17 luglio 2012

l'indipendenza è una cosa importante

Il pagliaccetto è stato "abbandonato" dai nonni per la prima volta a 13 mesi e noi ci siamo goduti un week end festaiolo a Barcellona. Le frequenti birrette e l'improvvisa libertà ci hanno fatto addirittura decidere di sposarci. E così qualche mese dopo abbiamo fatto. Dato il buon esito di questo abbandono abbiamo approfittato dei nonni in altre occasioni e specialmente d'estate, quando noi si lavora e il nido è chiuso. Da un paio d'anni quindi passa qualche settimana con la nonna nella bella Liguria ma mai come quest'anno la cosa mi ha fatto effetto.
Sarà perchè da qualche mese ho realizzato che sta diventando grande, lui dice che è medio, sarà che finalmente abbiamo acquisito l'uso della parola e quindi ci possiamo anche parlare al telefono, sarà che lasciare l'asilo nido e sapere che tra poco comincerà la scuola materna, sarà che sempre di più lo scopri, come essere umano, con una sua incredibile personalità, buffo e simpatico (è un pagliaccetto!) ma ho scoperto un nuovo bellissimo sentimento: la felicità malinconica.
Quando era un minuscolo esserino che non faceva altro che mangiare e sporcare pannolini il rapporto era di estremo bisogno, io ero fondamentale, e per fortuna c'è davvero un istinto innato altrimenti sarebbe stato un casino. Poi comincia ad arrivare il desiderio che impari, che cresca, che gattoni, poi che cammini, poi che parli... e intanto il tempo passa inesorabilmente. E poi diventa un bambino. Vuole i suoi simili, ti cerca sempre, ma molto meno e soprattutto quando si diverte con qualcun altro tu non ci sei più. 
Non sei più un bisogno.Ma rimani fondamentamentale. Per fortuna.
E adesso che è via manca, il mio Piccolo Lui. So di mancargli anch'io ma è un bimbo felice e sa che ci sono. E questo mi fa pensare che ho fatto un buon lavoro. Abbiamo fatto un buon lavoro, perchè il Grande Lui c'è e c'è sempre stato. Di nuovo, per fortuna.
E così il pagliaccetto si rivela più indipendente di me. Ma per un pò adesso lo sono anch'io.

3 commenti:

  1. mi ritrovo nelle tue parole. il piccoletto ora è rientrato ma essendo io murata in ufficio otto/nove ore al giorno non lo vedo molto di più. vedere che crescono, che si sentono grandi, che vogliono fare da soli ed imitare i tuoi gesti è bellissimo, ma spesso mi spaventa. perchè più loro crescono e più diventano autonomi, più noi ci scopriamo dipendenti da loro. un abbraccio

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  2. è vero, forse semplicemente doniamo loro un pò della nostra indipendenza e loro un pò della loro dipendenza...

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  3. Bello questo post, l'avevo perso...

    Mentre ero lontana da lui sono riuscita a riflettere sul nostro rapporto (io+figlio) e sul rapporto coppia con figlio.
    E' stato terapeutico prendere le distanze dalla famiglia, oltre che rilassante :)

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