1 aprile 2015

io NON compro su Amazon


Il mio babbo è un libraio. Uno di quegli appassionati di libri che con il buon gioco della vita ha messo su una grande e bella libreria. Indipendente. Ha mollato una vita da manager e ha aperto realizzato quello che era il suo sogno. Lui è un commerciante, di quelli che non si arrendono, che studiano, che pensano sempre a cosa fare domani e che ci mettono il cuore. Io e mio fratello sappiamo bene come la libreria sia il suo terzo figlio.
Capirete che non ho bisogno di acquistare libri online. Io ho la fortuna di toccarne molti, alcuni anche prima della vera pubblicazione, posso portarmene a casa tanti e ogni volta che vado a trovarli mi ritrovo circondata dai libri, nel suo appartamento e nella bottega.
Ma non è solo per questo che non compro libri online, io del resto compro spesso libri in altre librerie perchè quella di mio padre è a 400 km da qui. Non mi piace ed in particolare mi riferisco ad Amazon. Credo faccia una concorrenza sleale, non riguarda gli sconti che sono legittimi, perchè spesso c'è altro nella scelta di un libro, ma nella questione economico-fiscale.
Il non pagare le stesse tasse di chi vende il tuo stesso prodotto ti rende per forza più forte.
La difficoltà di tutte le piccole medie imprese italiane non è la mancanza di passione o di capacità, è legata ai costi. Alti, altissimi. Tasse e personale. E' dura. E se tu sei un mostro grandissimo sicuramente mi farai molta ombra ma io bottegaio ti sfido, ci metterò altro, diventerò altro, darò altro, che spesso è relazione, rapporto umano, servizio di qualità. Però se tu non paghi il tuo lavoro come lo pago io non vale. Se io pago le tasse qui, dove vendo, anche tu devi pagare le tasse qui, dove vendi. E' una cosa che rende semplicemente giusta la fatica di sopravvivere nel mercato odierno. E questo vale per molti altri, mica solo Amazon, si parla di Google di cui non saprei fare a meno, di Ebay ecc... Ma del resto finchè la legge lo permette rimane un discorso più di principio che altro.
La Web Tax era giusta caro Presidente. Tutti si stanno muovendo in questa direzione, in Francia, in Spagna, in Germania e in Inghilterra. Badate bene, non sono un'esperta di economia anzi diciamo che la mastico più o meno come uno sdentato mastica torrone, però nella mia semplicità mi sembra una cosa semplice. Paga anche tu come me così partiamo alla pari.
Credo nell'importanza del mantenere le piccole imprese locali, quelle dove ti riconoscono quando entri, quelle che ti fanno stare bene quando ci vai a fare un giro, quello che ti offrono un consiglio sincero, quelle che ci tengono a te. Per questo non compro quasi nulla online. Non riesco a non toccare un vestito prima di comprarlo. L'ho fatto alcune volte certo, ma non mi piace. Non mi piace che arrivi dentro una busta di plastica. Non comprerei nulla di elettronico online, se mi serve un'aspirapolvere voglio che me la si racconti a voce guardandomi negli occhi, quando cerco un fondotinta che vada bene per me voglio qualcuno che me lo consigli visto che di trucchi non ci capisco una mazza, e le scarpe poi le devo sempre provare.
Però il web o meglio l' e-commerce è meraviglioso. E' sempre fonte d'ispirazione, pieno di potenzialità e possibilità. Ed è anche pieno di tante piccole realtà che vivono solo lì e che valgono molto. Che mettono lo stesso cuore che mette mio padre. E pagano le tasse dove vendono. E da loro sì che mi piace comprare con un click.
Ma tendenzialmente io sono quella che va a comprare il formaggio dal suo formaggiaro, la carne dal macellaio e la frutta al mercato. Io entro dal pescivendolo e mi conoscono. Sanno chi sono, che sono mamma, che non so cucinare. Se dimentico il portafoglio so che posso lo stesso prendere il latte al solito alimentari, tanto ci torno tutti i giorni.
Io mi fido quando compro nei miei negozi.
Se devo comprare un libro e non sono dai miei vado in libreria e mi compro un libro. Specie per il pargolo. C'è una libreria bellissima per ragazzi qui a Padova, Pel di Carota, e lui entra, sfoglia, tocca, guarda, prova. Ci facciamo consigliare. Poi compriamo. O magari no.
Lui, quello grande, ad esempio non la pensa come me. Compra di tutto su Amazon. Lui per negozi non andrebbe mai. Io vivrei a spasso per vetrine. Della serie gli opposti si attraggono.

C'è chi è vegetariano e chi non compra su Amazon.
La mia non è una lotta, nè un boicottaggio. E' una scelta.

date un'occhiata qui: #altrocheamazon

26 commenti:

  1. Io più che per ideologia mi sposto per categoria: ci sono cose che non comprerò mai on line tipo vestiti, scarpe e borse. Li voglio toccare, vedere, provare. Il pane buono solo nel panificio sotto casa. Cibo e accessori della micia invece li prendo solo on line, ma sempre dallo stesso fornitore. Libri e regali vari dipende, se trovo nei negozi preferisco ma se non ho tempo di girare Amazon mi ha aiutata più di una volta.
    Forse avere un papà libraio ti fa vedere meglio dentro la questione, in ogni caso ti faccio i complimenti per la tua coerenza e la tua determinazione.

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    1. guarda mi hai fatto piangere sai perchè?perchè la mia mamma,dopo 40 anni di commercio ha DOVUTO chiudere la sua bellissima boutique perchè non ce la faceva più con le spese...e adesso sapessi com'è triste!però non poteva...l'affitto del negozio..l'inps.ecc..e poi il cancro!ma sono d'accordo con te...è l'e-commerce,a volte,è proprio sleale!

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  2. Io NON compro su Amazon anche per questo:

    "[...] Tutte le azioni della catena lavorativa devono poter essere valutate, giudicate, criticate, sulla base di questi principi che definiscono ciò che va bene e ciò che va male, in un ambiente completamente standardizzato, completamente ispezionato, completamente sorvegliato, completamente disciplinato e completamente gerarchizzato. Un ambiente dove ogni persona deve essere così disciplinata da meccanizzare il suo corpo e il suo spirito."
    "[...] Le azioni psicologiche sono operazioni proposte dai vertici della gerarchia nei confronti dei livelli più bassi: per mezzo di piccole attenzioni, all'apparenza banali, e un piccolo investimento, permettono, a lungo termine, di valorizzare i superiori e ciò malgrado quello che loro fanno sopportare ai sottoposti."
    "[...] In Amazon, il sistema "have fun" non fa altro che sfruttare una falla. Una falla eminentemente utile al condizionamento psicologico dei lavoratori. Dal momento che il lavoro degli operai in Amazon è estenuante, questi piccoli segni di attenzione, questi piccoli benefici, servono a tollerare l'intollerabile."
    "[...] Le prime sere un picker preleva tra i 50 e i 60 articoli all'ora, cioè tra i 350 e i 400 articoli ogni notte. Egli dovrebbe rapidamente più che raddoppiare il suo rendimento, per raggiungere quello, estenuante, di un picker modello: da 120 a 130 articoli all'ora. Un ritmo la cui prima conseguenza, antecedente alla fatica fisica, è quella di azzerare il pensiero, creando un vuoto mentale."

    Estratti da: "En Amazonie. Un infiltrato nel "migliore dei mondi"
    di Jean-Baptiste Malet

    Enrica

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    1. o sì. Mi sembrava di entrare troppo dentro alle cose, ma sì è anche per questo che non compro su amazon. Grazie!

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  3. io posso dirti invece..!"non so comprare su amazon"!!!!pensodi essere l'unica ma no so comprare su internet ..di solito mi aiutaun amica o me lo fa proprio lei con tatna pazienza.......
    compro libri online grazie a lei perchè le librerie di casa sono stracolme...eil marito hamessouno stop.....
    però adoro l'odore della carta il veder le pagine di un libro tra le mie mani e magari leggerne dei pezzetti a caso per poi decidere di non comprarlo o viceversa.
    amo come te andare dal negoziante chemi conosce con il qualeho un rapporto di fiducia , e ogni cosa che compro ha ilsuo perchè!!!!!!
    io no so comprare su amazon!!!!!!!! e amando la tecnologia capisco che è un mio deficit ma vabenecosì!!
    ciao veronica

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  4. Cara, tutto vero ma c'è un ma, che mi riguarda da vicinissimo: se non ci fosse Amazon gli autori come me, che in libreria fanno fatica ad arrivare, e non per demerito, morirebbero e sarebbero costretti a stamparsi i libri in casa, in fotocopie e distribuirli non si sa dove. E non ti sto parlando di self publishing, lo sai, ma di veri editori anche tradizionali che però le librerie non si filano. Sull'uguaglianza fiscale d'accordissimo, sulla bellezza delle librerie indipendenti, super d'accordo le frequento volentierissimo e ci spendo capitali. In ultima analisi mio marito cercava un programma fotografico lightroom, introvabile ovunque, a Milano, non su Marte, giri veri con le scarpe nei negozi, telefonate, mail, niente, su amazon c'è, acquistato, arrivato subito, funziona perfettamente. Per cui Amazon si, se non si trova altrove. Un bacio Sandra

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    1. Hai ragione. Ci sono grossi grissini problemi legati al l'editoria italiana, lo sai bene. Ed è proprio un peccato...

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  5. condivido la questione della diversa tassazione! anzi dell'assenza per qualcuno di tasse: è un gioco ad armi troppo impari!

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  6. La libreria di tuo papà comunque è straordinaria davvero. Se mi vorrà ci organizzerei una presentazione quando e se dovessi uscire col nuovo romanzo in cartaceo. Bacio Sandra

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    1. Grazie, sai cos'è bello? Confrontarsi su posizioni differenti in maniera sana come è avvenuto. Portare i propri pensieri e le proprie esperienze, e parlarne. Un bacio a te e mi segno la libreria. Sandra

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  7. Le tue motivazioni sono più che condivisibili e sono felice che tu le abbia scritte.
    Ci sono due questioni, tuttavia, secondo me.
    Primo, l'anomali tutta italiana delle tasse altissime sugli acquisti, ancor di più sul personale e sul reddito.
    Io non punterei a far pagare a amazon le tasse per ogni paese in cui vende, poichè sarebbe anche tecnicamente impossibile da applicare e controllare (credo, ma non sono un'esperta), ma ad abbassare le tasse in Italia su tutto, in primis su ciò che è cultura, come i libri. A beneficio di tutti.
    Secondo, tempo fa viveo in simbiosi con la mia libreria di fiducia. Poi sono cambiati i commessi e io ho cambiato paese.
    Ora non ci sono librerie (solo librerie cartolerie con pochissima scelta ed i soliti best sellers del momento) nel raggio di 25 km.
    A 25 km, una bellissima per bimbi che prima non frequentavo, ora sì e si compra bene, per il discorso che dicevi.
    Una indipendente in cui mi trovo sempre meno e quindi frequento sempre meno. Basti pensare che se prenoti un titolo ti fanno pagare un sovraprezzo perchè te lo procurano.
    Una Mondadori gestita da due che i libri che espongono manco li leggono (ma credo proprio nessuno, eh'), che non frequento perchè ho capito questo.
    L'ultima, con persone competenti ma un disordine allucinante e un certo grado di scortesia altezzosa.
    Insomma, o sono difficile io, o sono sfortunata.
    Fatto sta che non mi rimane che Amazon, anche se spesso rimango delusa perchè vedere la copertina sullo schermo non aiuta a scegliere. Infatti ormai sono solo più titoli di cui ho già letto al venerdì del libro e non ho trovato nella cartolibreria.

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    1. Non basta essere una libreria fisica per essere meglio di amazon. Anzi. Devi essere davvero in gamba per tenerti i clienti e fargli venire voglia di venire fin da te. Per quanto riguarda le tasse e' vero quello che dici ma mi sembra ancora più improbabile che far pagare il giusto ad amazon!!!

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  8. E' da molto tempo che non acquisto libri cartacei, per mancanza di spazio e di fondi, io e Miciomao andiamo in biblioteca ogni mese. A natale ho ricevuto in regalo il Kindle, quindi uso Amazon, ma non solo per acquistare libri, ma anche per altre cose, non per scarpe e vestiti, che preferisco provare e toccare con mano.

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    1. la biblioteca, se ben tenuta e "abitata" da chi ama il suo mestiere può essere molto meglio di tante librerie!

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  9. Per me Amazon é in primis libri elettronici per kindle. Io adoro sfogliare i libri, sceglierli con cura in negozio e portarli tutti a casa sotto braccio, ma vorrei anche risparmiare sulla carta. E' un po' un dilemma per me.
    Poi Amazon é anche un luogo in cui acquistare cose che non riesco in alcun modo a trovare altrove, oppure semplicemente mi risparmia un lungo viaggio per andarle a cercare.
    Condivido la critica sul pagamento delle tasse. Non sono un'esperta, ma é logico che il sistema due pesi due misure finisce sempre con il danneggiare il più debole e non é ammissibile.

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    1. ecco, io gli ebook non ce la faccio. Ho ben due kobo che girano per caso ma niente. Non ci piacciono...

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  10. Condivido in pieno, e che fortuna avere un babbo libraio! Io però ammetto di aver utilizzato amazon per la prima volta nell'ultimo anno, solo perché mi permette di trovare il regalo che voglio e farlo recapitare direttamente a casa di chi voglio stando qua in australia. Questo è l'unico motivo che me lo fa vedere un servizio veramente utile! Per il resto... Botteghe tutta la vita!

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    1. non sapevo di questa possibilità, ma del resto credo che uno dei punti a favore di amazon è che fa un pò quello che vuoi!!! ;)

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  11. Anche io ho una libreria di fiducia dove adoro andare, perché le libraie sanno consigliare e non potrei mai sostituirle con il computer! Appoggio in pieno la tua scelta! !!

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  12. ommioddio Ceci, mi spalanchi un mondo...non avevo mai pensato a questo rovescio della medaglia, io che faccio pure la spesa al supermercato on line... :(

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  13. ehm mi sa che mi ha mangiato il commento :O

    eh si. Riscrivo.
    Dicevo, mi dispiace se tra tutti i tuoi post, che leggo sempre, scelgo di commentare proprio questo, e mi perdonerai se qualcuno lo ha gia' scritto. Comprendo perfettamente il tuo punto di vista non tanto ideologicamente quanto per la ricchezza della relazione. Ma sono nata e cresciuta a Roma dove questo rapporto intimo e di fiducia con i bottegai non sempre c'e'. Per questo motivo non vedo nessuna differenza - e nonostante il minimo dettaglio di essere finita oltreoceano - tra il comprare in una qualsiasi libreria cittadina o online, dove ormai quasi tutti i libri hanno la preview. Pero' capisco fino in fondo il tuo punto di vista.
    Baci <3 felice per la tua serenita' ritrovata.

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