Sono giorni pienissimi, vorrei raccontare mille cose ma mi manca il tempo per fermarmi e mettere in fila i pensieri. Il lavoro è molto impegnativo in questi giorni e mi ruba molte energie nonchè spazi per me (quelli in realtà sono sempre in fondo alla lista), per il Piccolo Lui e per il Grande Lui. Per di più non si dorme perchè il termosifone della nostra camera ha deciso di fare concerti improbabili nel cuore della notte a cui non troviamo soluzioni. Sì il termosifone. Sì l'abbiamo sfiatato. No, non me lo sono sognata è la verità.
Ma non è per questo che ho bisogno di consigli. Se continua in un raptus di follia lo stacco dal muro e attaccherò la stufetta elettrica, giusto per non ibernare.
Oggi ho bisogno di consigli per la casa. O meglio sull'acquisto di una casa.
Se acquistare una casa. Se costruirla. Se fregarmene. Se dedicarmici seriamente.
Perchè se io non metto troppa carne al fuoco tutta insieme non sono contenta.
La situazione è questa: viviamo da quattro anni, da quando abbiamo lasciato il piccolo e buio bilocale perchè incinti, in una casa bellissima. Veramente bellissima. Ovviamente per essere così bella non è nostra. E' in affitto. Ci abbiamo messo dentro tutte le nostre cose, dall'arredamento al casino che la abita e spesso straborda (avvertimento speciale non aprire cassetti a caso o entrare nello sgabuzzino senza essere muniti di casco), ma è giunto il momento di comprare casa.
Una casa, non per forza quella della vita, perchè chissà in futuro cosa faremo e dove andremo, ci sono tante idee in cantiere, ma sicuramente una casa che al mese ci costi meno. Perchè l'affitto comincia a pesare parecchio, e un mutuo, che per nostra fortuna servirà solo per una parte dell'acquisto, ci permetterebbe di avere molto più respiro ogni mese. Che in vista di un percorso di Pma, che spero porti ad un altro bambino, non mi schiferebbe tanto. Se poi aggiungi che vorrei potermi permettere ogni tanto una babysitter, un pò di shopping in più, molti e molti più viaggi allora non mi schiferebbe per niente!
Cambiare casa per andare in un'altra in affitto che mi costi meno non è nelle nostre intenzioni per una serie di motivi: 1) la nostra non costa tanto di più delle altre, nella nostra città gli affitti sono carissimi. 2) mi sono rotta di lavorare per pagare un affitto 3) lasciare questa casa sarà già abbastanza dura figurarsi per una comunque non mia e sicuramente più brutta.
L'anno scorso abbiamo messo gli occhi su un piccolo pezzo di terra, appena fuori dal centro, dove ci sarebbe piaciuto molto costruire una casa. Ci siamo fatti una cultura, abbiamo parlato con tecnici, architetti e geometri, costruttori, impiantisti e abbiamo mille preventivi e disegni. Ci siamo innamorati della bioedilizia, sia come concetto che come idea di casa, a impatto quasi zero, consumi ridotti al minimo, nessuna dispersione, qualità dell'aria in casa completamente diversa (nelle case in legno si forma anche pochissima polvere, non serve che aggiunga altro!). Potrei farvi un trattato su questo tipo di case, che da fuori sono case normalissime, ma hanno una struttura completamente diversa dal mattone, siamo diventati veri esperti, ma ve lo risparmio (se a qualcuno interessa posso però far avere molte informazioni, specie riguardo ad aziende serie e non). Costruire una casa costa meno che comprarla fatta, questo ve lo posso assicurare, il marito ha fatto veramente tantissimi calcoli e veramente tantissimi fogli excell di costi (basati su preventivi) e il quadro è abbastanza preciso. A fine mese ci ritroveremmo più o meno come ora con la differenza che la casa sarebbe un pò nostra e un pò della banca, che le bollette sarebbero ridotte all'osso e che avremmo più spazio, nonchè un giardino. Sarebbe una casa esattamente come piace a noi, fatta su misura. E poi l'abbiamo pensata facilmente rivendibile perchè semplicemente bella. Visto che non si sa dove saremo in futuro meglio essere previdenti.
Se sei un privato però e vuoi costruirti la tua casetta senza dare fastidio a nessuno hai tantissimi problemi a cui andare incontro. E' incredibile, crescono come funghi condomini orrendi ovunque e tu singolo cittadino che vuoi costruire dove è permesso devi affrontare mille peripezie. Mille carte. Mille rotture burocratiche. E un pò ti fanno passare la voglia.
Il terreno intanto continua ad essere lì, e quindi i dubbi sorgono: siamo gli unici che in tempi di crisi pensano di costruirsi una casa o quel terreno forse se c'è un motivo se costa così poco?!
Stufi di cercare soluzioni per fare sta benedetta casa, ci stiamo guardando in giro per comprare qualcosa di pronto, al massimo da ristrutturare. Che costi ancora meno, così da poterci permettere ancora di più le cose sopraelencate. Ovviamente parlo di appartamenti perchè una casa del genere comprarla fatta è per noi economicamente impossibile. In vendita c'è di tutto e il calo delle compravendite e il conseguenza piccolo calo dei prezzi un pò aiuta. L'idea di poter avere più soldini per fare tanto altro mi alletta tantissimo. Allo stesso tempo l'idea di farci la nostra casa su misura, come vogliamo noi, specie dopo che è una anno che ci stiamo dietro difficilmente mi abbandona. Ma il dinero necessario è di più.
Arrivo al dunque: cosa dobbiamo fare? cosa fareste voi? la casa su misura con qualche sacrificio in più (soprattutto di tempo ed energie ma anche economico) o l'appartamento meno costoso ma sicuramente meno bello? voi dove vivete? case vostre? affitto? vi siete costruiti casa? l'avete comprata già fatta? preferireste non avere problemi e vivere in affitto? Stiamo dove stiamo?
Noi a queste domande un giorno troviamo una risposta e il giorno dopo ne troviamo una diversa. Quindi boh.
Sono in ufficio e ho buttato giù questo post bevendo il caffè, quindi se non si capisce niente prendetevela con il caffè che mi sembra un pò annacquato oggi.
p.s. ho bisogno di un altro consiglio: domani devo cominciare gli esami (sangue e ecografia) come previsto dal mio nuovo super guru della clinica Pma perchè vanno fatti al primo/secondo giorno di ciclo che immancabilmente e puntuale come un orologio svizzero è arrivato anche questo mese. Cosa mi invento al lavoro? Sono a secco di idee per filarmela un paio d'ore in orario d'ufficio... Si esclude di poter dire la verità. Non sarebbero molto felici di sapere che non vedo l'ora di andare in maternità!!!!
13 dicembre 2012
9 dicembre 2012
Lui si commuove
Ieri pomeriggio tornati da scuola, con i primi timidi fiocchi di neve, avevamo finalmente finalmente un pomeriggio di quelli senza cose da fare... Da circa due settimane il mio ragazzo ha trasferito tutto il suo mondo sotto il tavolo, giochi libri e colori, la capanna, e noi (io e la mia povera schiena) viviamo lì sotto con lui.
Bene, ieri pomeriggio non ne avevo nessuna intenzione. E così gli ho fatto la proposta indecente di guardarci un cartone insieme. Per fortuna la tv non si può trasferire nella capanna. Ovviamente lui ha accettato subito. Grande, almeno per un ora ce ne stiamo belli comodi.
Di solito evito qualsiasi video almeno di pomeriggio perché hanno la capacità di rimbambire completamente mio figlio, che si spegne quando accendi lo schermo e alla fine è più provato e stanco che se se avesse passato la giornata a correre al parchetto.
Complice il mio collega teledipendente che mi presta in continuazione cartoni animati, che poi immancabilmente vengono restituiti senza essere visti, propongo di guardarne uno che non conosco: Spirit.
Non è male anche neanche l' allegria fatta animazione. Bella l' idea della libertà incarnata in questo povero cavallo selvaggio che non ne vuole sapere di farsi domare dall' uomo e bello anche che
non l' abbiano reso parlante ma l' abbiamo lasciato semplicemente cavallo.
Non sto qui a raccontarlo ma ad un certo punto la sua innamorata, la cavalla di turno, viene ferita e lui catturato e si assiste a questa scena straziante di lui portato via e lei morente che rimane da sola.
Il Piccolo Lui scoppia a piangere...
Poveina poveino ma pecchè??
Io me lo abbraccio forte e cerco di distrarlo.
Vuoi spegnere? andiamo a giocare a memory nella capanna?
no mamma ancoa fino alla fine...
I lacrimoni passano e il nostro eroe arriva, dopo mille peripezie, alla scena finale dove riesce a tornare libero dalla sua mamma...
Lacrimoni.
Amore perché piangi?
Pecchè è bello.
Lui si commuove.
Era la prima volta.
Scopro che il mio cuore può ingrandirsi ancora. Ancora di più, sempre di più.
Lui si commuove. Lui sa commuoversi!
Mi piace credere che in fondo sia anche un po' merito mio, nostro, se sta crescendo una piccola bella persona...
Bene, ieri pomeriggio non ne avevo nessuna intenzione. E così gli ho fatto la proposta indecente di guardarci un cartone insieme. Per fortuna la tv non si può trasferire nella capanna. Ovviamente lui ha accettato subito. Grande, almeno per un ora ce ne stiamo belli comodi.
Di solito evito qualsiasi video almeno di pomeriggio perché hanno la capacità di rimbambire completamente mio figlio, che si spegne quando accendi lo schermo e alla fine è più provato e stanco che se se avesse passato la giornata a correre al parchetto.
Complice il mio collega teledipendente che mi presta in continuazione cartoni animati, che poi immancabilmente vengono restituiti senza essere visti, propongo di guardarne uno che non conosco: Spirit.
Non è male anche neanche l' allegria fatta animazione. Bella l' idea della libertà incarnata in questo povero cavallo selvaggio che non ne vuole sapere di farsi domare dall' uomo e bello anche che
non l' abbiano reso parlante ma l' abbiamo lasciato semplicemente cavallo.
Non sto qui a raccontarlo ma ad un certo punto la sua innamorata, la cavalla di turno, viene ferita e lui catturato e si assiste a questa scena straziante di lui portato via e lei morente che rimane da sola.
Il Piccolo Lui scoppia a piangere...
Poveina poveino ma pecchè??
Io me lo abbraccio forte e cerco di distrarlo.
Vuoi spegnere? andiamo a giocare a memory nella capanna?
no mamma ancoa fino alla fine...
I lacrimoni passano e il nostro eroe arriva, dopo mille peripezie, alla scena finale dove riesce a tornare libero dalla sua mamma...
Lacrimoni.
Amore perché piangi?
Pecchè è bello.
Lui si commuove.
Era la prima volta.
Scopro che il mio cuore può ingrandirsi ancora. Ancora di più, sempre di più.
Lui si commuove. Lui sa commuoversi!
Mi piace credere che in fondo sia anche un po' merito mio, nostro, se sta crescendo una piccola bella persona...
7 dicembre 2012
forma mentis
Ieri si è laureata una mia amica, era in corso con me e ci siamo divertite molto ai bei tempi. Lei se l'è presa comoda e sono felice che non legga il mio blog così posso dirlo senza problemi: c'è una nuova neolaureata futura disoccupata in circolazione. Non perchè lei non sia valida ma perchè la situazione è davvero drammatica.
Disoccupazione alle stelle e morale nelle stalle. Devi inventarti nella migliore delle prospettive o adattarti nella più reale delle prospettive. Viviamo nell'era del "risparmio, rinuncio, rinvio". Altro che consumismo. Poi adesso vuole tornare anche quello là. Non che gli altri siano meglio ma lui è veramente la visione più nera di futuro che il nostro Paese possa avere. Ma ve beh, al peggio siamo già abituati.
Quando mi sono iscritta all'università avevo 19 anni e troppa vita davanti, un professore di filosofia, appassionato di Freud, che amavo alla follia (era il mio professor Keating) e voglia di fare qualcosa di "utile". Forse se ci fosse stato qualcuno a tarparmi un pò le ali ora sarei ingegnere.
E invece mi sono iscritta a Psicologia.
Mi sono laureata alla specialistica con una tesi di marketing e questo dovrebbe bastare per capire che alla mia laurea in realtà non corrisponderà mai una professione.
Il motivo per cui la mia laurea non è diventata un lavoro, crisi permettendo, è che non ci ho neanche provato. Non fa per me. Sono felice di quello che il periodo università mi ha lasciato, sono felice per le persone che ho incontrato, sono felice di aver appreso una forma mentis che nella vita ci vuole, di aver imparato a vivere da sola e averlo apprezzato tanto, di essermi riempita di dubbi sani e non.
Gli anni di studio, a parte feste/divertimenti/amori in po' burrascosi, sono stati per me davvero difficili. Non per la quantità di lavoro ma per ciò che scatenava in me quello che studiavo. Sono stati anni di forte riflessione personale che auguro a tutti. Mi sono messa in discussione e tutt' ora è un continuo work in progress. Se tornassi indietro una parte di me farebbe un'altra facoltà, penserebbe a un futuro lavorativo possibile e concreto, perdendosi così però molte cose. Un'altra parte, quella che mi piace di più, farebbe invece ancora di più una pazzia: farebbe Lettere. Dopo si vedrà.
Essere psicologi è una professione molto ostica, complicata e non credo per tutti. Non basta studiare. Il lavoro su di sè è tanto, costante e continuo, la corazza e il pelo sullo stomaco che servono per riuscire a mantenere il distacco giusto, la professionalità necessaria, sono per me impensabili. Mi conosco. Potrei farlo, ma male. Ci sono cose per cui non sono portata. Posso studiare all'infinito, fare pratica quanto vi pare ma lo sento. Sento che non sarà la mia strada mai. Di solito evito di precludermi una via ma in questo caso posso farlo con assoluta certezza.
E l'ho fatto da subito. Ho cercato altro. Ho fatto un master in tutt'altro, mi sono messa a cercare altre vie. Una l'ho trovata. Non è proprio quella che avrei voluto ma è quella che mi permette di fare la mamma. Lavoro 30 ore settimanali e guadagno una miseria. Ma non mi posso lamentare, del resto mi sento dire hai voluto un figlio sì o no?! Beh, ne vorrei anche un altro se è per questo. E conto un giorno di fare altro nella vita, lavorativamente parlando, rispetto ad oggi. La grinta ci sarebbe, l'impegno pure.
L'università dovrebbe formare e dare gli strumenti per entrare nel mondo del lavoro, non lo nego. Ma credo serva all'essere umano come individuo per crescere. E' un'esperienza che tutti dovrebbero poter fare. Si dovrebbe poter scegliere di iscriversi alla facoltà di Storia perchè si vuole studiare quello con il cuore leggero. Perchè nel mio paese immaginario non si registra, oltre a tutti gli altri dati preoccupanti, anche un crollo delle iscrizioni alle facoltà specie umanistiche come succede ora. Ma te credo che succede, capisco benissimo perchè succede. Però è un peccato. Perchè è di forma mentis che si ha bisogno. Tanto quanto di tecnici. Non dico che fare ingegneria non apra la mente, anzi, ma lui sa spiegare meglio di me cosa intendo:
Non leggiamo e scriviamo poesie perchè è carino: noi leggiamo e scriviamo perchè siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.
(prof. Keating)
ok, rileggendo ho scritto tutto e niente e anche abbastanza male. Confusione. Oggi va così.
Volevo cogliere l'occasione per ringraziare Dora e Francy per avermi assegnato il premio" il Blog affidabile". Sono soddisfazioni! Non potevano farmi un regalo di Natale migliore!
Disoccupazione alle stelle e morale nelle stalle. Devi inventarti nella migliore delle prospettive o adattarti nella più reale delle prospettive. Viviamo nell'era del "risparmio, rinuncio, rinvio". Altro che consumismo. Poi adesso vuole tornare anche quello là. Non che gli altri siano meglio ma lui è veramente la visione più nera di futuro che il nostro Paese possa avere. Ma ve beh, al peggio siamo già abituati.
Quando mi sono iscritta all'università avevo 19 anni e troppa vita davanti, un professore di filosofia, appassionato di Freud, che amavo alla follia (era il mio professor Keating) e voglia di fare qualcosa di "utile". Forse se ci fosse stato qualcuno a tarparmi un pò le ali ora sarei ingegnere.
E invece mi sono iscritta a Psicologia.
Mi sono laureata alla specialistica con una tesi di marketing e questo dovrebbe bastare per capire che alla mia laurea in realtà non corrisponderà mai una professione.
Il motivo per cui la mia laurea non è diventata un lavoro, crisi permettendo, è che non ci ho neanche provato. Non fa per me. Sono felice di quello che il periodo università mi ha lasciato, sono felice per le persone che ho incontrato, sono felice di aver appreso una forma mentis che nella vita ci vuole, di aver imparato a vivere da sola e averlo apprezzato tanto, di essermi riempita di dubbi sani e non.
Gli anni di studio, a parte feste/divertimenti/amori in po' burrascosi, sono stati per me davvero difficili. Non per la quantità di lavoro ma per ciò che scatenava in me quello che studiavo. Sono stati anni di forte riflessione personale che auguro a tutti. Mi sono messa in discussione e tutt' ora è un continuo work in progress. Se tornassi indietro una parte di me farebbe un'altra facoltà, penserebbe a un futuro lavorativo possibile e concreto, perdendosi così però molte cose. Un'altra parte, quella che mi piace di più, farebbe invece ancora di più una pazzia: farebbe Lettere. Dopo si vedrà.
Essere psicologi è una professione molto ostica, complicata e non credo per tutti. Non basta studiare. Il lavoro su di sè è tanto, costante e continuo, la corazza e il pelo sullo stomaco che servono per riuscire a mantenere il distacco giusto, la professionalità necessaria, sono per me impensabili. Mi conosco. Potrei farlo, ma male. Ci sono cose per cui non sono portata. Posso studiare all'infinito, fare pratica quanto vi pare ma lo sento. Sento che non sarà la mia strada mai. Di solito evito di precludermi una via ma in questo caso posso farlo con assoluta certezza.
E l'ho fatto da subito. Ho cercato altro. Ho fatto un master in tutt'altro, mi sono messa a cercare altre vie. Una l'ho trovata. Non è proprio quella che avrei voluto ma è quella che mi permette di fare la mamma. Lavoro 30 ore settimanali e guadagno una miseria. Ma non mi posso lamentare, del resto mi sento dire hai voluto un figlio sì o no?! Beh, ne vorrei anche un altro se è per questo. E conto un giorno di fare altro nella vita, lavorativamente parlando, rispetto ad oggi. La grinta ci sarebbe, l'impegno pure.
L'università dovrebbe formare e dare gli strumenti per entrare nel mondo del lavoro, non lo nego. Ma credo serva all'essere umano come individuo per crescere. E' un'esperienza che tutti dovrebbero poter fare. Si dovrebbe poter scegliere di iscriversi alla facoltà di Storia perchè si vuole studiare quello con il cuore leggero. Perchè nel mio paese immaginario non si registra, oltre a tutti gli altri dati preoccupanti, anche un crollo delle iscrizioni alle facoltà specie umanistiche come succede ora. Ma te credo che succede, capisco benissimo perchè succede. Però è un peccato. Perchè è di forma mentis che si ha bisogno. Tanto quanto di tecnici. Non dico che fare ingegneria non apra la mente, anzi, ma lui sa spiegare meglio di me cosa intendo:
Non leggiamo e scriviamo poesie perchè è carino: noi leggiamo e scriviamo perchè siamo membri della razza umana; e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento; ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita.
(prof. Keating)
ok, rileggendo ho scritto tutto e niente e anche abbastanza male. Confusione. Oggi va così.
Volevo cogliere l'occasione per ringraziare Dora e Francy per avermi assegnato il premio" il Blog affidabile". Sono soddisfazioni! Non potevano farmi un regalo di Natale migliore!
5 dicembre 2012
bianco
Non sono una montanara, anche se mio padre scalava il Monviso e mio nonno ha fatto il partigiano sulle alture piemontesi. Anche se mi hanno sempre portata a sciare, tutti gli anni, anche se al mare non è mai stata affittata una casa ma in montagna sì, anche d'estate.
Non metto in dubbio la bellezza dei monti, d'inverno innevati e d'estate così pieni di verde. L'aria pura, aperta e così dannatamente buona.
Nulla però mi dà la sensazione che mi dà il mare. Quella distesa, calma o agitata, senza fine, che non ha barriere, che è aperta all'infinito. Che contiene un mondo al suo interno così diverso da noi e forse proprio per questo così affascinante. E poi non stiamo qui a raccontarcela troppo. Io sono una gran freddolosa. E in montagna è più le volte che fa freddo che fa caldo.
Se mi si chiedessero dove passare le vacanze non avrei dubbi: sempre e solo al mare. Caldo e piedi nudi.
Però riconosco la bellezza totale e non c'è niente da fare. La solitudine della montagna, quel sentirsi così impotenti di fronte alla sua maestosità, il suo essere così mistica ti prende e sazia gli occhi. Anche quando è avvolta da quella nebbiolina che è solo montanara, dove tutto appare ancora più segreto, misterioso. E bianco.
Siamo andati in gita questo week end vicino a casa dei miei (quei famosi 430 km) e nevicava. Non c'era nessuno (e te credo) solo noi e una pace immensa.
Ovviamente il giorno dopo il cielo si è spalancato ed è venuto fuori un sole meraviglioso. Ma forse è stato bello così. Nel nulla bianco.
In ogni caso ci aspettava una giornata infinita di parenti quindi la fuga sui monti sarebbe stata impossibile.
Mia madre per ricordarci quanto poco sappia cavarsela in cucina ha preparato un'insalata con melagrana, nocciole, radicchio e arance caramellate. Detta così sembra una figata. Ma vi assicuro di no.
![]() |
| Lui, il Sig. Monviso |
3 dicembre 2012
perle di futura saggezza
tutto parte da qui:
l'idea che aveva dato la maestra (le scritte sono le sue) era disegna una bella cosa con il tuo colore preferito.
E il Piccolo Lui, che è sempre sul pezzo, ha disegnato questo in arancione.
E lui me lo racconta così:
C'è una mucca che fa il latte e ci sono i suoi fatellini. Che pima eano nell'uovo.
[ok, c'è confusione]
Spiego come stanno le cose e concludo:
...anche tu eri nella pancia della mamma...
Beh, non mi ricoddo tanto bene mamma.
l'idea che aveva dato la maestra (le scritte sono le sue) era disegna una bella cosa con il tuo colore preferito.
E il Piccolo Lui, che è sempre sul pezzo, ha disegnato questo in arancione.
E lui me lo racconta così:
C'è una mucca che fa il latte e ci sono i suoi fatellini. Che pima eano nell'uovo.
[ok, c'è confusione]
Spiego come stanno le cose e concludo:
...anche tu eri nella pancia della mamma...
Beh, non mi ricoddo tanto bene mamma.
2 dicembre 2012
la foto della domenica
E quindi ho una nuova droga.
Esco con l'Amica e la costringo a stare fuori al freddo perchè io devo assolutamente provare questa "cosa"... Perchè è tutto da imparare! E lei, da grande amica che è, mi ha fatto da modella. Al freddo. Correndo il rischio che qualcuno la scambiassero per pazza.
Un pò se l' è cercata. Il cavalletto me lo ha regalato lei.
Iscriviti a:
Post (Atom)



.jpg)













.jpg)





