Lei e il sonno profondo sono ancora due sconosciuti.
Quando era piccola piccola piccola, piangeva disperata fino a mezzanotte e poi sveniva fino alle sei, di giorno non dormiva mai più di mezz'ora e spesso solo dopo un bel pianto.
Poi ha cominciato a piangere meno. E a dormire meno. Di giorno sempre sonnellini brevi, trenta minuti esatti, neanche avessi partorito un orologio svizzero, di notte invece voleva me. Ogni due ore. Ogni tre. Ogni mezz'ora. Non una notte uguale all'altra, ma di certo tutte notti in bianco. Tetta, ancora tetta e poi tetta. E io mi addormentavo con Lei appesa, lì accanto a me, mi svegliavo tutta incastrata e storta mezz'ora dopo, la trasferivo nella sua culletta e poi ricominciavamo da capo dopo massimo un'ora.
Poi un giorno ho detto
basta.
Ho sfoderato l'arma biberon, chissà,
magari con la pancia stra piena dorme. Ma appena ho provato a darglielo, sputacchiando, mi ha guardata come per dire
ma che c...o fai???!!!
Poi sono diventata inflessibile. E così per un pò di notti ha pianto. In braccio ma niente tetta. Solo ciuccio. E poi ha deciso di dormire per tre notti dalle nove alle sei. E io ero come sicura di avercela fatta.
Beate illusioni.