faccio i capricci.

25 maggio 2016


Faccio i capricci. Un sacco di capricci.
Perché non vorrei alzarmi. Lo faccio. Ma non mi parlare. Lasciami fare. Non farmi domande. Non piangere tu che la mattina sei come me. Stiamo in silenzio.
Faccio i capricci perché vorrei alzarmi e fare con calma, passare il tempo a letto a poltrire, fare una colazione lunga e buona, faccio i capricci perché devo dire sbrigati e tu non ti sbrighi. E faccio i capricci perchè tu fai i capricci.
Mi basta l’idea di dovermi alzare prima per avere il tempo di fare tutto per fare capricci.

Faccio i capricci perché voglio lasciare le cose al loro posto altrimenti quando torniamo sta sera è un casino e poi non mi rimane tempo per coccoluzzarci.
Faccio i capricci appena entro in ufficio perché vorrei essere al mare, ma non se ne accorge nessuno.
Faccio i capricci perché dopo mezz’ora di parchetto mi sono già stufata. Faccio i capricci perché esci da scuola e non mi dici ciao. Ma è subito andiamo al parchetto?

Sono felice per lui.

30 marzo 2016


Oggi leggevo questo e realizzavo che non c'entrava niente con Lui.  (è un post datato, arrivo spesso e volentieri in ritardo, ma arrivo, lo ripeto sempre anche a mio figlio. Poi ci sono parole messe insieme che vanno bene ieri, oggi e domani, universalmente).
Quindi cari padri che lavorate troppo sappiate che Silvia ha ragione: ci sono cose che non tornano indietro.

Lui i suoi figli se li prende, se li gusta, se li vive. Oh sì. Lavorando come un matto ma tornando sempre subito da loro.
Tutte le sere a cena lui c'è.

E se dessimo semplicemente il buon esempio?

23 marzo 2016


Anche questa volta, come per Parigi, come per i racconti sulla Siria, come tante, troppe volte, gli ho raccontato quello che è accaduto. Non entro nei particolari, non faccio nomi, non mi metto a spiegare bene chi è l'Isis, non so nemmeno se lo so io per prima, cerco di non cadere negli stereotipi, cerco di attenermi ai fatti, come se fossi l'Ansa. Ha quasi sette anni, secondo me è giusto che un minimo sappia.

La sua prima domanda è sempre la stessa:
Perchè.

to do list

26 febbraio 2016


  1. Ricominciare a correre. Senza sentirmi in colpa. Perchè le cose vanno viste nel loro complesso: è vero che mi prendo del tempo solo per me e ne tolgo al noi ma poi quel me sta meglio nel noi.
  2. Fissare un budget mensile per ogni voce di spesa. Ormai è troppo tempo che con la storia della casa entrano ed escono soldi, affitti non ce n'erano più e io ho smesso (da verificare se io l'abbia mai realmente fatto) di tenere conto di dove e quanto posso spendere. Però adesso abbiamo un mutuo con la banca che possiede la nostra casa, per lo meno il piano di sopra, ho le mani bucate, posso essere pericolosa, Lui mi stressa e poi mi viene l'ansia. Ecco, proviamo a prevenire anzichè curare.
  3. Detto questo vorrei una gonna plissè (sì ho la fissa), nè lunga nè corta, rosa pallido. Tipo questa.
    Ah, anche un paio di sandali piatti nuovi. Non li ho ancora inquadrati ma ho come la sensazione che quando li troverò saranno i più cari. E poi la prossima settimana devo andare - per lavoro -ad un evento in abito lungo e ovviamente non ho l'abito lungo giusto (dove lo compro?! ho bisogno di idee!!!).

di cinema con la mamma, psicoanalisi e porte chiuse.

8 febbraio 2016



Ieri sera sono stata al cinema a vedere Assolo, di e con Laura Morante, che ho sempre reputato una delle migliori attrici italiane. Il film in realtà non è niente di che, è leggero e tagliente allo stesso tempo, drammatico e molto divertente insieme. E' la storia di una donna sola, per condizione e sentimento, dei suoi ex mariti, dei figli ormai ventenni e fuori casa, della sua insicurezza, della sua analista, delle sue amiche, della sua vita sessuale o di quel che ne rimane e del suo modo di vivere le cose.
E' proprio la sua analista che ad un certo punto le chiede cosa significhi per lei invecchiare.
Sono porte che si chiudono è la risposta.

famiglia. punto.

1 febbraio 2016

http://zigzagmom.com/famiglie-arcobaleno-come-raccontarle-ai-bambini/

Premessa: so che questo post sfocerà sicuramente nel banale, nel già detto, nel va beh hai scoperto l'acqua calda.
Detto questo vorrei dire anch'io la mia su questa questione delle coppie di fatto, figli e famiglie arcobaleno ecc....
Volete sapere cosa penso? Che palle.
Sì, che palle.
Trovo assurdo, ma veramente assurdo, che si stia ancora parlando di questo.
E che in tutto questo parlare, un parlare ormai fatto di anni, non si sia ancora fatto nulla.
Che siamo ancora qui a sentenziare cosa è meglio per gli altri senza sapere, conoscere, toccare con mano, solo in nome di una tradizione, di un credo, di un modo di vedere le cose così personale che non può e non deve influire sulla vita degli altri. Solo perchè la maggioranza fa in un modo non vuol dire che tutti debbano fare così, o che altri modi siano sbagliati. Insegnatelo ai vostri figli, è la base della libertà.
Trovo assurdo che ancora ci sia da parte di qualcuno la pretesa di mettere becco nelle scelte sentimentali e di famiglia degli altri. Che si debba manifestare a favore di un certo tipo di famiglia e non di un altro, della famiglia punto, che si stia ancora qui a pensare se i bambini hanno bisogno di una figura paterna e una materna per crescere felici.
Che palle soprattutto per quanto riguarda le coppie di fatto. Che palle che siamo ancora qui a sentenziare per gli altri se è giusto o meno che due persone che si amano abbiano i diritti che gli spettano. Che siamo ancora così presuntuosi da credere di poter decidere per gli altri, che comunque e giustamente vanno avanti, con le loro vite, i loro amori, le loro scelte di famiglia. Ecco, no, non siamo. Sono. Perchè io sono totalmente a favore. Sono a favore dell'abbattimento di qualsiasi distinzione con l'obiettivo di rendere le differenze un merito, un vantaggio, una risorsa, un'ovvietà.

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