2 febbraio 2017
Prima o poi si dorme.
Quando sono diventata mamma è ovviamente cambiato il mio dormire. Credo sia una delle cose che più cambia. O forse no, ma è sicuramente una delle cose di cui parliamo di più. I bambini vengono anche etichettati come bravi o meno proprio a seconda che dormano oppure no. E' la prima domanda che ti rivolgono gli sconosciuti dopo il classico che bello quanto ha?. E' la prima cosa che si nota sul viso di una madre, una mamma che non dorme la vedi subito. L'amore per il proprio figlio è una cosa difficile di cui parlare, è dura tradurlo in parole senza sembrare terribilmente smielosi o senza banalizzarlo, la mancanza di sonno è invece molto facile da raccontare.
Nonostante il mio ingresso nel mondo dei genitori non sia stato così traumatico ormai sette - quasi otto #ohmiodio - anni fa, ne parlavo qui, ho recuperato con l'arrivo di Lei, che di dormire non ne ha voluto proprio sapere fino ai due anni. (ne parlavo qui, qui e ancora qui)
Le ho provate tutte, durante l'allattamento imbottendomi di tisane rilassanti e spesso disgustose, seguendo diete prive di latticini e provando tutte le tecniche più varie, dal co-sleeping a Tracy Hogg, passando per qualche tentativo non troppo convinto alla Estivill, ma niente. Non funzionava nulla. Mia figlia non dormiva. Si svegliava di continuo, rimaneva sveglia e voleva che tu stessi sveglia con lei. Interrotto l'allattamento, a soli nove mesi nella inutile speranza che non dandole da mangiare avrebbe smesso di svegliarsi ogni ora, ha cominciato ad occuparsene Lui, insonne da sempre, e io ho cominciato a dormire un pochino di più. Per lo meno per un paio d'ore continuative. Ma dormire è un'altra cosa.
1 febbraio 2017
Oggi avevo voglia di scrivere di viaggi.
Oggi ho voglia di scrivere di viaggi. Che poi in realtà avrei voglia di farli, i viaggi. Ma sono realista e mi devo accontentare di un solo momento all'anno dedicato a questo. (Agosto ma quando arrivi?!)
Dicevo, i viaggi, quelli per cui quando varco la soglia di casa al ritorno
dal mio ultimo, appunto, viaggio, mi viene già voglia di pensare al prossimo.
Fin da bambina ho sempre viaggiato tantissimo, poi ho viaggiato con carovane di amici e tende improvvisate, i migliori viaggi sono stati con Lui, solo io e Lui, con uno zaino una volta, con una decapottabile un’altra, con i soldi contati e prestati un’altra ancora. E poi si è aperto il secondo volume della mia vita, quello in cui sono passata dall’altra parte, dalla parte dei genitori.
Fin da bambina ho sempre viaggiato tantissimo, poi ho viaggiato con carovane di amici e tende improvvisate, i migliori viaggi sono stati con Lui, solo io e Lui, con uno zaino una volta, con una decapottabile un’altra, con i soldi contati e prestati un’altra ancora. E poi si è aperto il secondo volume della mia vita, quello in cui sono passata dall’altra parte, dalla parte dei genitori.
9 gennaio 2017
La maternità è come il bob.
Ho chiuso l'anno con un post, uno dei pochi dello scorso anno, in cui mi sono sfogata. Ho buttato fuori in poche parole tutta la stanchezza accumulata in un 2016 che non è stato per niente così male come potrei averlo fatto sembrare, ma che è stato indubbiamente molto faticoso.
Ho lavorato tanto, ho pensato poco a me, non per negligenza ma per effettiva mancanza di tempo, ho litigato con il Lui grande troppo e troppo a lungo, dimenticando quanto c'è, mettendo da parte quel noi così importante per tenere in piedi il tutto, così importante per me, quando per me intendo io e solo io, la donna che sono indipendentemente dai figli e dal resto. Ho sofferto la quotidianità con due figli, spesso scontrosi e tutt'altro che facili,, un lavoro impegnativo e poco remunerato, le notti insonni che poi sono diventate notti di sonno ma che non si capisce come non abbiano cancellato la stanchezza. Ho sofferto la mancanza degli amici, perchè siamo sempre tutti sulla stessa barca e alla fine ci si vede sempre meno. Ho sofferto di sofferenze altrui per riflesso. Ho riflettuto troppo poco su quello che ho, che è esattamente quello che ho sempre voluto. Ho sofferto la mancanza di un obiettivo. Perchè prima avevo quello di un secondo figlio, poi quello della casa nuova e di colpo mi sono ritrovata con tutto e nulla più da desiderare.
Detto questo ho preso atto dei miei buoni propositi e voglio impegnarmi, ancora. Perchè se va di moda non farli più io invece ho bisogno della mia lista concreta per ripartire.
Di ritorno da una settimana sulla neve con pargoli e marito- detta anche vacanza - ho capito una cosa molto semplice, che ho sempre saputo ma mai ripetuto come un mantra: la maternità è come il bob.
27 dicembre 2016
Mi sono rotta le palle - post molto poco natalizio.
Il Natale è passato anche quest'anno. Sembra non debba farlo mai ma poi inesorabilmente accade.
I miei figli crescono, una è pazza di Babbo Natale che porta tanti regali è tanto bravo e l'altro comincia a non crederci più tanto. Cioè ho un figlio che comincia a mettere in dubbio Babbo Natale. E' inevitabile che io mi senta vecchia, c'è poco da fare.
Il giorno prima di Natale sono crollata. Ero stanca, malata, stufa. Ma sono tutte scuse. La verità è che mi sembra che tutto mi stia sfuggendo di mano. I miei figli, ingestibili, il mio compagno di vita, con cui non riesco a parlare, il mio lavoro che è tanto e rende troppo poco. Sono crollata perchè mi sento in balia degli eventi, non riesco a sorridere come vorrei, a farmi scivolare addosso le cose, a impormi con i nani di casa e subisco, tutti e tutto insieme. Non sono certo nuova a questo genere di cose ma per un periodo ho avuto il controllo delle cose. Per un altro periodo non ne ho fatto un dramma e ora mi perdo in un bicchiere d'acqua, come una qualsiasi pischella alle prese con il primo dramma amoroso.
Mio figlio è arrabbiato, quasi tutto il giorno ogni giorno. Non va più bene nulla, non va bene il cinema, non va bene il teatro, non va bene una partita a briscola, non va bene un giro in bicicletta, non va bene disegnare, fare i biscotti, fare la doccia, fare un gioco in scatola, non va bene una chiacchierata, non va bene un film, quello che cucino e l'ora di andare a letto. Non va bene niente. Ma niente proprio. E io non lo sopporto più. Avete presente Homer Simpson, brutto bagherozzo io ti strozzo!?! Esattamente così. Ho provato a inventarmi di tutto, compatibilmente con tutto il resto, ho provato a lasciarlo stare, ho provato a non darci importanza ma adesso sono arrivata alla famosa frutta. Ma mi sono davvero stancata. Dei suoi musi, dei suoi no, dei suoi sbuffi, della sua apatia.
Ho sicuramente delle colpe tutte mie, lo so benissimo, ma sono stanca anche di quelle. Sono stanca di pensarci, di farmi esami di coscienza, di anche solo fare elenchi dei miei errori di madre.
Mia figlia è fortissima, devo ammetterlo, ma con me, e solo con me, giustamente, è insopportabile. Piange, si lagna, si offende, si arrabbia in continuazione. Non le va bene nulla nemmeno a lei, anche se in confronto al fratello è una passeggiata. Fa delle scenate isteriche per niente, sì lo so è una fase passerà, diventerà come suo fratello prima o poi. Yeah.
Insomma io sono arrivata alla fine dell'anno finita. Come se qualcosa avesse smesso di funzionare. Si fosse inceppato. E anche se spegni e riaccendi è sempre lì.
Lo so che non è semplice, che non devo smettere di impegnarmi ma smettere di lagnarmi, mettercela tutta e bla bla bla ma volete la verità? Quella nuda e cruda?
Mi sono proprio rotta le palle.
(adesso che l'ho scritto va meglio)
22 novembre 2016
Mi si è accesa la lampadina.
L'altro giorno ho realizzato una cosa. Ero in macchina, incredibilmente sola, e ascoltavo senza troppa attenzione l'ennesima trasmissione radiofonica sulle elezioni americane. Ero stanca e nervosa, tanto per cambiare.
Poi mi si è accesa una lampadina.
Non ho avuto l'intuizione del secolo e anzi ne hanno parlato e scritto molti prima di me.
Ma l'ho realizzato per davvero IO.
Forse tutto quello che sta accadendo ha un solo obiettivo. E potrebbe essere una cosa buona. Forse questo nuovo modo di essere politica, di intendere la società, di vedere le cose, i popoli, i confini, la gente, che sta dilagando a macchia d'olio è davvero l'espressione di un disagio reale che c'è. Sì, lo so, non ho scoperto l'acqua calda, ma l'ho realizzato. Non sono tutti impazziti, semplicemente sono cose che si pensano davvero così. L'idea che gli uomini siano fatti così, che il diverso è solo per questo una cosa negativa, che la colpa è sempre degli altri, che i muri sono le soluzioni, che il denaro è tutto, che la forza è la via maestra e l'intolleranza tollerata, che ci siamo prima noi e che possiamo permetterci di dire come dovrebbero agire gli altri, che la propria libertà è un pò più libertà di quegli degli altri. E' reale. E no, il mondo non è come la mia campana di vetro. Che è facile giudicare per me, io che per prima poco tollero gli intolleranti.
E allora forse è un bene. Sì perchè non possiamo più far finta di nulla. Forse è la volta giusta che ne nasce qualcosa di buono. Forse reagiamo per davvero questa volta. Tutti, che in realtà siamo piccoli ma insieme possiamo essere tanti.
Il mondo può essere meglio di così, lo deve essere.
E abbiamo una solo mezzo per renderlo tale.
I NOSTRI FIGLI.
Non so come si fa nel concreto. So che non salverò il mondo, ma farò in modo che un giorno possano riuscirci loro.
Insegniamo, diamo il buon esempio, giudichiamo meno e cerchiamo di capire di più, impegniamoci ancora e ancora, raccontiamo le cose in cui crediamo, seminiamo bene, educhiamo alla libertà. Ho la presunzione di credere che una persona educata alla libertà non negherà mai la libertà a nessuno, che saprà riconoscere che tutti ne abbiamo il diritto, tutti allo stesso modo. Perchè siamo tutti la stessa cosa, ognuno a modo suo.
E che l'unico modo per essere liberi è trovare il giusto modo di convivere. Senza muri, pregiudizi, donne e uomini. Con rispetto.
Quindi dai, tutti insieme, impegniamoci ancora un pò di più. Che si facciano le basi di questo mondo migliore.
Partiamo dalle fondamenta.
Dall'inizio.
9 novembre 2016
Sì, anch'io parlo delle elezioni americane.

Non sono un'esperta di politica, non lo sono mai stata e mai lo sarò. Allo stesso tempo so riconoscere quando questa è mal fatta e soprattutto quando può diventare pericolosa. Pericolosa per quella che è la mia visione delle cose, del mondo e dell'essere tutti parti della stessa cosa. Mal fatta perchè sono nata nei primi anni '80, ho vissuto tutto il berlusconismo e tutto quello che ne è venuto dopo, senza mai votare perchè ci credevo davvero ma solo perchè era sempre meno peggio.
Ho vissuto un anno splendido negli Stati Uniti, nel lontano 2000, un anno che mi è servito a capire quanto frastagliato sia il suo popolo, quanto incredibilmente diverso sia in tutti gli aspetti che l'accezione del termine diverso permette. E il bello stava proprio in questo. Ho amato vivere con persone che avevano una cultura completamente diversa dalla mia, ho amato provare cucine così strane per il mio palato, ho amato essere immersa in un mondo così variegato perchè sempre nuovo e pieno di spunti.
Sono stata una grande sostenitrice di Obama negli ultimi anni, mi sembrava che la direzione fosse quella giusta, che quello che diceva, raccontava, in parte faceva, potessero rappresentare la mia idea di politico valido e votabile.
Non ha stravolto il mondo in realtà, non come credevo avrebbe fatto, non ha saputo arenare questa incontenibile ondata di intolleranza, odio e disprezzo che invece sta investendo il mondo e non solo il suo paese. Non è riuscito ad unire in nome delle differenze, in nome della grande valore che queste portano con sè e che sono la base per far crescere questo benedetto mondo in una direzione duratura e pacifica. Ha venduto nei suo anni da presidente 98 miliardi di dollari in armi all'Arabia Saudita, primo finanziatore dell'Isis, solo per fare un esempio. Eppure era anche lui meno peggio di quello che ci si prospetta da oggi e per i prossimi quattro anni. Non credo davvero che ci possa essere niente di peggio di un Trump. E mi dispiace perchè la cosa riguarda anche noi, i nostri figli. Perchè quello che seminiamo in ogni parte del mondo ci riguarda e ci coinvolge direttamente. E uomini che vogliono costruire muri, che disprezzano e usano le donne come se fossero cose loro e non come loro, che vogliono la pena di morte, ancora, che guardano solo al proprio interesse da sempre, non possono governare il mondo se non in maniera becera.
Sono anche una grande sostenitrice della democrazia e quindi dovrei semplicemente rispettare quello che è stato il volere dei suoi diretti cittadini. Ma ve ne pentirete. Ce ne pentiremo.
(scusate lo sfogo, avevo cinque minuti e l'ho rivolto tutto qui).
pic credits qui
Iscriviti a:
Post (Atom)










