2 settembre 2012

diario di viaggio - prima parte

Siamo già tornati alla realtà. (imprecazione).

Però vale la pena raccontare...
Partiti. [All'areoporto si registra la prima caduta significativa della vacanza, il Piccolo Lui riesce a piombare di faccia su uno spigolo e a farsi taglio sul labbro ed ematoma sulla guancia. La gentilissima  ragazza del bar, che era palese avrebbe voluto essere da tutt'altra parte al 16 di agosto, alla mia richiesta di un pò di ghiaccio per il bambino me ne rifila 5 cubetti dentro un bicchiere. Allora, già io ho difficoltà a gestire i pianti doloranti, il sangue e la mia ipocondria mi fa sempre pensare alle peggio impossibili conseguenze, ma il ghiaccio dentro un bicchiere?! No dico, sei cresciuta in una campana di vetro? Come faccio a metterlo sulla faccia di un bambino urlante?! Dammi almeno una salvietta, un sacchetto, che ne so!!!]
Chiusa parentesi, il volo si rivela essere anche oltre le aspettative del Piccolo Lui Viaggiatore e arriviamo a Palermo. Niente caldo, no. Giretto veloce al porto e cena leggera. Nell'ordine:
panelle
crocchette di patate
patatine fritte
calamari fritti
ancora panelle.
Prima di tuto ciò mojito delle dimensioni di una bottiglia da un litro. Vuoi non approffitare della colorata Bodeguita del Mojito (tipico locale palemitano) proprio sotto il nostro b&b?




Il venerdì 17 passa incolume tra vicoli dismessi e affascinanti, mercati caotici dai forti odori (Ballarò e Vucciria), ancora panelle, chiese barocche (davvero molto barocche), temperature da deserto, panino con la milza, sfincione e arancini (se avevamo dei miraggi forse non era solo per colpa del clima sahariano), ancora viuzze sgarrupate e palazzi maestosi, motorini invadenti e qualche urla incomprensibile (un pò da stereotipo ma il quartiere della Vucciria è davvero così).
Di nuovo mojito (questa volta ce l'hanno portato più piccolo, forse avevano capito che non abbiamo più tanto il fisico per litrate di mojito a stomaco vuoto) e poi finalmente un ristorante vero, pesce, pasta con i ricci e pasta con le sarde. Ah.





Il giorno dopo, 45 gradi all'ombra alle 8,30 del mattino, partiamo alla volta di Trapani: autobus + aliscafo (più bambino, due zainoni e un passeggino) e si arriva a Favignana. E tu pensi di arrivare su un isolotto e di esserci solo tu. E col cavolo. Mare bellissimo ma sembra l'ora di punta alle poste quando si ritirano le pensioni. Io comincio a scalpitare. Odio la folla. In realtà non sopporto solo la folla al mare. In altri luoghi mi piace da morire. Madri che urlano, ragazzini che ti camminano sopra, ciccioni che occupano mezza spiaggia con le loro borse frigo... mi irrita come stare in coda in macchina. E non ho neanche la radio. Divento una bestia in gabbia. E non mi si deve contraddire. Anzi non mi si deve proprio dire niente (riferimenti al Grande Lui puramente casuali). Per fortuna alle sette di sera la spiaggia si svuota e piano piano mi sforzo di pensare positivo. Del resto sono in vacanza!






Nei giorni successivi non accade quello che mi ero augurata addormentandomi (tutti ripartiranno domani, vedrai, era solo uno scherzo), e così si pedala alla ricerca di angolini più lontani dove le borse frigo non si possono portare. E un pò si trovano.
E poi si scoprono gli scogli, ci si attrezza con scarpette adatte (delle cose obrobriose, altro che ultimo grido, e se penso che sono le uniche scarpe comprate in questo periodo mi viene da piangere, ma dove sono finiti i bei tempi delle scarpe colorate dai tacchi improponibili?!), si prendono granchietti, pesciolini e gamberetti con il retino, al tramonto e si ritrova la pace. La tanto agoniata e meritata sensazione di essere in vacanza, lontano da tutto, ufficio e cose da fare.
Poi si prende una barca, si trovano queste piscine naturali dove ci sei solo tu a mangiarti macedonia di tonno fresco e tuffi nell'azzurro. Per la cronaca il tonno di Favignana non esiste più. Non si pescano più tonni dal 2007. La mattanza terminale. Non ce ne sono più. Del resto pescavano i tonni prima che andassero a deporre le uova (periodo maggio giugno) così da avere il pesce per l'estate turistica. Complimenti. Ma qui dovrei dilungarmi sul dispiacere che ho provato per il poco amore che la gente del luogo ha della propria terra. Non voglio generalizzare, anzi, chi mi ha raccontato la storia dei tonni è un isolano doc, di quelli che andrebbero protetti come specie in via di estinzione, ma non c'è lungimiranza, non c'è attenzione, cura. Arraffo arraffo finchè si può e poi si vedrà. Peccato.

to be continued...

10 commenti:

  1. Bellissime foto e bellissimi colori!

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  2. che meraviglia. La sicilia è da anni il mio obiettivo prima o poi ce la farò

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    1. merita assolutamente! nel prossimo post metterò anche qualche riferimento pratico dove dormire/mangiare ecc... magari potrà tornarti utile!

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  3. Come al solito, foto meravigliose! Sei davvero bravissima.
    Io in Sicilia non ci sono mai stata..prima o poi ci andrò. Quando i figlioli non mi renderanno ogni spostamento un incubo! ;))

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  4. anche qui bellissime foto! complimenti davvero! voglio andarci anche io!!

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  5. Che belle foto... mi hai fatto venire in mente di quando fotografavo "sopra il metro"...

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