilia: thank you. Prossimo post gravidanza surrogata

    x

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  19. Grazie Verdeacqua (Cecilia), tu si che hai ben compreso l'importanza del confronto! Roberta

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    1. serve soprattutto a riflettere e spesso, come in quasto caso per me, a rafforzare ciò che si sostiene e in cui si crede fortemente...

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  20. Secondo me quando Roberta parla di famiglia omo come di famiglia a metà non si rende neanche conto di quanto sia offensiva, proprio perchè in alcune persone noi gay siamo persone a metà.
    Mi sconcerta sempre comprendere che ancora oggi,per capire chi sono Io come persona la genta abbia bisogno di sapere con chi condivio il mio letto. Se lo condivido con un uomo sono idonea per fare una famiglia in automatico!
    Roberta parli di percorsi adottivi finiti male non per sentito dire ma perchè conosci da vicino questi percorsi. Ora mi chiedo nella tua cerchia di amicizia quante coppie omo o famiglie arcobaleno conosci?
    Perchè altrimenti stai offendendo me per sentito dire!

    Frequento in egual misura coppia etero e coppie omo e l'unica cosa che ho notato è quanto la felicità, la tristezza, le disgrazie o l'amore sia uguali.

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    1. carissima Isotta, hai proprio ragione, sono uguali.

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  21. Cara Isotta,
    il proprietario del bar sotto casa è gay, convive felicemente con un insegnante di matematica. Abbiamo un'amicizia decennale che definirei sincera e sulla possibilità di adottare un bimbo, ne abbiamo parlato...e la pensa come me. Il miglior amico di mio marito è gay, si conoscono da sempre. Stessa idea sull'adozione. E' vero non conosco famiglia omo fatte di donne, hai letto bene ho scritto "famiglia" perché, come già mille mille volte ripetuto le coppie omo per me sono famiglia. E ribadisco, dal mio punto di vista, una famiglia omo di fronte all'adozione deve faticare parecchio, ma parecchio tanto!
    E adesso però basta a darmi addosso.
    Grazie, Roberta

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  22. Cara Isotta,
    per quel poco che vale, per me non siete persone e famiglie a metà. L'unica cosa che avete a metà sono i diritti.

    un abbraccio, da lontano e lungo

    Mi

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  23. Grazie Mi
    Roberta non ti sto attacando, non si può dire la propria idea e aspettarsi che gli altri ascoltino in silenzio senza ribattere, giusto?
    Non voglio rubare altro spazio a Cecilia che non se lo merita, il suo blog è talmente bello e delicato.
    Voglio solo dire che la cosa "comica "di tutta la situazione che io manco lo voglio un figlio ne ho mai pensato di averlo. Mi batto perchè vorrei che in questo povero paese tutti avessimo stessi diritti così come doveri e sentire i senatori contrari accanirsi con disprezzo verso famiglie già esistenti mette addosso tanta tanta tristezza.

    Grazie Cecilia dello spazio, oggi inzia il grande giorno .....sperem -)

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